Introduzione all'universo

Oggi quando si parla di Astronomia si pensa subito ai buchi neri, ai quasar, alla grande esplosione dell'Universo. Si dimentica facilmente che per millenni l'Universo era formato solo dalla Terra (al centro), dal Sole e dai pianeti, racchiusi, poco più in là, dal cielo delle stelle fisse oltre il quale si entrava nell'Empireo. Escludendo la sfera delle stelle, che l'astronomia moderna ha mandato in frantumi insieme a quelle che portavano i pianeti, tutto il mondo antico si riduce unicamente al sistema solare: una parte infinitesima della Galassia nella quale ci troviamo che, a sua volta, è solo una dei tanti milioni sparse per l'Universo. Tuttavia, per quanto piccolo, il sistema solare è anche quella parte dell'Universo in cui ci è dato di vivere, quella che possiamo studiare meglio perché è più vicina, che dobbiamo conoscere sempre più esattamente per calibrare gli strumenti d'indagine con i quali affrontiamo poi il mondo galattico ed extragalattico.

Questo piccolo mondo vicino, anche osservato solo a occhio nudo, ci permette di impadronirci di un’astronomia di base attraverso la quale misuriamo il tempo, spieghiamo fenomeni come le fasi lunari e le eclissi o ritroviamo in cielo una remota galassia invisibile a occhio nudo sapendo dove puntare il telescopio. Ma c’è di più. I moti apparenti sulla sfera celeste del Sole, della Luna, dei pianeti, bene osservati e giustamente interpretati, ci svelano le distanze, le posizioni e i moti reali di questi corpi nello spazio, facendoci giungere a costruire il moderno sistema del mondo, copernicano, e a rivelarci le leggi che lo governano.

La maggior parte di coloro che volano direttamente ai “grandi temi” dell’Astrofisica e della Cosmologia ignorano o dimenticano questa Astronomia di base che regge tutto l’edificio della conoscenza dell’Universo. Così anche i libri si moltiplicano sviluppando quasi esclusivamente questi temi, spesso riducendo la trattazione a una esposizione di dati raggiunti, punto di partenza per sviluppare teorie affascinanti fino alla vertigine.

Questo libro spazia nel campo opposto, richiamando quella parte dell’Astronomia che tutti possono affrontare a occhio nudo, con strumenti modesti e col ragionamento. Non fa piovere dall’alto sul lettore i risultati di scoperte fantasmagoriche ottenuti con gli strumenti più potenti e le tecniche più raffinate, ma lo aiuta a diventare protagonista. Insegna a diventare abili interpreti e utenti di ciò che si vede in cielo, servendosi delle conoscenze acquisite. Infatti, dopo una prima parte in cui vengono ricordate nozioni fondamentali e riassunti i più recenti risultati, il libro presenta ben 174 problemi (con soluzione) e 59 esercitazioni che aiutano il lettore a chiarirsi questioni che si era già poste e a fargli scoprire possibilità che non sospettava di avere così a portata di mano. Non tutti sanno, per esempio, come costruirsi rapidamente da soli un atlante fotografico celeste contenente stelle fino alla 9a magnitudine (cioè 16 volte più deboli di quelle al limite della visibilità a occhio nudo) con una comune macchina fotografica. Questo libro lo insegna. E siccome l’autore sa di rivolgersi a persone che non hanno le possibilità strumentali dei grandi osservatori (studenti, professori, astrofili con molta passione ma pochi mezzi) incomincia con l’insegnare come si misurano gli angoli servendosi solo delle mani.

Procedendo di questo passo, spiega come si possono risolvere tanti problemi con strumenti rudimentali o col solo ragionamento. Sono problemi pratici, come quello di trovare per quante ore è esposta al Sole la facciata della propria casa, o culturali, come scoprire in quale stagione iniziò il viaggio di Ulisse leggendo il X libro dell’Odissea. Molti eccitano la fantasia dandoci quasi l’illusione di vivere su altri mondi come quelli, di trovare come si presentano e quanto durano i giorni su Urano o come vivremmo un giorno su Mercurio.

Mi sono necessariamente limitato a poche citazioni. E sono convinto che, quando il lettore avrà finito di risolvere i problemi proposti, sarà diventato abbastanza abile da trovarne e risolverne altri nuovi. Saprà insomma destreggiarsi nel cielo come un vecchio lupo di mare in mezzo ai flutti, prendendo coscienza direttamente del fatto che anche la Terra, in fondo, non è che un grosso vascello che naviga nello spazio cosmico.

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