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Notizie del futuro

Un quotidiano su dieci sparirà negli Stati Uniti nel corso di quest'anno e molte città americane resteranno, per la prima volta dalla fondazione senza un loro quotidiano.


E’ in sintesi la fosca previsione fatta dagli esperti del settore che, secondo quanto scrive ‘la Stampa‘, prevedono che l’editoria non sarà affatto immune dalla crisi economica che negli Stati Uniti sta provocando tagli e licenziamenti a catena e che si va a sommare alle difficoltà di un’industria già sofferente per la concorrenza di internet e per la riduzione di lettori e investimenti pubblicitari. Le previsioni di un ‘annus horribilis’ dei giornali si basa su dati precisi:dal 2000 al 2007 la tiratura complessiva dei quotidiani è scesa di 5 milioni di copiee nell’ultimo trimestre del 2008 la raccolta pubblicitaria è diminuita di circa il 20%.

”Già 20.000 persone che lavoravano nei giornali - scrive il quotidiano - hanno perso il posto e migliaia di altre le seguiranno” con conseguenze anche sui contenuti.Supplementi storici come quello letterario del ‘Washington Post’ sono stati aboliti ei giornalisti ‘’sono stati obbligati a lavorare contemporaneamente per la carta stampata e per il sito web del giornale dal quale si spera arriveranno in futuro i soldi” anche perché sale al 40% la percentuale di persone che si informano su internet contro il 30% di quanto continuano a cercare notizie sui giornali. La crisi riguarda anche le testate europee con giornali storici come il ‘Financial Times‘ che per resistere e non licenziare questa estate adotterà la settimana di tre giorni lavorativi. A resistere pensa anche Rupert Murdoch del cui impero fanno parte il’Times’ di Londra e il ‘Wall Street Journal‘ nonostante le quotazioni del suo gruppo abbiano perso il 60% in un anno. ” (Roma, 5 mar. (Adnkronos/Ign)

Una notizia come questa si commenta da sè nel senso che uno non sa da dove cominciare a pensare. Il pensiero riguarda il futuro della comunicazione, ma anche il modo di vivere di ognuno di noi. La lettura del giornale è un’abitudine quotidiana, tattile e tradizionale perché tu, con il giornale tra le mani, le notizie le tocchi, ne senti il profumo, ne puoi cominciare e parlare con lo stesso giornalaio, poi prosegui la discussione in treno, in autobus, in ufficio. Riporti il giornale a sera, a casa, e potrai continuare a parlarne con tua moglie, i figli, gli amici. Tutto ciò è tradizionale perché ci fai colazione col giornale. Magari il giorno dopo ci avvolgi il pesce o le scarpe, ma la tattilità della notizia resta insieme con l’inchiostro col quale lo stesso giornale è stampato. Tutto questo sembra destinato a sparire perché, in un modo od un altro, le notizie ce le daranno al computer che diventerà sempre più cellulare. E questo, a sua volta, diventerà sempre più computer. Forse non le leggeremo nemmeno le notizie. Qualche software ce le leggerà in pillole, quando vogliamo, come e dove lo desideriamo. Magari in diretta, differita o in streaming. Sarà un bene, un male? Non si può dire. Dovremo esserci per capire come noi “diventeremo” notizia del futuro.

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