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Come ti amo nel giorno di San Valentino

Per la celebrazione del giorno di San Valentino ecco una famosa poesia della poetessa inglese Elizabeth Barrett Browning. Il sonetto fu scritto nel 1845 mentre lei veniva corteggiata dal poeta Robert Browning. Porta il numero XLIII e fa parte della raccolta intitolata Sonnets From the Portuguese. Elizabeth Barrett Browning nacque a Durham in Inghilterra nel 1806. Prima figlia di genitori benestanti proprietari di una piantagione in Giamaica. Non frequentò alcuna scuola e venne educata in casa. Da giovane studiò l'ebraico per poter leggere in lingua originale la Bibbia, e il greco per studiare il teatro e la filosofia greca. Cominciò a scrivere poesie sin dall'età di 12 anni, anche se non pubblicò nulla per i successivi venti anni.

All’età di 14 anni si ammalò gravemente di problemi respiratori e successivamente una caduta da cavallo le lesionò la spina dorsale. Due eventi che segnarono profondamente la sua vita. Nel 1828 la madre morì e, quattro anni dopo, l’azienda di famiglia fallì. Il padre si trasferì in una città costiera. Era un genitore rigido, protettivo ed anche tirannico, tanto da proibire ai suoi figli di sposarsi. Nel 1833 Elizabeth pubblicò la sua prima opera, una traduzione del “Prometeo” di Eschilo. Qualche anno dopo la famiglia si trasferì a Londra. Suo padre cominciò a mandare i suoi fratelli e sorelle in Giamaica per aiutare la famiglia. Elizabeth ne soffrì molto perché dovette fronteggiare la realtà del posto che vedeva nella schiavitù un fatto normale e per giunta non voleva separarsi dai suoi fratelli e sorelle.

Nel 1838 scrisse e pubblicò The Seraphim and Other Poems una raccolta di poesie in forma di tragedia greca classica in cui ebbe modo di esprimere tutti i suoi sentimenti. Poco tempo dopo, a causa del suo stato di salute, fu costretta a trasferirsi in Italia accompagnata dal suo tanto amato fratello Edward a cui era solita riferirsi coll’appellativo di “Bro”. Sfortunatamente questo annegò un anno dopo e Elizabeth ritornò a Londra, seriamente ammalata, distrutta spiritualmente e moralmente. Per cinque lunghi anni rimase chiusa nella sua stanza continuando a scrivere poesie. Nel 1844 pubblicò un’altra raccolta. Una edizione venne pubblicata anche negli USA con la presentazione di Edgar Allan Poe. In una delle poesie della raccolta elogiava le opere del poeta connazionale Robert Browning il quale si interessò a lei. Le scrisse e le espresse tutta la sua ammirazione per le sue poesie. Per i successivi 20 mesi i due si scambiarono ben 574 lettere di ammirazione, rispetto, amore l’uno per l’altra. Il loro rapporto si intensificò fino a quando nel 1845 Robert le inviò un telegramma in cui diceva: “Amo i suoi versi con tutta la mia anima, gentile signorina Barrett. Mi piacciono molto questi libri ed io amo anche lei con tutto il mio cuore”. Qualche mese più tardi si incontrarono e si innamorarono. Ispirata da questo sentimento Elizabeth scrisse 44 poesie d’amore che vennero inclusi nella raccolta Sonnets From the Portuguese pubblicati poi nell’anno 1850. La loro crescente passione e la grande sensibilità di Elizabeth le dettero la possibilità di far esaltare le proprie emozioni sia nelle poesie che nei sonetti, sfuggendo in tal modo alla oppressione paterna, il quale padre, da quel momento, non le rivolse mai più la parola.

Elizabeth e Robert, uniti in matrimonio, andarono prima a Pisa e poi si stabilirono a Firenze per il resto della loro vita. La sua salute migliorò molto tanto da poter dare vita ad un figlio, Robert. Nel 1850 i Sonnets From the Portuguese vennero pubblicati. Alcuni critici hanno avanzato l’idea che il titolo fu scelto per nascondere la natura amorosa del contenuto ed era soltanto un momento di transizione creativa dai lavori precedenti. In effetti, il nomignolo che Elizabeth aveva dato al figlioletto Robert era “il mio piccolo Portoghese” a causa della sua carnagione scura, mediterranea, legata possibilmente a discendenze giamaicane. A Firenze Elizabeth si occupò di problemi connessi alla vita politica italiana ma anche di altri come ad esempio il problema della schiavitù, del lavoro e dello sfruttamento minorile, dei diritti delle donne e della libertà intellettuale. La sua popolarità diminuì a causa di queste scelte di impegno che volle fare, a quel tempo ed in quei luoghi controcorrente. Ciò nonostante continuò ad essere letta ed apprezzata in tutta Europa. Morì a Firenze nel 1861.

Il sonetto è forse uno dei più famosi tra quelli scritti dalla Browning. E’ un sonetto veramente sentito, romantico, elegante e semplice, facile da ricordare. La domanda iniziale prelude alla risposte che si snodano armoniosamente come in un rosario di fedeltà cristiana. Ed è proprio questo suo atteggiamento a caratterizzare il sonetto nella dimensione amorosa. Diversi sono i modi coi i quali lei scopre di amare Robert da quelli dei suoi “santi perduti” che sono i suoi genitori e suo fratello. La dichiarazione finale che cioè la morte e il tempo non diminuiranno il suo amore è decisiva: nemmeno la morte potrà distruggere il suo amore. Anzi, dopo,il suo amore sarà più forte. Nel giorno di San Valentino una ragione in più per amare … l’Amore.

How do I love thee?

How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach, when feeling out of sight
For the ends of Being and ideal Grace.
I love thee to the level of everyday’s
Most quiet need, by sun and candlelight.
I love thee freely, as men strive for Right;
I love thee purely, as they turn from Praise.
I love thee with the passion put to use
In my old griefs, and with my childhood’s faith.
I love thee with a love I seemed to lose
With my lost saints,–I love thee with the breath,
Smiles, tears, of all my life!–and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

Come ti amo?

Come ti amo? Lascia che ci pensi.
Ti amo fino al massimo della profondità,
dell’altezza ed estensione che l’anima mia
possa raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle passate sofferenze
come quella che da fanciulla riponevo nella fede;
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e,
se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.

“Sonnets from the Portuguese” - Sonnet XLIII

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