Il coraggio dell'anticonformismo

Ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Michele Brambilla: "Coraggio. Il meglio è passato". Con il sottotitolo "Viaggio nel nuovo conformismo italiano". 181 pagine di testo, tredici capitoli, una premessa e una conclusione. Quarta di copertina: "Un ritratto ironico e spietato della società italiana".


Più spietato che ironico, aggiungo io. Ho comprato due copie di questo libro. Una per me ed un altra, in regalo, per un mio caro amico, di qualche anno più vecchio. Uno, per intenderci, che viaggia verso gli ottanta e che appartiene alla categoria esistenziale, di “bartaliana” memoria. Di quelle persone che come il toscanaccio Gino Bartali, amava dire: “l’è tutto da rifà”, suole ripetere, da buon meridionale: “è tutto un casino”. Gliel’ho regalato un pò sadicamente, devo ammetterlo, per vedere quello che dice. Non ho avuto ancora modo di sentire il suo commento al libro e mi sta bene così perché non voglio essere influenzato. Avrò poi modo di sapere cosa ne pensa. Per quanto mi riguarda dirò che questo libro è un vero e proprio “pamphlet” moderno, sulla falsariga di quelli di tradizione inglese. Giornalisti e saggisti alla De Foe, Swift, Paine, per intenderci. Ma non con quella grevità settecentesca inglese che pontificava impietosamente sui vizi e le virtù degli uomini. Bensì con una moderna, appassionata, malinconica nostalgia mediterranea con la quale Michele Brambilla affronta i temi riguardanti le trasformazioni della cultura e della società italiana contemporanea.

Utilizzando un’espressione paradossale, coniata da Ennio Flaiano e ripresa anche dal Maestro in scrittura e giornalismo quale fu Indro Montanelli, Brambilla sviluppa il suo discorso su un certo numero di parole chiave: comunicazione, autorità, famiglia, figli, scuola, età, modernità, tempo libero, italianità, religione, scienza, tecnologia, televisione, sport, salute, morte, nostalgia. A ben vedere il paradosso, vale e dire la contraddizione in termini del titolo, è solo in apparenza contraddittoria. E’ un pò come l’usata ed abusata “si stava meglio quando si stava peggio!”, tutto nella logica della vita che scorre, dei mutamenti che ci coinvolgono, della realtà che muta senza che ce ne accorgiamo, pur impegnandoci tutti nella lotta.

Una competizione, bisogna dire, che non vede né vincitori né vinti, perché ogni cosa si svolge come previsto e si riduce ad una “affacciata e’ fenesta”, come venne definita la vita da Edoardo, se non sbaglio. Quelle parole che ho evidenziato per ogni capitolo del libro scorrono davanti ai nostri occhi, si materializzano in situazioni e vicende di volta in volta personali o comunitarie, politiche o culturali, religiose o sociali. Siamo personaggi ed interpreti in uno scenario in continuo movimento, spesso fuori del nostro controllo. Ce ne chiediamo la ragione ed il senso solamente quando il cerchio, sia della vita che del tempo, si chiude inesorabilmente.

Perché questo è il valore del libro di Michele Brambilla e che non deve essere preso sottogamba dal lettore soltanto perché spesso fa scoppiare a ridere. Un riso amaro in bocca a chi legge delle trasformazioni o deformazioni di una società che molto spesso non sa più riconoscere se stessa. Qualcuno potrà obiettare che in fondo i mutamenti della società italiana non riflettono altro che quelli delle altre società. E che non ci si deve preoccupare troppo, perché questi mutamenti in fondo toccano tutta la società umana. Che dai tempi di Qelet ci sono sempre stati. Come dire “niente di nuovo sotto il sole”. Sarà anche vero. E’ certo che, però, si corre il rischio che prima o poi non sapremo più renderci conto di cosa siamo, né cosa stiamo facendo e dove ci ritroveremo di questo passo. In fondo Brambilla lo dice chiaramente, quello che noi tutti dovremmo aspettarci nella nostra vita, non solo come esseri umani ma anche come Italiani: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Dovremmo saper riflettere su questo, senza nostalgia ma con realismo. Un modo come un altro per non essere “conformisti”.

Michele Brambilla
“Coraggio il meglio è passato”
Mondadori, 2009
Euro 18,00

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