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Introduzione alla biblioterapia

Si apre una nuova sezione di questa guida. Si chiama “Libroterapia” ma qui diventa “Biblioterapia” per conservare le nobili origini greche del termine “biblìon”. Dopo di aver letto il post non dimenticate di votare il sondaggio nella home page. La terapia più terapia di tutte: curarsi con i libri. Ce ne sono una infinità, non scadono mai e puoi decidere tu tempi e dosaggi. Per qualsiasi disturbo, carenza o bisogno, i libri curano, nutrono, confortano. Di recente sono entrato nella Feltrinelli di Bologna, come d’abitudine, e in quel mare di libri ho subito adocchiato questo libretto sulla “libroterapia”: Il sottitolo è eleoquente: “Un viaggio nel mondo infinito dei libri, perchè i libri curano l’anima”. Il suo autore, Miro Silvera, scrittore colto e raffinato, ci accompagna tra gli scaffali raccontandoci aneddoti originali e indicandoci il libro giusto pe ogni male.

Tra le benefiche pagine della libroterapia troverete tutto, perfino i consigli in pillole. Soffri di questo? Leggi quello! e gli usi diversamente terapeutici dei libri: oltre che letti, infatti possono essere regalati, usati per migliorare il portamento, addirittura come arma di difesa. Attenzione all’unico effetto collaterale: possono dare assuefazione. Elias Canetti ha scritto in “La provincia dell’uomo: Quaderni di appunti 1942-1972”:

 

“Ci sono libri che si posseggono da venti anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno porta con sè di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo venti anni, viene un momento in cui d’improvviso quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri d’un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione. Ora sappiamo perchè lo abbiamo trattato con tante cerimonie. Doveva stare a lungo vicino a noi; doveva viaggiare; doveva occupare un posto; doveva essere un peso; e adesso ha raggiuntolo scopo del suo viaggio, adesso si svela, adesso illumina i venti anni trascorsi in cui è vissuto muto, con noi. Non potrebbe dire tanto se per tutto quel tempo non fosse rimasto muto, e solo un idiota si azzarderebbe a credere che dentro ci siano state sempre le stesse cose”.

 

Ecco la premessa alla libroterapia. Molti anni fa una rivista americana pubblicò una vignetta umoristica in cui si vedevano due capre. Una divorava metri di pellicola cinematografica e l’altra sgranocchiava il volume da cui era stato tratto il film. E quest’ultima diceva: “ E’ meglio il libro!” Quindi, in un paese come l’Italia che preferisce di gran lunga le immgini (televisive, cinematografiche o del computer) e trascura le parole stampate, io credo proprio di dover dedicare queste pagine a tutte le “capre” italiane che non leggono mai un libro e che non sanno cosa si perdono. Come diceva una mia saggia amica: “Piuttosto che diventare schiava del Librium, mi prendo un libro”.

 

 

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