Il Dr Samuel Johnson ha 300 anni

L'Inghilterra, si sa, è una entità politica e culturale complessa, caratterizzata da varie e diverse identità. Lo è stata nel corso dei secoli, continua ad esserlo ancora oggi. Basti pensare che quando si dice Inghilterra ci si riferisce soltanto ad una delle parti che costituiscono le Isole Britanniche.


Quel gruppo di isole a nord ovest dell’Europa, costituito da due isole maggiori e da numerose altre piccole isole, è caratterizzato da varie definizioni che danno le diverse identità di ciò che si intende per “inglese”: Isole Britanniche, Gran Bretagna, Irlanda, Irlanda del Nord, Eire, Scozia, Galles, fino ad arrivare alla vera e propria Inghilterra. Di tutta questa variegata realtà, Londra ne è la capitale, ad eccezione dell’Eire che è la repubblica indipendente irlandese con capitale Dublino. L’Inghilterra e Londra in particolare sono molto cambiate da diversi punti di vista. Quando cominciai lo studio della lingua inglese, un secolo ed un millennio fa ormai, feci la conoscenza, letteraria s’intende, con quel mostro di erudizione che fu Samuel Johnson. Lo conobbi studiando i suoi saggi pubblicati su “The Rambler”, una delle tante riviste e giornali che si pubblicarono in quel secolo illuminato che fu il Settecento. Io, giovane studente universitario della provincia meridionale italiana, ero affascinato da quegli articoli scritti in forma di saggi da studiare e commentare per gli esami. Una raccolta di articoli, non solo del Dr Samuel Johnson, ma anche di saggisti e giornalisti del tempo. Uomini di lettere famosi ed eruditi quali Steele, Addison, Swift, fondatori di riviste e giornali come “The Tatler” e “The Spectator”. Si leggeva, si scriveva e si dibatteva di politica, arte, letteratura nelle famose “coffee houses”. Da qui nasce forse la mia passione per i libri, la lettura e la scrittura in genere. In quanto poi figlio di una famiglia di stampatori, tipografi ed editori, il virus della stampa ha potuto ben insinuarsi nella mia mente così apertamente esposta.

La prima frase che imparai di lui fu una famosa considerazione che l’esimio “Dr Johnson” fece di Londra: “When a man is tired of London is tired of life”. Imparai presto che quella frase rappresentava la realtà del suo tempo. A distanza di tanto tempo, e dopo le tante visite che ho fatto a questa città, posso dire che Johnson aveva ragione: “Quando un uomo è stanco di Londra è stanco della vita”. Quella inglese è una nazione che da quei tempi, ed anche dai tempi di quando la conobbi io, che ci andavo in Vespa da St Albans, dove vivevo e lavoravo per apprendere la lingua, insieme al caro amico spagnolo Salvador, è cambiata non poco. E’ naturale che sia così. Quando Johnson disse quella frase era in conversazione con lo scozzese James Boswell , il 20 settembre del 1777. Il suo amico e futuro biografo era restìo a lasciare la sua Scozia. Il dottore, a sua volta, affermava con decisione l’idea impossibile di non amare Londra. Lui che odiava stare da solo e aveva bisogno di essere sempre insieme a qualcuno per discutere e confrontarsi. E Londra gli poteva offrire tutto. Per questa ragione, essere stanchi di quella città significava essere stanchi della vita. Ed è vero. ieri come oggi. Anche se le cose sono mutate. E di molto anche.

Se la Gran Bretagna è cambiata, a maggior ragione è mutata Londra, da un punto di vista morale ed esistenziale. Dai miei tempi, gli anni sessanta, circa cinquanta anni quindi, pesano di più di 300, vale a dire dagli inizi del 1707, allorquando Samuel Johnson nacque a Lichfield . Eppure non è cambiata l’atmosfera che si respira a Londra come altrove in questa realtà “inglese” che può essere descritta con la parola “nice”. Tutto sembra “nice” da queste parti: la tazze di tè, il tempo (quando è bello!), il fine settimana, un incontro, uno spettacolo, una persona … Una parola che può essere graduata opportunamente per esprimere una infinità varietà di giudizi e valutazione che vanno dall’accettabile, al gradevole, al disgustoso.

Samuel Johnson fu il famoso autore del primo “Dizionario della Lingua Inglese” per il quale giustamente è passato alla storia. Se si scorre la sua definizione della parola “nice” si scopre che Johnson non è ancora consapevole della forza comunicativa che la parola “nice” possiede. Una qualità tutta sua e tutta inglese. Fatta di assenza di estremizzazione, di equlibrio, di possibilismo. Per un verso è così. Per un altro invece molti ci leggono una presenza di ipocrisia, di compromesso, di ambiguità. Johnson dice letteralmente che la parola “is often used to express a culpable delicacy”. Una delicatezza colpevole, quindi. Questa sua definizione è forse dovuta al fatto che l’uomo Samuel Johson non fu una persona facile, come si evince dalla lettura di diverse biografie che in occasione dei trecento anni della sua nascita sono state pubblicate sia negli USA che a Londra. Gli mancarono in effetti le buone maniere, la disponibilità verso gli altri, una visione positiva della realtà, uno spirito aperto e disponibile, i tratti gentili e generosi dell’uomo colto. In una parola fu una persona davvero “not quite nice”.

Non la faceva buona a nessuno: aristocratici, lords, signore, amici o nemici, biografi e addirittura bambini. Ad uno di questi di appena cinque anni gli gli disse che aveva “vinto”. Aveva bisogno di affermare in ogni momento il poderoso io e non si poneva mai il problema di come venisse visto dagli altri. Si rivela il tipo di persona che “predica bene e razzola male“. Insomma “fate come dico io, non come faccio io”. In occasione dei trecento anni della sua nascita si pubblicano diverse biografie. Da un’attenta lettura di questi libri si deduce che Samuel Johnson continua a vivere nella storia della letteratura inglese come l’inglese dalle facce di Giano, dalle molte anime.

Chissà cosa direbbe e penserebbe oggi lo scontroso Dottore a vedere la sua Londra di oggi, una città che rivaleggia con la consorella New york, sempre più multiculturale e cosmopolita, certamente pulsanti di vita e di interessi, ma poco adatte a definirsi “nice”. Non saprei dire quanto possano essere “colpevoli” di una “delicacy” di questo tipo. Certamente lui saprebbe aggiornare la parola nel Dizionario Inglese nel modo migliore di quanto possiamo fare noi suoi umili lettori. Saprebbe aggiornarci su “tutto ciò che può dare la Londra di oggi”.

The Powers of Dr. Johnson

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