Il senso del sesso

Acrobate è un affresco delle italiane di oggi, un mosaico composto attraverso la prospettiva di 20 donne affermate nei loro rispettivi ambiti. Professioniste diverse per formazione, ambizioni ed età, a cui vengono pubblicamente riconosciuti successo e autorevolezza.


Venti ritratti di donne, in bilico fra la voglia di volare e il frigo da riempire. Jole Baldaro Verde, Monica Bellucci, Diana Bianchedi, Nancy Brilli, Margherita Buy, Nicoletta Conti, Ilaria D’Amico, Cipriana Dall’Orto, Valeria Dubini, Emanuela Falcetti, Elena Gianini Belotti, Josefa Idem, Lucrezia Lante Della Rovere, Silvia Maffei, Chiara Micheletti, Federica Olivares, Federica Pellegrini, Alda Maria Scopesi, Concetta Maria Vaccaro, Lucia Visconti Parisio. Introduzione di Giorgio Vittori. Prefazione e approfondimenti di Alessandra Graziottin.

Anche e soprattutto donne, che vivono le difficoltà e le soddisfazioni di conciliare una carriera impegnativa con la vita familiare. Perché la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ha avvertito il bisogno di promuovere una riflessione su questo tema? Per essere davvero a fianco della donna, con la convinzione che il nostro ruolo non si esaurisca nella sola tutela della salute femminile, ma debba anche comprendere quanto le dinamiche sociali ed economiche possano determinare nuove criticità, opportunità o fattori di rischio. Il mezzo secolo della pillola anticoncezionale, i 40 anni dall’avvio “ufficiale” della rivoluzione culturale e sessuale, e il trentesimo anniversario della 194, la legge che ha legalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese rappresentano gli spunti da cui si è partiti nella riflessione.

Avvenimenti contrassegnati da un filo rosso: la volontà delle donne di riappropriarsi del proprio corpo e prendere da sé le decisioni in ambito sessuale e procreativo. Da qui è iniziato il grande cambiamento nella condizione femminile, che ha permesso alle donne italiane di conquistare sempre maggiori spazi nella vita pubblica e professionale ma che ha nello stesso tempo acuito l’eterno conflitto fra carriera e famiglia, una contrapposizione che appare ancora ben lungi dall’essere risolta. (Giorgio Vittori - Presidente SIGO)

Ciò che è stata definita “liberazione sessuale” e che le giovani generazioni hanno tanto applaudito, e di cui tanto si crogiolano, in effetti sarebbe potuta essere un grande progresso. Quello che si vede attualmente, invece, non è un progresso, ma un crollo. La tendenza ad andare a letto insieme, sempre più diffusa tra i ragazzi e le ragazze, che non trovano di meglio da fare per passare il tempo e provare piacere, è molto dannosa per la loro vita psichica. Si sono appena incontrati, non si conoscono, non si amano e fanno l’amore… Per passare il tempo, quasi fosse come giocare a carte! E poi, come dopo una partita, si separano per ricominciare il giorno dopo con altri partners.

Questo è molto grave, e non perché disobbediscano a regole inventate da qualche moralista. Tutto ciò è grave per loro stessi. E’ a se stessi che fanno del male, non alla morale, e tanto meno ai moralisti. L’atto sessuale in sé non ha niente di riprovevole. Anche se non ha come scopo la procreazione. Tutto considerato si può dire che non è altro che un meccanismo. Ricordo che, quando ero ancora uno sbarbatello alle prime armi in questo campo, un vecchio signore vissuto per metà della sua esistenza nell’ottocento, soleva dirmi: “Ricordati che il sesso non è altro che uno sfregamento di … muscoli, se non ci metti qualche altra cosa che sta dentro il tuo cervello”.

E’ appunto questo che manca oggi ai giovani che credono di poter fare tutto con i loro muscoli. Bisogna conoscere tutte le entità e le forze che sono impegnate in quell’atto, in modo da dargli un significato e un orientamento spirituali, altrimenti ci si distrugge. Siamo sicuri che sia gli uomini che le donne sanno dare un significato a quell’atto che dovrebbe dare un orientamento e che in effetti sembra abbia provocato soltanto uno scollamento totale, tanto grave che non se ne vede la fine? Il sesso può essere certamente liberazione. Ma anche oppressione, sfruttamento, condizionamento. La distruzione sarà inevitabile se tutto continua a non avere un senso e continuerà a scorrere sul filo delle più ardite acrobazie, siano esse maschili o femminili. Prima o poi si spezza il filo e si perde l’equilibrio. L’acrobata dovrà pur scendere o sarà destinato a precipitare.

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