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Il problema del male

"Non si può negare che il male esista; occorre vederlo e prendere delle precauzioni. Ma anche se esiste, non è una buona ragione per non vedere altro. Purtroppo, ci sono persone che si compiacciono nel male come se fosse per loro un nutrimento: vanno matti per gli scandali, le catastrofi, le sordidezze…


Sostengono di parlare del male per denunciarlo, per combatterlo. No, è falso; ne parlano perché lo amano, e ne godono. Senza il male si annoierebbero, non avrebbero niente da dire, niente da scrivere. Bisognerebbe abituare i bambini sin da pccoli a interessarsi di preferenza a tutto ciò che è bello, buono, nobile, puro. È talmente più benefico per la loro formazione! Del resto, è questa la vera pedagogia: sforzarsi di nutrire nei bambini l’amore per tutto ciò che esiste di meglio, perché solo l’amore per la bellezza, per la bontà e per la giustizia permette veramente di neutralizzare il male in se stessi e negli altri.”

“You cannot deny that evil exists, you must recognize it and take precautions. But just because evil exists doesn’t mean you should see nothing but that. Unfortunately, there are people who delight in evil as though it were food and drink to them: they’re obsessed with scandals, tragedies and filth. They claim they talk about evil so as to denounce and confront it. But no, that’s untrue, they talk about it because they love it, and they revel in it. They would be bored without it, there’d be nothing to say, nothing to write about. Children should be taught to prefer all that is beautiful, good, noble and pure while they are still very young. It’s much more beneficial for the formation of their character! And besides, that’s what true education is: to try to nurture in children a love of all that is best, for only the love of beauty, goodness and justice truly allows us to neutralize the evil in ourselves and in others.”

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