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Biblioanatomia: “Anatomia della Bibliomania"

Diamo vita ad una nuova sezione di Bibliomania: Biblioanatomia, ovvero “Anatomia della Bibliomania”. Gli uomini, le parole, i libri ne fanno parte di diritto, anzi ne sono le parti fondanti. Gli uomini per vivere hanno bisogno di parole. Le parole, se vogliono sopravvivere al loro tempo, devono trovare spazio nei libri. I libri sono le parole degli uomini dettate al tempo. Un triangolo virtuoso che ci coinvolge ogni giorno nel cammino dell’esistenza, che rinnova il lessico del mondo, che alimenta la biblioteca infinita della storia umana. Uomini che pensano, parlano, leggono, scrivono, ascoltano le parole. Parole che nascono, invecchiano, scompaiono e ricompaiono, nuove e diverse, antiche e moderne, utili e inutili. Libri che portano idee e sentimenti, trascrivono momenti e riflessioni, tramandano speranze ed illusioni. Segnano il tempo sulla bocca degli uomini, sulla pagina stampata, sui nastri magnetici fatti di bits e bytes. Di tutto questo è fatta la Bibliomania.

Halbrook Jackson (1874-1948) è uno scrittore e critico inglese autore del più famoso libro sulla Bibliomania intitolato, appunto, “Anatomia della Bibliomania”. Un testo che è una vera e proria delizia per il bibliofilo appassionato, un libro considerato da molti la pietra d’angolo sulla utilità, gli scopi ed i piaceri che nascono dall’amore per i libri. L’”Anatomia della Bibliomania” inizia proprio dal principio, da quando cioè i libri cominciarono ad apparire sulla scena della vita dell’uomo. Il libro offre agli appassionati l’abbraccio e la compagnia dei tempi lontani, dai tempi dei Romani, del Rinascimento e del periodo romantico. Jackson studia a fondo la natura dei libri, ne conosce le loro proprietà terapeutiche e curative, le loro passioni intense che possono condurre alla mania. Una Bibliomania, egli dice, che è “geniale e comunque meno insana della sanità di chi si ritiene sano di mente”.

Con arguzia leggera ed intelligente egli esprime le sue opinioni su perché si legge, dove si legge, quando si legge, cosa accade dentro di noi quando affrontiamo il viaggio coi libri. Egli ci parla dell’allestimento dei libri, dei vermi che li abitano, delle biblioteche che li ospitano, dello sport della caccia dei libri, del carattere e del comportamento di chi compra i libri, di chi li abbellisce, li decora, chi li ruba, chi li prende in prestito, chi li colleziona. Francesco Bacone, Anatole France, Emerson, Shakespeare e innumerevoli altri autori sono presenti in questo suo libro e animano questa eterna mania.

Quasi un’afflizione che arricchisce, che vale la pena coltivare, conoscere, migliorare in tutti i sensi. Un libro istruttivo quello di Jackson, affascinante, godibile, di un piacere al quale nessun amico dei libri può sottrarsi. Lo scopriremo insieme allorquando esamineremo i capitoli nei quali il libro è strutturato, un tomo di oltre seicento pagine, suddiviso in 32 sezioni. Un lungo, straordinario percorso di lettura scritto sulla falsariga di un’altra famosa opera scritta con un intento anatomico maniacale simile a questo e che va sotto il nome di “The Anatomy of Melancholy”: una “anatomia della follia”. Seguiteci nella lettura dei post che vi proporremo e non vi pentirete della vostra bibliomania.

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