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Islam e democrazia: la paura della modernita'

Gharb, la parola araba che traduce Occidente, indica anche il luogo dell'oscurità e dell'incomprensibile, che mette sempre paura. Gharb è il territorio di ciò che è strano, straniero (gha-rib). Tutto ciò che non capiamo ci fa paura. "Essere estraneo, straniero" in arabo ha una connotazione spaziale molto forte, essendo gharb il luogo dove il sole tramonta e dove l'oscurità incombe. È in Occidente che la notte addenta il sole e lo inghiotte; quindi tutte le cose più terrificanti sono possibili. È là che la gharaba (stranezza) ha preso dimora.

“Quando mia zia Halima introduceva nei suoi racconti del venerdì sera una persona di nome Gharib, l’estraneo, mio cugino ‘Aziz mi tirava le trecce e io tiravo quelle di Mina; improvvisamente facevamo fatica a respirare e smettevamo di masticare i ceci tostati. Realizzavamo istintivamente che sarebbero accadute delle cose terribili nel tranquillo salotto della nostra vecchia zia. Nel gharb tutto viene divorato dall’oscurità. Non si riesce a vedere più nulla; ci si deve fidare degli altri sensi per intuire cosa si muove, cosa potrebbe essere pericoloso. Il luogo del tramonto è sempre un luogo distante, diverso da dove noi viviamo. È anche il territorio della notte. In arabo, “corvo” si dice ghurab, e porta sfortuna perché il suo colore annuncia la cecità.

Il territorio del tramonto è anche il territorio della lontananza, di ciò che è altrove. Il Maghreb è il paese del tramonto. Nelle Mille e una notte i maghrebini usavano la magia e tutto ciò che l’islam proibisce. Il nome accettato per il Marocco è al-maghrib al-aqsa, l’estremo Occidente. All’interno della comunità araba, noi maghrebini siamo percepiti dalla gente di al-mashriq (il luogo dove sorge il sole), come essenzialmente sospetti; vivendo vicino ai confini con il mondo cristiano, apparteniamo al territorio di frontiera. E forse a causa del nostro retaggio berbero, perché prima della conquista araba parlavamo una lingua diversa e avevamo culti e riti diversi? O forse perché Tangeri si trova a poche miglia soltanto dalla Spagna? È perché prima della scoperta dell’America l’Atlantico era considerato la fine del mondo? Ma la differenza esiste comunque, e avrà la sua importanza nel momento in cui al mondo arabo si chiede di democratizzarsi e di fare esperienza dei suoi vari elementi, intendendoli come ricchezze da scoprire. Quando un francese dice “les Maghrébins”, sta dicendo semplicemente “stranieri”.

Ma soprattutto, “strano”, “straniero” è un concetto spaziale. Per proteggersi da ciò che non si comprende, è necessario erigere delle barriere. La Guerra del Golfo ha insegnato agli arabi almeno queste due lezioni: primo, nessun confine ci può più proteggere dal gharb; e secondo, dato che abbiamo un certo grado di vulnerabilità, tanto per cominciare, il terrore che ci assale diventa insopportabile; affrontare ciò che ci impaurisce e comprenderlo è l’unica reazione possibile. Siamo stanchi di avere paura. La medina e i suoi abitanti hanno finalmente deciso di cambiare le regole basilari del gioco: dobbiamo capire, per non sprofondare. Non dipende dall’Occidente straniero comprenderci; dipende da noi comprendere l’Occidente. Siamo ben attrezzati per l’operazione: milioni di arabi parlano le lingue dell’Occidente e sono intimamente familiari con le sue idee, culture e sogni; altri milioni di arabi vivono nei suoi vari paesi e possono rifletterli a noi”….

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