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Chi soffre di "criptomnesia"?

Nei giorni scorsi mi è arrivata in lista una direttiva indirizzata a tutte le Guide di SuperEva. Siamo invitati a tenere alta la qualità degli interventi, evitando di fare il semplice copia e incolla nei post pubblicati. Si dice che ci sono state delle mail di protesta da parte di persone "più o meno note" le quali si sarebbero lamentate di questa tendenza che dequalifica non solo la guida che fa una pratica del genere, ma danneggia l'intero portale. Mi sembra molto giusto ed opportuno un invito del genere che ho, forse impropriamente, chiamato "direttiva". Ce ne fossero di più di "direttive" del genere, questo portale di certo avrebbe più forza oltre che qualità comunicativa.


Già in passato, in diverse occasioni, è stato sollevato il problema della “qualità” degli interventi. Ormai sono quasi sei anni che SuperEva mi permette di dare libero sfogo alla mia antica passione per i libri. Come me, qualche altra guida “anziana” ricorderà queste discussioni. Potrei fare una ricerca su queste nelle varie liste e forum e nelle email private, ma non ne vedo l’utilità. La verità è che fino a quando tutto poggerà sul “volontariato partecipativo” di ogni guida e si fa poco per sostenerne la qualità, che non sia solo di forma e di facciata, gli stimoli e le incentivazioni ricevute produrranno questi risultati. E’ bene cominciare a rendersene conto attaccando giustamente chi pratica il libero copia e incolla. Ma non è soltanto questo aspetto della faccenda, nella sua duplice faccia di “copia e incolla” e “qualità” che mi interessa mettere qui in evidenza. Vorrei parlare anche della patologia che dà il titolo a questo post, vale a dire la “criptomnesia”.

Scrivere in rete non è come scrivere in maniera tradizionale. Questo tipo di scrittura elettronica è fortemente diversificato da quello tradizionale non solo per gli strumenti impiegati (penna, macchina da scrivere, video scrittura, foglio elettronico) ma anche perchè è cambiata l’abilità collegata alla scrittura, vale a dire la lettura. La scrittura elettronica sta alla lettura elettronica come la lettura di un libro stampato sta a quello di un ebook. La lettura di un libro stampato ha i suoi tempi, i suoi ritmi, i suoi spazi, i suoi riti. La lettura elettronica sembra come ignorare il tempo e lo spazio. La mente che legge assorbe da uno schermo tutto quanto le appare davanti agli occhi, sia in forma scritta che video-orale. Lo fa in maniera rapidissima, lo registra in forma inconscia e poi sembra svuotarsi per fare/dare spazio ad altre informazioni che si susseguono.

Accade allora che, in una fase successiva, quando il soggetto intende passare alla scrittura, riporta in superficie concetti e idee che crede suoi ed originali, ma che in effetti sono il plagio di “qualcosa” che ha letto in precedenza e che è emerso, anche al di fuori del suo controllo, in maniera inconscia. Proprio di recente un grande settimanale americano si è occupato di questo fenomeno in un interessante articolo qui al link . Si verifica così il fatto che chi scrive fa un plagio ma lo fa in maniera inconscia.

E’ a questo punto che entra in scena il plagio inconsapevole criptomnesia (o errore dell’ Eureka!). Si riferisce all’eventualità di “generare una parola, un’idea, una canzone o una soluzione a un problema credendo che esse siano completamente originali (o quantomeno originali in un determinato contesto), quando in realtà non lo sono per nulla e sono, al contrario, un prodotto già espresso tempo prima o da qualcun altro o da sé stessi”.

Lungi da me l’idea di difendere il plagio, il copia e incolla, il furto di proprietà culturale, di copyright o di qualsiasi altra azione che danneggia il soggetto pensante e creativo. Resta un fatto, però, che la realtà della Rete, la così detta World Wide Web , non sappiamo come effettivamente evolverà. L’evoluzione c’è stata, in termini di cambiamenti e trasformazioni, se dalla lettura e relativa scrittura del semplice foglio uscito dalla pressa di Gutenberg siamo arrivati alla lettura e scrittura del Kindle.

Dobbiamo necessariamente riconsiderare le nostre idee sul concetto di lettura e scrittura. Se la nostra sarà sempre di più un’epoca in cui tutti potranno connettersi alle reti della conoscenza e saremo di fronte alla possibilità di gestirla in maniera diversa da come si è fatto negli scorsi millenni; se questa stessa possibilità di connessione darà ad ognuno di noi l’accesso a luoghi e spazi della memoria come mai nessun uomo ha potuto mai fare prima; se ogni uomo sarà in condizione di assumere il controllo di ciò che pensa, legge e scrive, non solo lui ma anche quello degli altri, allora vuol dire che leggere e scrivere non potranno essere mai più le stesse abilità che conosciamo sin dalla nascita.

In un modo od un altro saremo tutti destinati ad essere tacciati di “criptomnesia”, vale a dire “copioni”. E l’argomento non si chiude qua. Sul plagiarismo storico se ne sono dette di tutti i colori. Chi è interessato a quello più vicino a noi può leggere qui . Per ora termino e resto in attesa di altre “direttive”.

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