Un libro ... nudo!

Finalmente tutti i grafomani potranno liberare i loro istinti scritturali e riempire le pagine di questo libro fatto di fogli bianchi. In fondo ogni vita è fatta di pagine vuote, bianche, tutte da scrivere, giorno dopo giorno, momento per momento. Una volta lo si faceva con la penna, oggi con le dita delle mani alla tastiera. "Il mezzo è il messaggio", lo disse decenni fa qualcuno che se ne intendeva. E questo "mezzo", la pagina nuda, è il messaggio che dobbiamo raccogliere e riempire. Provateci anche voi.

Roma, 20 apr. - (Adnkronos) - Un libro così mancava. E’ uscito sabato, si intitola ‘Nudo’ e ha una particolarità: è un volume di sole pagine bianche. Ne conta ben 112 e costa 5 euro. A pubblicarlo è la casa editrice versiliese Giovane Holden edizioni, nella Collana che non a caso si chiama ‘Battitore libero’. Ne sono coautori Cinzia Donati, Miranda Biondi ed Enzo Rielli. Il libro è una simpatica provocazione ma soprattutto un invito alla riflessione.

Nella quarta di copertina gli autori spiegano: Questo libro vi stupirà. Per la sua semplicità, per la limpidezza dei contenuti, per il messaggio forte che nasconde tra le pagine. Qualcuno ne rimarrà affascinato, qualcuno scandalizzato, qualcuno ammaliato, qualcuno si chiederà come sia potuto accadere che… Una cosa è certa: arriverete d’un fiato fino all’ultima pagina e vi accorgerete di non esservi annoiati”.

”Noi ci crediamo molto. D’impatto qualcuno forse dirà che si tratta di un libro difettato, che la copia giusta non e’ quella che ha in mano, ma chissà. E’ un invito a riflettere, ognuno vi legge ciò che vuole”, dice Cinzia Donati all’ADNKRONOS. E racconta: ”E’ stato divertente vedere sabato, alla prima presentazione del libro, le facce delle persone a cui lo abbiamo regalato. Lo hanno scartato tutti insieme e lì per lì c’è stato il gelo. Poi l’idea è piaciuta, i miei amici giornalisti sono impazziti. Continuano ad arrivarmi messaggi ed email. Ognuno tirerà fuori da quelle pagine quello che vuole. Sperando però che servano a custodire pensieri, non la lista della spesa. L’idea della pagina non scritta è di sicuro semplice. Ma nasconde un messaggio più profondo. Insomma: ‘leggere’ per sperimentare”.

Il messaggio di questo libro con la copertina nera su cui campeggia un cervello grigio, è nelle ‘istruzioni per l’uso’: iniziare a leggere, nell’ordine, dalla prima fino all’ultima pagina. ‘’Perché mai, vi chiederete, decidere di pubblicare un libro bianco? Che domande! – spiegano le istruzioni degli autori - Perché di parole ne sono già pieni tutti gli altri. E quanti di questi libri – in cui pensieri, parole, concetti ed emozioni sono impressi classicamente a inchiostro – sono più bianchi di un libro dalle pagine bianche? Quanti di questi libri tradizionali sono scivolati via senza lasciare nulla, letti con la mente altrove? Piu’ in generale, diciamo che in questo mondo dove c’è tutto, tanto di tutto, troppo di tutto, tutto è già stato scritto etc. etc., un libro fatto di pagine bianche ci sembra un chiaro messaggio. Se non sapete che farne di un libro bianco… Beh… Avrete pure a casa, da qualche parte, un tavolino che traballa (vedere su Google alla voce “zeppa”)’’. E dire che una volta la ‘pagina bianca’ era l’incubo degli scrittori.

Ecco alcuni commenti apparsi su facebook:

“Trovo vergognoso che si prendano in giro gli scrittori in questo modo. Ma tant’è, quando uno è in crisi d’idee (in questo caso la Scuola Holden), non gli resta che aggrapparsi al ridicolo per far parlare di sè. Invito tutti coloro che leggeranno questa nota a devolvere € 5,00 a favore dell’Abruzzo, piuttosto che buttarli via in una scemenza del genere.”

“Secondo me è un’idea intelligente. Anzi, più che intelligente, direi folle. La follia, si sa, attira sempre: ne si ha paura, ci si scandalizza o semplicemente la si guarda con malcelata curiosità dietro un distacco apparente. La trovo un’iniziativa molto in stile anni ‘60, degna delle menti folli, e per questo geniali, dei Beatles e dei loro vari amiconi. Se non altro, hanno avuto coraggio, il che non è poco…”

E voi che ne dite?

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