
Alle ore 1 e 23 del 26 Aprile 1986, nella centrale nucleare di Chernobyl (Ucraina, ex Urss), il reattore numero 4 esplode. Nell’atmosfera si riversano 45 milioni di curie di xeno 133, 7 milioni di curie di iodio 131 e un milione di curie di cesio 134 e 137.Una nube tossica cavalca i cieli dell’Europa orientale, mentre i venti disseminano semi di morte anche a grandi distanze dal luogo dell’incidente. 34 persone muoiono all’istante, altre 10.000 nelle settimane seguenti a causa delle radiazioni. Molte altre si ammalano per morire tra atroci sofferenze negli anni successivi, mentre altri ancora oggi sopravvivono ai giorni nostri affetti dalle più anomale patologie.
Sono passati 20 anni, in molti tentano di dimenticare la lezione di Chernobyl. Ad oggi, Aprile 2006, in Ucraina, Russia e Bielorussia, ci sono territori ancora contaminati. Nel dibattito politico si sta discutendo se includere o meno l’opzione nucleare nei piani energetici dei prossimi decenni. Leggete ed informatevi.

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