
Il libro “Leggere e scrivere per cambiare il mondo” (Luciana Tufani Editrice, 2005) a cura della Società Italiana Letterate e del Centro Documentazione Donna di Ferrara, cerca di dare una risposta dal punto di vista femminile. Che non sempre combacia con quello di noi uomini. Ed è logico che sia così. Siamo due realtà diverse, due mondi differenti, due missioni opposte ma convergenti verso un unico destino: la vita.
Che cosa significa essere letterate? Cosa importa saper scrivere e come può questo sapere diventare concreto? Sono le domande cui cerca di rispondere il libro, curato dalla Società Italiana Letterate e dal Centro Documentazione Donna di Ferrara, nella persuasione che la letteratura sia capace davvero di salvare una vita o di perderla, e che la forza straordinaria di cui è dotata derivi dal suo non essere cosa altra dalla politica. Il libro intende ripensare e rilanciare l’insegnamento delle scrittrici - da Virginia Woolf a Audre Lorde, da Anna Maria Ortese ad Azar Nafisi, a molte altre- che la letteratura sia un modo di stare nel mondo, una grande lezione di democrazia e una possibilità di affermare la vita anche contro la sua stessa precarietà.

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