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La “sprezzatura” italiana

Funzionalità e bellezza sono la vera essenza della civiltà italiana, almeno così come la stessa è vista ed apprezzata all’estero, e non sempre ricordata qui da noi. Sin dal principio il “genio” italiano ha mirato ad essere pratico, con i piedi per terra, cercando sopratutto di “fare” le cose, senza tralasciare per questo l’idea di armonia, bellezza e splendore. Un acquedotto romano non deve essere soltanto funzionale ma deve anche essere pieno di curve e ben proporzionato. Uomini come Dante, Giotto, Donatello, Masaccio riuscirono a portare il realismo nella loro arte in maniera piacevole e aggraziante. Il merito maggiore del genio degli Italiani del Rinascimento, è quello di essere riusciti a creare cose utili per la vita nel campo delle leggi, della filosofia politica, nella conduzione degli affari, nelle scienze applicate, nelle esplorazioni, nella poesia, nella musica, nelle arti visive, nella moda, nel cinema e in innumerevoli altre arti della vita e di lasciarne l’eredità agli Italiani di oggi. Checchè se ne dica.

Quando Baldassarre Castiglione consiglia al suo cortigiano ideale di fare ogni cosa con una certa “sprezzatura” non intende il termine nel senso con il quale lo ritrovate in un dizionario moderno. Egli, al contrario, sta avanzando dei consigli su come fare le cose pratiche (anche la stesura di un sonetto per lui è una cosa pratica!), che siano fatte con stile ed eleganza in modo da farle apparire facili. Questa specie di “pragmatismo estetico” trova le sue radici nella grande tradizione italiana dell’artigianato, il quale in tutti i tempi ha dato prova ed evidenza di sapere fare nei campi del disegno, delle costruzioni, dello stile. Nulla di metafisico, astratto, ponderoso, ciò non di meno superficiale o inconsistente. Anzi, qualcosa di profondo e reale, com’è il caso di personaggi della misura di San Francesco, Galileo, Michelangelo, San Tommaso.

 

Un recente libro pubblicato negli USA che porta il titolo di “Sprezzatura: 50 modi in cui il Genio italiano ha forgiato il mondo” è una accurata e precisa disamina delle caratteristiche fondanti del genio italiano nel tempo. Si va dalla creazione del calendario romano alla Repubblica Romana, passando per il genio di Giulio Cesare e della porpora dell’Impero. La rivoluzione del verso di Catullo si incrocia con i grandi costruttori edili del mondo antico romano. L’invenzione della satira aiuta a vivere insieme ai miti e alla poesia di Ovidio. La Legge Romana apre la via al fondatore del monachesimo benedettino occidentale, custode della eredità di Roma. Le prime Scuole mediche di Salerno e Bologna segnano l’inizio dell’era moderna insieme alla comparsa dell’ “alter Christus” San Francesco d’Assisi e allo “stupor mundi” che fu l’Imperatore Federico II re di Sicilia e di Gerusalemme.

 

San Tommaso d’Acquino è il titano della teologia seguito da Dante e dalla sua Comedia. Seguono banchieri, contabili e capitalisti fiorentini i quali ebbero anche modo di ascoltare e leggere non solo le liriche dell’inventore di questo genere poetico che fu Petrarca, ma anche i primi racconti del realismo letterario occidentale del Boccaccio. L’attivismo religioso e mistico di Santa Caterina da Siena fa da contrappunto all’uso della lingua visiva rinascimentale impiegata da artisti quali il Brunelleschi, Donatello e Masaccio. Lorenzo Ghiberti apre le “Porte del Paradiso” mentre Cosimo e Lorenzo de’ Medici diventano i patroni delle arti e della cultura del loro tempo. Sigismondo Malatesta è il primo condottiero ad avere una visione mentre con Leonardo da Vinci appare l’uomo del Rinascimento e dell’eterno enigma. Appaiono quindi all’orizzonte del mondo conosciuto Colombo, Caboto, Vespucci e Verrazzano mentre Machiavelli fa sorgere l’alba della scienza politica moderna e Michelangelo è il rappresentante sommo dell’ingegno umano.

 

In Castiglione il termine “sprezzatura” caratterizza il perfetto gentiluomo del tempo mentre Pietro l’Aretino, scrittore indipendente e pornografo si proclama “segretario del mondo”. Giovanni della Casa e il suo “Galateo” anticipano forme, contenuti e comportamenti moderni alla stessa maniera di come il Palladio dà forma ai suoi edifici. Caterina de’ Medici diventa gran madre della cucina francese e l’Euridice di Jacopo Peri dà vita all’opera lirica facendola nascere dalla tragedia. Galileo getta le fondamenta della scienza moderna al suono di due nuovi strumenti che nascono dal genio italiano: il violino ed il piano. Questi suonano le note del padre della musica moderna che va sotto il nome di Claudio Monteverdi. Che dire poi degli splendori del Barocco del Bernini che si incrociano con i pionieri della moderna anatomia: Eustachio, Falloppio, Malpighi, Morgagni ed altri? Il diritto penale trova il suo inventore in Cesare Beccaria, l’elettricità in Galvani e Volta, mentre Venezia diventa una sinfonia di pietre, acqua, colori e musica. Appare all’orizzonte il primo vero pessimista europeo, il grande Giacomo Leopradi, mentre Giuseppe Garibaldi fa nascere un’Italia mai unita prima. Appare e scompare l’ultimo Principe rinascimentale, Gabriele d’Annunzio, mentre Maria Montessori con “La Dottoressa” fonda la scienza dell’educazione infantile, Marconi inventa la radio, Enrico Fermi è il padre della bomba atomica. Roberto Rossellini e il suo cinema neorealista si affiancano in questa carrellata di geni italici a Tommasi di Lampedusa col suo “Gattopardo” che sembra misurarsi con la Ferrari sulla strada della perfezione tracciata con “sprezzatura” dal genio italiano.

 

 

“Sprezzatura: 50 ways Italian Genius Shaped the World”

by Peter D’Epiro & M. D. Pinkowish

Anchor Books, New York, 2002

 

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