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1001 libri da leggere prima di morire

Se siete indecisi su quale libro leggere, Peter Boxall, docente di letteratura inglese all’università del Sussex, potrà esservi d’aiuto. 1001 libri da leggere prima di morire (Atlante 2007), è il titolo provocatorio di un libro che va consultato ogni volta che si ha un dubbio o una curiosità in materia di libri. Più di novecento pagine che ripercorrono secoli di scrittura e di storia. Tutti i testi selezionati e proposti formano una rassegna dei romanzi e degli scrittori che hanno lasciato il segno nella storia della letteratura. Si spazia da I Malavoglia ai Promessi Sposi, da Il Gattopardo a Uno nessuno e centomila. E ancora Addio alle armi, Alice ne paese delle meraviglie, La guerra dei mondi, e la lista, come è facile intuire dal titolo, è ancora molta lunga.

Articolato in quattro sezioni - Età premoderna, Ottocento, Novecento, Duemila - il testo i libri in maniera cronologica secondo l’anno di pubblicazione nel paese d’origine. Le opere sono presentate con il titolo nella versione italiana, mentre il titolo originale viene indicato in corsivo. Più di settecento le illustrazioni che caratterizzano il testo tra fotografie e disegni. Nella parte iniziale vengono presentati tutti i nomi dei selezionatori, si tratta di critici, scrittori, docenti e giornalisti che hanno collaborato con l’autore a stilare l’elenco dei libri imperdibili. Inoltre, per facilitare la consultazione, l’indice dei titoli e degli autori.

1001 libri da leggere prima di morire, quindi, è un aiuto indispensabile per arricchire la propria biblioteca, uno strumento di consultazione originale ed unico nel suo genere ma, soprattutto, una lettura appassionante. Mi è capitato di vedere sia negli Usa che in Inghilterra fortunate collane di libri del genere “before you die”: luoghi da vedere, cose da fare, gente da conoscere, insomma tutta una gamma di attività che invitano a tenere ben lontana l’idea del trapasso. Come si vede anche il passaggio a miglior vita ha il suo … punto di vista!

Queste raccolte, a parer mio comunque utili, sono come i bignamini, hanno pregi e difetti e sono ovviamente di parte : non se ne può fare a meno. E poi divertono molto gli addetti ai lavori con il gioco di chi c’è e chi non c’è, perchè c’è questo e non quello e così via. Alla fine poi si scopre che la letteratura italiana, per il resto del mondo, è purtoppo poca cosa!

Due visioni del mondo, due culture, due mentalità a confronto se non in contrasto. La realtà del mondo latino mediterraneo e quella del mondo anglo-sassone. Quella che lui chiama l’abitudine a classificare e a dare punteggi nasce dalla visione della vita che, per dirla alla Popper, è un “risolvere problemi”, l’acquisizione di abilità elencabili, enunciabili, visibili, pratiche, appunto come “praxis”, in contrasto con quella che la teoria, l’ideale, il dire, il filosofare, e tutto quanto ha l’intelletto speculativo alla base.

Ricordo sempre a tale proposito l’accusa, o osservazione che dir si voglia, che un grande imprenditore del nord fece di un politico del sud, entrambi italiani. Il primo, anche se italiano era chiaramente un “anglosassone” importato, il secondo anche importato era, ma proveniva dalla Grecia, anzi dalla “Magna Grecia”. Mi riferisco a Agnelli che bollò i ragionamenti del politico De Mita come “intellettuale della Magna Grecia”.

Tutto questo per dire che quel libro o quel modo di leggere la letteratura fa parte di quella filosofia della vita che nasce dalla prassi, dalla capacità di porsi domande ed interrogativi, per chiedersi a che serve, se serve e come si può usare la “cosa”, qualsiasi cosa, anche la letteratura, quindi, a vivere meglio.

Tutto qui. E in questa luce si capisce come la letteratura italiana, pur con tutte le sue luci, grandi luci, sia piuttosto in ombra sulla scena delle letterature del mondo. Mi rendo conto che questo mio discorso potrà suonare blasfemo a molti miei compatrioti, ma la realtà è questa: Manzoni quasi nessuno all’estero lo legge, e vi ricordo che il grande Leopardi non è stato ancora tradotto per intero in inglese. Non vi dice nulla tutto questo?

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