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13. Il sistema

Al 68 si deve la progenitura dell’espressione globale, riferita alla Contestazione o al Rifiuto. Il nemico è il Sistema. Del globale nacque prima la contestazione e poi la sua accezione positiva o asettica. Con gli anni l’aggettivo polemico mutò in sostantivo neutrale, che allude a un processo tecnico ed economico. Spariscono i soggetti, comandano gli oggetti. La marcia si fa trend. L’indice del Capo che addita la meta, come nelle iconografie di Lenin, di Mao e di Castro, si fa indice mibtel o auditel.

Ma il 68 nasce per reazione a una società troppo autoritaria e repressiva o al contrario perchè si erano sprigionate troppe energie, tra libertà licenziosa e benessere? Forse aveva ragione Hannah Arendt a indicare un cortocircuito dei desideri sulla realtà, percepita come una gabbia da spezzare.

Rinvenuta una lapide antica per il 68: “Quando il padre tenta di rendersi simile al figlio comincia a temere i figlioli, e il figlio a non sentire né rispetto né timore dei genitori, per essere totalmente libero; e quando il meteco si parifica al cittadino e il cittadino al meteco, e così dicasi per lo straniero. Quando il maestro teme e adula gli scolari, e gli scolari s’infischiano dei maestri e così pure dei pedagoghi … mentre i vecchi accondiscendono ai giovani e si fanno giocosi e faceti imitandoli, per non passare da spiacevoli e dispotici”. La scrisse un anziano docente di 2500 anni. Il professor Platone, nell’VIII libro della “Repubblica” dimostra che il 68 non fu nemmeno una novità ma un vetusto rigurgito anarchico che periodicamente risale dalle viscere della storia.

Urlavano: tremate le streghe son tornate. Contesto che se ne siano mai andate. La novità del 68 è che si sono sindacalizzate.

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