
Il taglio del nastro tricolore, che ha fatto varcare la soglia alla numerosa folla presente, vuole significare il restauro di un importante luogo di culto ed il ritorno ad una vita religiosa di una piccola comunità di fedeli che ha una lunga ed antica storia ancora tutta da scrivere.
La cerimonia ha visto al centro della mattinata di festa la celebrazione della Cresima di un folto gruppo di giovani del luogo. Un momento fondamentale di incontro e di riconciliazione nella fede di una comunità che per lunghi anni ha dovuto accontentarsi di una precaria provvisorietà pur restando legata alla sua fede nei valori cristiani. Dopo la benedizione dei fedeli presenti da parte del Vescovo, i giovani cresimandi hanno proclamato la loro volontà di fede. Il rito si è svolto alla luce di una magnifica giornata di sole e di pace comune, in un ambiente naturale straordinario. L’edificio sacro gode, infatti, di una invidiabile ed unica posizione che guarda verso sud, tra pievi profumate di limoni e declivi di mille colori degradanti dolcemente verso il mare di Maiori.
La Chiesa di S. Erasmo di Pucara ha subìto nei secoli varie ricostruzioni e trasformazioni che si perdono nella notte dei tempi. Come del resto gran parte della chiese che insistono nel territorio del Comune di Tramonti. Erasmo è un nome di origine greca e significa “desiderato”, “amato”. Sant’Erasmo fu Vescovo di Formia e sul suo conto esistono numerose leggende, tutte sorte durante la persecuzione di Diocleziano, agli inizi del IV secolo. Si dice, infatti, che il Santo fosse Vescovo in Asia Minore, in Siria, e che per sfuggire ai persecutori venisse rapito da un angelo e trasportato in volo in Illiria, la moderna Dalmazia. Si narra poi che convertì numerosi pagani prima di essere scoperto e catturato. Ancora una volta un angelo venne in suo soccorso e lo portò sulle coste della Campania. Appunto, a Formia, dove divenne Vescovo. Ma morì poco dopo per le ferite riportate a causa dei supplizi ricevuti. Ebbe per questa ragione anche il titolo di Martire.
Un dato certo è la presenza a Formia delle sue reliquie. Quando la città, nel IX secolo, fu distrutta dai Saraceni, le reliquie vennero trasferite nella vicina Gaeta, città dove tuttora lo si venera come Patrono. Tra le tante fantasie popolari che arricchiscono la vita di molti Santi, c’è anche quella di Sant’Erasmo che lo vuole protettore dei mali al ventre e ai visceri. Si racconta che, nel suo supplizio, gli vennero strappati gli intestini. Una rappresentazione popolare riproponeva il supplizio di Erasmo raffigurando un argano attorno al quale il carnefice avvolgeva, come una fune, i visceri. I devoti in Campania erano tutti in gran parte marinai e si spiega così la presenza del Santo in Costa d’Amalfi. Sulle loro navi i marinai avevano gli argani sui quali venivano avvolte le gomene. Il nome del Santo doveva essere ritenuto dai marinai una presenza appropriata a bordo e perciò lo assunsero a loro protettore.
Alla stessa maniera San Bartolomeo, un altro Santo anch’esso presente da queste parti, divenne protettore dei beccai in quanto fu decorticato vivo durante il suo martirio. A bordo delle navi il nome di Erasmo si trasformò in Elmo ed ebbe un curioso esito che merita di essere ricordato. Le fiammelle che si vedevano un tempo sugli alberi e sui pennoni delle navi, prima o dopo le tempeste di mare, dovute forse a scariche di elettricità statica, vennero dette comunemente “fuochi di Sant’Elmo”. Ad esse si attribuiva la protezione delle imbarcazioni le quali venivano illuminate per implorare la salvezza dalle forze scatenate della natura. Gran parte dei luoghi di culto cristiano nei paesi della Costa d’Amalfi, ed in particolare nel territorio di Tramonti, erano segni di voto e di ringraziamento di navigatori e marinai originari di questi luoghi. Si spiega così la presenza di tante chiese intitolate a questi Santi e Martiri. La riapertura di questa Chiesa conferirà nuovo slancio alle attività di catechesi e formazione svolte in precedenza e sarà il naturale presupposto per la nascita di nuovi movimenti e modi di evangelizzazione.
Pucara è il primo dei tredici villaggi che costituiscono il Comune di Tramonti. Lo si incontra salendo da Maiori verso il valico di Chiunzi. La Chiesa è a croce latina ed è stata riedificata nel 1412 e 1533 sui ruderi di una precedente chiesa dedicata a San Sebastiano. Ha il portale composto da due colonne scanalate, finemente lavorate alla base. Queste poggiano su alti basamenti decorati, uno dei quali reca la data del 1600. La devozione della piccola comunità dei fedeli di Pucara ha concorso con grande impegno e dedizione a far sì che il luogo sacro fosse riportato al suo antico splendore. Tutti hanno preso parte a questa opera di ritorno alla normalità che è fatta di quotidiani impegni e doveri, come ci si aspetta che faccia ogni fedele per la sua Chiesa, la casa del Signore e casa di tutti.
L’edificio è stato oggetto di interventi alcuni anni orsono condotti dal Ministero dei LL.PP - Provveditorato alle OOPP. per la Campania - Sez. Uff. Genio Civile di Salerno. Essi hanno interessato prima il consolidamento della volta, della navata e della cupola con il rifacimento delle rispettive strutture di copertura. I successivi interventi realizzati nel triennio 2005/2008, a cura della Diocesi di Amalfi - Cava e della Parrocchia di S. Erasmo con l’alta sorveglianza della Sovraintendenza BAPPSAD di Salerno, con fondi C.E.I., progettati e diretti dall’architeto Luigi Buonocore, hanno consentito la riapertura dell’edificio religioso. La cura, l’attenzione, la capacità e la grande passione di Mons. Giuseppe Caiazza, responsabile dell’Ufficio Tecnico della Diocesi di Cava, sono state decisive per l’ottenimento dei fondi da parte della C.E.I. e della Diocesi. La perfezione dei lavori va riconosciuta all’impresa che ha proceduto alle opere ed ai lavoratori che hanno partecipato all’impresa esecutrice la “Tirrena Costruzioni” di Maurizio e Luca Bove di Tramonti.
Va ricordata la volontà, la tenacia e la dedizione, oltre l’incrollabile fede che il Parroco don Emilio D’Antuono ha profuso affinchè si realizzasse tale progetto. Il suo impegno continua a manifestarsi nella sua quotidiana ed ormai quarantennale attività pastorale per la cura delle tre Parrocchie a lui affidate: Sant’Erasmo, Sant’Elia, San Bartolomeo.

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