Un mare di libri non-finiti

Ci sono lettori che, una volta iniziato a leggere un libro, non abbandonano quelle pagine fino a quando non hanno finito di leggere tutto. Mia moglie è una di queste persone. E' capace di non staccarsi da un libro fino a quando non sa come la storia va a finire. Perchè, per questi tipi di lettori, sono le storie che contano nei libri. Il desiderio di vedere come le cose vanno a finire. Io, invece, trovo sempre delle difficoltà ad entrare in questo genere di libri in cui l'autore costruisce ambienti, personaggi, scenari interiori ed esteriori, entra ed esce dalla mente dei suoi personaggi, crea correlazioni e connessioni, intrecci, insomma tutto quanto gli serve per creare il suo libro. Per questa ragione ho sempre preferito la saggistica che mi offre gli strumenti adatti per scoprire e, possibilmente, gestire il mondo.


Questa premessa mi serve per dichiarare che sono un lettore che ha sulla sua coscienza innumerevoli libri non-finiti. Prevalentemente libri che si presentano come romanzi o storie da leggere. Come si può “leggere” una scatola quando la apri e analizzi le cose che trovi dentro. Cianfrusaglie solo in apparenza. Ricordi, persone e luoghi fatti di carte, immagini, lettere, buste, tanti oggetti della memoria e del tempo. Devi sapere entrare in quel mondo, interagire con i protagonisti, viaggiare con la mente in quei luoghi, assistere a rappresentazioni e visioni che magicamente si riproducono dalle parole in immagini. Tra tutte quelle “carte” mi ci perdo, dimentico i nomi dei personaggi, faccio fatica a crearmi le necessarie relazioni, dare forma alle situazioni, seguire gli intrecci.

Nel caso di un romanzo o di un racconto molto dipende anche da come la storia viene presentata visivamente, cioè se la narrazione viene intercalata da soste e pause, segnata da spazi opportuni, in modo da poter organizzare il tuo pensiero. Oppure se tutto scorre per intere pagine, senza un paragrafo, un accapo, un punto di riferimento che faccia da paletto alla tua lettura. I lunghi dialoghi, a due tre più persone mi sfiancano e mi sgomentano. Mi smarrisco tra quella selva di parole incrociate. E’ proprio a questo punto che chiudo e smetto di leggere quel libro che diventa uno dei tanti libri non finiti.

Diversa è la situazione con la saggistica. Per quanto difficile possa essere l’argomento, bravo l’autore, spiacevole la presentazione e l’impaginazione grafica del testo, ci sarà sempre modo di cadenzare la tua lettura, organizzare i pensieri, interrompere e riprendere la lettura. Ma anche con la saggistica spesso lascio il libro non finito. Lo ripongo al suo posto e mi scopro a prenderne un altro, di contenuto affine o completamente opposto al precedente. Riprendo a leggere inseguendo il filo misterioso di chi si serve di libri per alimentare i suoi pensieri. La sete della lettura è una sete inestinguibile. Non bastano i libri che un bibliomane già possiede nella sua biblioteca, come è il caso della mia, fatta di tanti volumi, tra libri ereditati, libri di famiglia e libri acquisiti per lavoro. Migliaia e migliaia che aspettano ancora di essere letti, incompleti, o da rileggere. Libri che, comunque, a distanza di decenni hai letto ma che avevi completamente dimenticati e ti viene voglia di rileggere. E’ vero che ci sono tanti modi di leggere, per quanti sono i tipi di libri che si pubblicano o che scopriamo di avere nella propria biblioteca. Ma la ragione del leggere continua a restare misteriosa.

Spesso il lettore di professione, il bibliofilo romantico, o il bibliomane collezionista sente il bisogno di alimentare la sua malattia senza sapere veramente perchè. Non sa distinguere più se la sua è sete per il contenuto del testo o per l’oggetto libro in quanto tale. Con volumi libri ancora da leggere nella sua biblioteca questo lettore esce per comprare il giornale e in edicola vede un libro appena uscito. Si accorge che gli piace e non può fare a meno di comprarlo. Sfoglia le pagine del giornale e legge un articolo in cui si parla di una recente scoperta pubblicata in un libro, legge che quel tale politico, in quella conferenza ha parlato di un libro necessario a comprendere quel tale problema. Torna a casa, accende la TV e tra una notizia e l’altra al TG quel redattore parla di quel volume appena uscito oltre oceano con le ultime ricerche sul web semantico. Accende il PC, digita il titolo del libro e immediatamente Google lo rimanda in libreria. Amazon o IBS sono pronti in tre giorni a farglielo arrivare fino a casa. Un altro volume si aggiunge così ai tanti che affollano non solo la mente del bibliofilo/bibliomane, ma anche dello sprovveduto lettore che si crede di inseguire la cultura e l’informazione e non si accorge, invece, che è caduto nella trappola della comunicazione moderna. Un vero e proprio tritacarne implacabile, un mare sconosciuto, una foresta impenetrabile. Tutto fa notizia, tutto diventa un libro. Libri letti, letti a metà, o mai letti. Ma, venduti ed acquistati.

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