
“Come ho vinto la mia battaglia per la vita”, un saggio da leggere tutto d’un fiato. “‘Perché proprio a me?’ Quante volte mi sono sentito rivolgere, nella mia lunga vita di medico, questa domanda. Quante volte l’ho immaginata sorgere d’improvviso dentro la coscienza, come un potente colpo che ferisce l’anima; quante volte l’ho vista silenziosa, ma più penetrante di una voce urlata, brillare dentro agli occhi che hanno incrociato il mio volto.”
Così scrive Umberto Veronesi nella Prefazione a questo libro, in cui Melania Rizzoli racconta la sua personale battaglia contro il cancro da un duplice punto di vista: quello di medico che ha lungamente lavorato in un reparto oncologico, e quello di paziente affetta da un tumore del sangue. Forte di una profonda fiducia nei progressi della ricerca e di un innato ottimismo, dopo il fallimento delle terapie classiche Melania ha intrapreso la strada del trapianto di cellule staminali, che dà risultati impensabili fino a vent’anni fa e ha cambiato il destino di alcuni tipi di tumore maligno, una volta definiti “senza speranza”.
Certo che dopo di avere letto la presentazione editoriale di questo libro, si può fare a meno di leggere le belle pagine che l’autrice ha scritto per rispondere alla domanda che si pone, e che tutti noi ci poniamo, di fronte a quello che ci accade giorno per giorno. Anzi, si potrebbe fare addirittura di più: proporre la lettura del libro a chi ha letto un altro libro che si occupa dell’aldilà, di cui mi occuperò quanto prima: “Appunti per l’aldilà”. Tutto questo per dire che “l’aldilà” può attendere.
Ma, per dare una risposta ancora più pregnante e sensata alla domanda che pone questo libro, potremmo rispondere, laicamente, che le cose capitano, come capitano, a me, a te o a chiunque altro, soltanto perchè è l’effetto “random” al quale gli umani sono legati. Non è possibile dare una spiegazione o una ragione del “male” e del perchè lo stesso capita a me o a te che leggi. Tutto sta scritto nel disegno, divino o laico, dell’aldilà. Resta, comunque, da dare ragione della volontà di chi si trova ad affrontare la sfida e sa vincerla alla meglio. E’ il caso dell’autrice di questo libro che ne ha fatto una ragione, a buon ragione, appunto, per farlo conoscere anche agli altri. Un buon libro da leggere e consigliare per rimandare il più tardi possibile l’entrata nell’aldilà.

galloway








