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Don Chisciotte: la storia di una illusione

Oggi ricorre il compleanno di Miguel de Cervantes, nato a Alcalá de Henares vicino Madrid, in Spagna, nel 1547. E' l'autore del "Don Chisciotte", un libro scritto quattro secoli fa, considerato il primo romanzo moderno. Qualche anno fa, precisamente nel 2002, cento scrittori moderni dichiararono questo libro a grande maggioranza il migliore romanzo di tutti i tempi.


Votarono per Miguel de Cervantes scrittori come Salman Rushdie, John le Carré, Milan Kundera, Nadine Gordimer, Carlos Fuentes , Norman Mailer. Il grande scrittore russo Fedor Dostoyevsky scrisse in un suo diario che Don Chisciotte era ” il libro più triste che sia mai stato scritto … la storia di una illusione“. Lo scrittore americano William Faulkner lo leggeva ogni anno ripetutamente ed affermò che era sempre diverso.

Don Chisciotte narra di un proprietario terriero di mezza età di nome Alonso Quijano, di un villaggio della regione della Mancha che sta sveglio leggendo libri di cavalleria. E’ talmente ossessionato da queste storie che trascura il cibo e il sonno, impazzisce e crede che i racconti che legge siano storie vere. Si lamenta della decadenza della cavalleria nel mondo moderno e pensa di farla risorgere facendo delle gesta eroiche. Decide di partire sul suo magro ronzino e inizia a compere gesta cavalleresche. Recita poesia per le prostitute credendole delle principesse. Inizia a lottare contro i mercanti che per sbaglio insultano la sua amata, la quale non sa niente del suo amore per lei da parte di lui. I mercanti lo picchiano, gli rompono la spada e lo lasciano nel fango. Egli è nobile ma è un fesso. E’ donchisciottesco, un aggettivo che è diventato famoso in molte lingue e che caratterizza questo tipo di comportamento.

I due volumi del romanzo vennero pubblicati separatamente a distanza di dieci anni. Subito dopo l’uscita del primo volume, vari editori pubblicarino edizioni pirate del libro rubandogli così i diritti ed il relativo guadagno. Poco prima che completasse il secondo volume, quando aveva scritto già circa 50 capitoli, un uomo sotto lo pseudonimo di Fernández de Avellaneda pubblicò una versione non autorizzata a continuazione del primo volume. Questa pubblicazione fu molto popolare ma fece infuriare Cervantes per il furto del suo personaggio. Nella seconda parte del romanzo l’autore tesse la diatriba contro l’autore del falso cavaliere e scrive una scena in cui il “vero Chisciotte” incontra il “falso Chisciotte”, quello inventato da Avellaneda. Secondo molti critici in questa parte dell’opera Cervantes si dimostra scrittore post moderno, uno dei suoi momenti più creativi dell’intero libro.

Un libro sull’illusione. Tutta la vita, l’azione ed il pensiero di Don Chisciotte è una continua illusione. Questa è la ragione per la quale questo libro affascina ancora oggi a distanza di diversi secoli. Sogno e realtà si fondono e si confondono continuamente nella prosa del grande scrittore spagnolo. Leggendo il libro si scopre poi che spagnoli siamo tutti noi, tutti gli uomini, con le nostre illusioni, i sogni, le disillusioni, i ricordi, i rimpianti. Se Faulkner lo rileggeva ogni anno e vi ritrovava sempre qualcosa di nuovo e di diverso deve pur esserci una ragione. E questa va ritrovata in ognuno di noi. In ogni essere umano, giorno dopo giorno si rinnova e si ritrova l’illusione di vivere, di essere ciò che non siamo e che vorremmo essere. Una magnifica illusione, appunto.

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