Conoscete l’ “Anobium Punctatum”?

E’ uno dei tarli che corrodono il legno e con il legno i libri. Lo sapete che i libri hanno il loro posto naturale sui scaffali delle librerie. Gli scaffali sono fatti di legno, quindi l’anobium puntactum sa bene dove trovarsi da mangiare. Deve solo decidere per sfamarsi se prima con il legno e poi con la carta, o dalla carta passare al legno. Una cosa è comunque certa, e cioè che una volta che ha cominciato il suo lavoro di demolizione, niente potrà ritornare come prima. Il legno degli scaffali delle grandi biblioteche saranno inesorabilmente corrotti dalla sua lenta ma inesorabile erosione, destinati a cedere e rovinare con tutto il loro carico di libri. Questi, a loro volta, saranno stati sicuramente già attaccati da altri amici anobici i quali con i loro denti puntati avranno cominciato a percorrere in su e giù per le pagine dei volumi, ruminando fogli dopo fogli, ingerendo parole e pensieri antichi o moderni, digerendo filosofie e dottrine, idee e sentimenti, immagini e disegni. Nulla resterà di essi se non briciole del tempo, fatti polvere del nulla.

Dopo questa lunga presentazione del lavoro svolto da un animale sordido e spietato come l’anobium punctatum, che produce danni irreparabili ai libri e ai suoi contenuti, vi chiederete il perchè di tutto questo discorso e che cosa centra con i libri e con il web. Beh! ci sarebbe anche qui, parlando del web, che è e resta una rete, da parlare di un altro animale che la tesse, cioè il ragno. Infaticabile come nessun altro animale del suo genere, anche lui tesse e ritesse senza mai stancarsi, allargando la sua rete giorno dopo giorno, lentamente ma inesorabilmente, creando connessioni, dipendenze, legami, contatti, collegamenti. Insomma, ragnatele e labirinti senza fine, spesso senza vie di uscita o di fuga, punti di non ritorno, accessi verso mondi cogniti, molto spesso incogniti e inconoscibili.

In entrambi i casi gli uomini assistono impotenti all’azione di questi due animali. Sia nel primo che nel secondo caso possono arrivare ad assistere impotenti alla distruzione ed alla fine dei loro libri, insieme ai loro desideri, alle proprie idee, alle loro speranze, fatte polvere dall’anobium punctatum o soffocati nei labirinti del ragno nella sua rete. Ed allora qui viene in aiuto l’idea di un’azienda che nasce da lontano, addirittura sull’isola di Hong Kong, che decide di fondare un sito che abbia come obiettivo la difesa e la custodia dei libri e chiama proprio l’anobium punctatum a darci il nome. In un primo momento i fondatori decidono di chiamare il sito “anobi” ma si scopre che il nome era già stato preso nella rete ed allora, ben sapendo che nei motori di ricerca sono le vocali ad avere la meglio sulle consonanti, decidono di aggiungere a “anobi” un’altra “i” ed ecco che nasce il sito costruito appositamente intorno al libro. E’ nato così “anobii.com” che ha ben presto raggiunto un raggio d’azione globale. E’ disponibile anche in versione italiana: a pochi mesi dal lancio si è già aggregata una attiva comunità di bibliofili italiani tra i quali il sottoscritto.

Accostare due concetti come “libro” e “web 2.0” finora poteva far venire in mente una sola soluzione: Amazon. Ovviamente, Amazon esiste da ben prima che gli utenti della rete scoprissero di essere tutti fanatici delle reti sociali, ma è indubbio che nel corso degli ultimi anni l’azienda di Jeff Bezos abbia perfezionato tutta una serie di strumenti (come le WishList o Listmania) che permettono agli acquirenti di dire la loro sui prodotti in vendita. Ma nessuno permetteva di mostrare orgogliosamente la propria collezione di libri sul sito, anche perché una libreria online nasce più che altro per vendere.

Il servizio di aNobii funziona per i libri allo stesso modo in cui Flickr funziona per le foto. aNobii esiste dall’inizio del 2006, ed ha avuto una fortuna tale da essere tradotto ormai in diverse lingue, per poter soddisfare le esigenze di orde di lettori “glocal”. Dopo l’iscrizione (semplicissima, basta fornire un indirizzo e-mail e una password) si accede all’home page del servizio che è simile per contenuti e disposizione a molti altri siti analoghi: in testa alla pagina vengono segnalati gli ultimi libri inseriti da noi (ovviamente prima bisogna inserire qualcosa), gli utenti con gusti simili ai nostri, gli ultimi commenti da parte della rete di utenti, gli ultimi libri aggiunti dalla comunità, gli ultimi utenti iscritti, eccetera.

Ma il bello di aNobii, ovviamente, sta tutto nella voce del menu subito a fianco del link alla home page: La mia libreria. Al primo impatto, quello che salta all’occhio è il campo disponibile per aggiungere un libro. Su aNobii questa operazione può essere completata in diversi modi: il migliore (da un certo punto di vista) è quello che consiste nell’inserire il codice Isbn del libro nel campo, in modo che l’oggetto venga catalogato univocamente. Si possono inserire anche multipli codici Isbn (li si trova in genere sul retro di copertina dei libri, se non sono coperti da un adesivo), per velocizzare la procedura. Naturalmente è anche possibile inserire il titolo di un libro e poi specificare in seguito l’edizione giusta tra quelle proposte da aNobii. Ma il modo più veloce è quello di inserire il nome di un autore, in modo che aNobii proponga tutti (o quasi) i libri pubblicati in Italia da quell’autore. Sarà semplice a quel punto selezionare più volumi alla volta da aggiungere nella propria libreria, sempre che non si abbiano pretese di catalogazione scientifica e che si posseggano piccole collezioni di libri di uno stesso autore.

Ora, una volta aggiunto qualche libro e scelto se il proprio scaffale virtuale debba essere pubblico o privato (anche solo alcuni libri possono essere “privati”), ci si trova davanti al “difficile” compito di modificare i dati di ogni libro inserito. Intendiamoci, non si tratta di modificare titolo, autore e dati simili, anche perché questi vengono automaticamente reperiti da aNobii, assieme all’immagine di copertina (e quando non è disponibile si può inserire “a mano”) e al blurb della quarta di copertina. Lo si vede chiaramente cliccando sulla copertina di un libro inserito.

Modificare vuol dire cliccare sul link Modifica e inserire una serie di dati più personali (tutti ovviamente opzionali ma consigliati per rendere più coinvolgente l’esperienza di aNobii): dove ho acquistato il libro, se l’ho finito o lo devo ancora iniziare (o magari l’ho abbandonato a metà perché era noioso), la mia valutazione, i miei commenti (che resteranno legati al libro e visibili a tutti quelli che aggiungeranno lo stesso libro nella loro libreria) e naturalmente gli onnipresenti tag (o etichette) che hanno la solita funzione di favorire la navigazione e il riconoscimento delle categorie. Se si sono già inseriti diversi libri, è anche possibile fare queste modifiche a blocchi, partendo dalla pagina La mia libreria e seguendo il link al fondo Modifica tutto in questa pagina.

Ci vuole veramente poco a replicare online gli scaffali di casa, e il lavoro è insolitamente divertente. Certo, è un mezzo per catalogare la propria collezione, ma intanto, nella pagina dedicata a ogni volume, c’è la possibilità di vedere quanti altri utenti hanno quel libro in casa, quali altri libri prediligono, che giudizio danno del determinato libro… E ovviamente si incontrano libri particolari, che magari non si conoscevano, e li si aggiunge alla propria Lista dei desideri (nel menu principale, subito dopo La mia libreria). Tramite il link Statistiche libreria, poi, sarà possibile vedere quanti ci hanno visitato, chi ha seguito un nostro consiglio, e soprattutto chi ci ha aggiunto come amico o vicino.

Non si tratterebbe di social network se non ci fosse il valore aggiunto dell’interazione tra gli utenti e della condivisione della conoscenza (in questo caso di una passione bibliofila). Navigando tra gli scaffali altrui è possibile aggiungere un utente come vicino (si intende così seguire il farsi della sua collezione di libri) o come amico (in questo caso si invia una richiesta e si intende che la persona è veramente un amico, o comunque una persona che si conosce). Non manca la possibilità di cercare determinati utenti o di invitare persone via mail a provare il servizio.

Amici e vicini possono poi riunirsi in gruppi (proprio come i gruppi di Flickr e YouTube) e mettere in comune i propri volumi realizzando mini biblioteche tematiche. Al momento i gruppi sono ancora molto pochi (specialmente in lingua italiana, anche se uno dei più “caldi” è proprio Fantascienza in Italia). Entrando in un gruppo si possono scoprire nuovi libri che fanno parte della collezione collettiva e ovviamente partecipare alle discussioni letterarie in tema.

Per i più venali, aNobii permette di gestire gli scambi o le vendite di libri direttamente dalla propria pagina personale: seguendo il link Gestisci scambi/vendite sul fondo della colonna di sinistra nella propria libreria, si può assegnare a ogni libro un prezzo e descriverne lo status (“usato ma tenuto bene”). Le transazioni vere e proprie, per il momento, vanno gestite offline. aNobii, insomma, è un gioco culturale che coinvolge e risulta molto interessante: una volta raggiunta la massa critica di utenti e stabilizzate meglio le procedure di gestione della propria libreria, non sarebbe male se aNobii estendesse le sue competenze specifiche anche sui Dvd e sui Cd, in modo da accontentare anche i maniaci della catalogazione cinematografica e musicale.

Ma al centro di tutto rimane il libro che da cartaceo diventa digitale e sfugge ai rischi dell’erosione del verme sempre in agguato e trova nella rete un filo conduttore che lo guida nei labirinti di Babele che con anobii non è più tale.

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