
Una volta entrati al link del dizionario cliccate su ogni parola elencata ed avrete la prova della grande flessibilità della lingua inglese, a partire dall’ “obama breakdown”, il tipico collasso nervoso del tifoso supporter del candidato Obama, passando per il materno “obama mama”, il balsamico “obamico”, la globale “obamanation”, una nazione obamica, oppure una cosa “obominevole”, quasi “obamamaniacale”, tanto da avere un “obomorgasmo” in grado di far venire fuori un “obamamanator” che potrà governare una “oboamerica” e conquistarsi così un “obanomomentum”. Se conoscete bene l’inglese americano potrete approfondire il lessico “obamico”. Ma, attenzione a non mettere il piede in fallo, per così dire, e cadere nel pornografico. Mai come in questa situazione, infatti, lingua e sesso convergono, non potendo mancare, in un dizionario del genere, donne e presidenti, passati e futuri.
· oBAMa!
· Obamabot
· Obamacan
· obamania
· Obamaton
· obamics
Il giorno prima, nella stessa posta avevo ricevuto la frase che è subito diventata un tormentone, vale a dire “Yes we can!” Immediatamente è stata accolta e recepita dalle parti nostre e il buon “Uolter” l’ha fatta sua, raccogliendo inevitabilmente l’invito del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti d’America. D’ora in poi tutti quegli studenti che non hanno mai capito i così detti verbi anomali inglesi potranno comprendere bene la differenza esistente tra il verbo “can” e l’altro “may”. Il primo sta ad indicare un fare reale e pratico, il secondo una possibilità, una eventualità oltre che un permesso. Musica per le orecchie degli Italiani da sempre grandi linguisti e anglofili maccheronici. Dopo “I care” arriva “Yes, we can”. Ma le domande poste al “question time” rimarranno inevase: quando i nostri politici si decideranno a non scimmiottare gli americani, ed in particolare gli inglesi, visto e considerato che, specialmente questi ultimi, sono sempre in prima linea, pronti a prenderci a pesci e mondezza in faccia? “The Economist” docet!
Now’s the time for all good men
To get together with one another
We’ve got to iron out our problems
And iron out our quarrels
And try to live as brothers
We’ve got to try to find peace within
Without stepping on one another
And do respect the woman of the world
Remember, we all have mothers.
E’ ora per tutti gli uomini buoni
Unirsi gli uni agli altri
Dobbiamo affrontare i nostri problemi
Risolvere le nostre liti
Cercare di vivere come fratelli
Dobbiamo cercare di trovare la pace dentro
Senza far del male l’uno all’altro
Rispettare la donna del mondo
Ricordate che tutti abbiamo una mamma.
Chorus:
You gotta make this land a better land
In the world in which we live
We gotta help each man and each woman be better
By the kindness that we give
I know we can make it, I know real well
We can make it, yes we can, can…
Yes we can, I know we can, can
Yes we can, can, a why can’t we if we wanna
Yes we can, can.
Coro:
Dobbiamo fare questa terra una terra migliore
Nel mondo in cui viviamo
Dobbiamo aiutare ogni uomo e donna ad essere migliori
Con la gentilezza che possiamo dare
Lo so che possiamo farcela, lo so bene
Possiamo farcela, sì certo che lo possiamo
Certo che possiamo, certo che possiamo
Lo possiamo, lo possiamo, lo possiamo
Sì che lo possiamo, lo possiamo
I know we can make it work
I know we can make it if we try
Yes we can, I know we can, can
Yes we can, Great God Almighty
Yes we can, I know we can, can
(We can make it work I know we can)
(Well)
Lo so che possiamo farlo funzionare
Lo so che possiamo riuscirci se proviamo
Sì che possiamo, lo so che possiamo, possiamo,
Sì che possiamo, Gran Dio Onnipotente
Sì che possiamo, lo so che possiamo, possiamo
(Possiamo farlo funzionare lo so che possiamo)
(Bene).
Yes, we can can…
Sì che possiamo
We’ve got to take care of the children
The children of this worrld
For they are the strongest hope for the world
The little bitty boys and girls.
Dobbiamo avere cura dei bambini
I bambini di questo mondo
Poiché essi sono la speranza più forte per il mondo
I piccoli e le piccole.
Repeat Chorus Till Fade.
Si ripete il coro e si sfuma.
Che dire? In un mondo diventato improvvisamente piatto, vale a dire senza ostacoli fisici e senza barriere mentali, le manie nascono, si accentuano e si diffondono giorno dopo giorno, all’improvviso, rincorrendosi e ritrovandosi in luoghi imprevisti, imprevedibili ed impensabili. Il nostro paese sembra il posto ideale per farle crescere e fiorire. Può essere un richiamo sociale o un candidato presidente, il tempo di fare domande o un gioco elettronico, l’importante è che la mania sia mediaticamente disponibile ad aprirsi a tutte le situazioni, inclusa quella nella quale ci stiamo avviando e che va sotto il nome di “election day”. Pardon, non è stato accettato. I giorni in cui si voterà saranno due. “Election days” allora, domenica e lunedì. “Yes, we can” - qui da noi si può tutto.

galloway








