
L’opera - di agevole lettura, grazie alle prestigiose firme che si sono prestate alla scrittura delle biografie, ma anche di attento rigore informativo - vuole colmare, senza la pretesa d’essere esaustiva, una lacuna della nostra memoria storica, richiamando l’attenzione sul ruolo che nella crescita sociale e civile nazionale ha avuto la maggioranza degli italiani: le donne.
Questa è la presentazione editoriale dell’opera. Ma solo scorrendo l’indice dei nomi delle donne coinvolte nella ricca raccolta antologica ci si rende conto di quanto forte sia la presenza nella realtà umana, sociale, culturale e politica del nostro Paese. Per scrivere questo post, in occasione della festa della donna, ci siamo ispirati al lungo indice dei nomi che sono presentati nel terzo volume. Sono 107 tutte rigorosamente in ordine alfabetico, molte vive e vegete, alcune passate a miglior vita. E’ un cammino quello della donna italiana iniziato nel Risorgimento. Racconta di emancipazione, libertà, autonomia. Sono brevi biografie di donne che per molti aspetti sono davvero eccezionali. La storia della loro emancipazione si affianca a quella della modernizzazione dell’Italia. Le donne cambiano con il Paese e concorrono anche al cambiamento. La forma scelta per parlare di queste donne è quella della biografia breve, un ritratto tracciato anche in profondità, altre volte soltanto accennato a seconda del soggetto di cui l’autore e l’autrice del ritratto intende scrivere. Perché, anche questa è una simpatica caratteristica di questo volume, accade che delle donne parlino di altre donne. Ci sono anche gli uomini, ma ho notato che sono le donne a fare il lavoro di critica maggiore. Lucia Annunziata scrive di Oriana Fallaci (ancora in vita), Maria Latella di Gianna Preda, Miriam Mafai di Camilla Cederna, Eugenia Roccella di Adelaide Aglietta, Brunella Gasperini, Carolina Invernizio, Liala e Elsa Morante. Per citarne alcune. Tra gli uomini Ernesto Galli della Loggia parla di Edda Ciano e Milly, Pietrangelo Buttafuoco di Rachele Mussolini, Adriano Sofri di Lisa Foa.
Ma quali sono le categorie di donne di cui si parla? Sono artiste e donne qualunque, imprenditrici e madri, filantrope e leader politiche in una storia fatta di passioni, sofferenze, vittorie.I giudizi, le valutazioni, le critiche riproducono gli squilibri e le differenze esistenti non solo nei personaggi in esame, ma riflettono anche i contrasti esistenti nello stesso Paese Italia. Il nord sembra avere la meglio sul meridione, ma quest’ultimo si rifa per la genialità delle soluzioni e delle idee innovative. Scrittrici e artiste sono spalmate sul territorio, come anche le attrici, le cantanti, le interpreti, le pittrici e le scrittrici.Ovviamente ci sono anche biografie di donne che vivono la loro vita racchiuse in una sola passione come è il caso di Pia Nalli per la matematica, Gemma Galgani per Dio, la Altobelli per le sue lavoratrici agricole. Non mancano la passione politica, l’anelito alla socialità ed alla imprenditoria ed alla educazione.Tutti i partiti politici sono rappresentati, dall’estrema destra alla sinistra fuori e dentro il Parlamento.Ma non si è data evidenza solamente alle donne che hanno avuto successo e fama. Sono presenti anche illustre sconosciute che hanno rinunciato al successo o alla gloria in favore di una missione da svolgere nell’ambito familiare. E’ il caso ad esempio di una promettente fisica Rosetta Flaiano la quale ha preferito diventare madre infermiera per assistere la sua figliola handicappata.
Questo terzo volume della serie abbiamo detto si occupa di donne Italiane dagli anni Cinquanta ad oggi. I precedenti hanno le stesse caratteristiche e fanno salire a ben 247 il numero della donne biografate. Un numero abbastanza consistente per comprendere quanto sia importante il ruolo che le donne hanno avuto nella breve storia del nostro Paese. Biografie che non tutti gli uomini, e nemmeno le stesse donne, conoscono. Per questa ragione questa serie di tre volumi merita di essere diffusa e posseduta. Onore al merito della Ministro Stefania Prestigiacomo ed alle ideatrici del progetto Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia.

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