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Lord Byron: poeta e puttaniere

Quando si innamora un poeta le conseguenze possono essere drammatiche. Se il poeta poi è un inglese le cose sono destinate a complicarsi. Nel caso di Lord Byron le connessioni sono davvero infinite ed inimmaginabili: il soggetto conduce strani affari con aristocratiche gentildonne del tempo; mantiene relazioni con attrici e attricette, serve e servette; ammiratrici plagiate; prostitute d'accatto; una relazione incestuosa con la sorellastra; un matrimonio breve e disastroso. E questo per dire solamente del rapporto con le donne. E' un miracolo che un libertino del genere trovasse anche il tempo per scrivere poesia. E che poesia! Parlo di Lord Byron, uno dei più grandi poeti romantici inglesi.


Migliaia di pagine di versi scintillanti, musicali, irrepetibili. Viaggi avanti ed indietro sul continente e in Medio Oriente. Riusciva a mentenere relazioni con innumerevoli amici. Aveva conoscenze improvvisate. Scriveva lettere, teneva diari, leggeva libri di ogni specie, praticava il pugilato, l’equitazione, il nuoto. Era un gran bevitore, come ogni inglese d’hoc. Trovava il tempo per deprimersi fino alla paranoia. Negli ultimi anni si unì alla lotta di liberazione in Italia ed in Grecia. Amava circondarsi di animali come scimmie, pappagalli, cacachi, cani, un airone, un caprone, e quando era studente a Cambridge ebbe come amico di stanza un orso.

Tutto ebbe inizio dalla sua fanciullezza che fu simile ad un romanzo di ambiente gotico. Sua madre, Caterina Gordon, era una ereditiera scozzese che sposò un signore chiamato “Byron Jack il matto”, un aristocratico il quale ben presto consumò tutti i suoi soldi e scappò in Francia. Diede luce a George Gordon, figlio unico, tutta sola, in una stanza di affitto a Londra. Caterina fu donna intemperante ed imprudente, quasi ad anticipare il suo futuro George. Tutti i biografi la trattano male. Va detto che non fu mai amata dal suo figliolo il quale la incolpò della sua menomazione fisica alla gamba per le strette fasciature dei corsetti indossati durante la gravidanza. Il famoso “piede di porco” di Byron.

All’età di dieci anni, alla morte di un suo pro-zio, un lord sospettato di assassinio, ereditò il titolo e divenne sesto barone Byron e la Newstead Abbey , una fantastica e cadente residenza nella contea del Nottinghamshire, con tutti i suoi fantasmi. Una delle principali caratteristiche di Byron è quella di essere passato alla storia come un grande difensore della libertà dei singoli e dei popoli. In effetti ostentò per tutta la sua esistenza una fortissima consapevolezza del suo rango di nobile fino a sfiorare il razzismo.

Fin da ragazzo ebbe modo di mettere in luce le sue prepotenti predisposizioni sessuali per cugine, servi di entrambi i sessi, compagni di studi, coi i quali poteva manifestare le sue manie che erano spesso perversioni. All’età di 24 anni pubblicò il “Childe Harold’s Pilgrimage” che lo rese famoso. “Una mattina mi svegliai e mi ritrovai famoso” ebbe a scrivere. Una vera e propria “toccata e fuga” con le donne, come la definisce l’autrice di questa nuova biografia ha abilmente tracciato il percorso sentimentale che Lord Byron uomo intraprese nei suoi contatti con l’altro sesso, anche se evita ogni riferimento alla evidente eterosessulità del personaggio. Nel suo lavoro ella cerca di provare che Byron “understood” - “capì” - le donne perchè esse volevano il sesso e lui era in grado di darglielo per poi abbandonarle al loro destino. Un’analisi del genere non può essere del tutto accettata se si pensa che le donne, allora come oggi, aspirano ad avere sicurezza, protezione, partecipazione, anche attraverso il sesso.

Il carattere fortemente possessivo, carismatico ed autoritario del poeta, anche alla luce dei comportamenti del tempo, le mettevano in una condizione di inferiorità che però nulla toglieva alla loro aspirazione ad avere un rapporto equilibrato con chi aveva intenzione di partecipare a a scelte comuni. L’autrice di questa biografia, a mio parere, si è lasciata troppo prendere la mano dalla sua vena narrativa tendente a romanzare vicende e situazioni. E’ facile vedere Byron come un imperterrito sadico narcisista, aggressore di donne insipide e puttane. In fondo esse, come del resto tutti gli uomini, e in questo caso lo stesso Poeta, non erano altro che persone, maschi o femmine, in cerca di sesso inteso come relazione, incontro, convergenza. Tutta l’opera poetica di Lord Byron sta a dimostrarlo. Ma all’autrice questo non interessa visto che il senso del suo libro sembra essere stato soltanto il tema dell’amore byroniano, inteso come tormentato sentimento esistenziale. Ricordiamo che quando questo grande poeta e puttaniere morì aveva soltanto 36 anni e si può dire che aveva vissuto troppe vite.

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