E' ancora tempo di streghe ...

Qualche settimana fa mi sono occupato di un altro libro che si occupa del mondo dell'occulto, del mistero e del fanatismo sociale e religioso, fatto di streghe, spettri, lupi mannari, istigatori, guaritori e relativi inquisitori. Oggi ne esaminiamo un altro. Il mondo di una strega europea, alla fine del Cinquecento, comprendeva varie cose: la possibilità di trasformarsi in animale, il commercio con spiriti e fantasmi, la possibilità di rovinare i raccolti e provocare malattie. Eppure, se già in quello stesso periodo ancora molti erano coloro che prestavano fede all'esistenza delle streghe, lo scetticismo iniziava a seminare dubbi.


Questo testo analizza in vari saggi i singoli aspetti del mondo delle streghe (la metamorfosi in lupo mannaro; l’esistenza di demoni e spiriti disincarnati) e, al contempo, le fonti che alimentavano la credenza nell’esistenza delle streghe (in primo luogo la Scrittura e la letteratura greca e latina, ma anche le credenze millenariste che si diffusero nel corso dei secoli XVI-XVII), allo scopo di presentare nei dettagli al lettore il paesaggio mentale delle persone che in quell’epoca credevano che alcuni esseri umani adorassero il diavolo, fossero capaci di guastare raccolti e uccidere il bestiame, e, più in generale, fossero agenti del male.

In questa ricostruzione, molte cose sorprendenti emergono: che i cacciatori di streghe, talora, erano più preoccupati di limitare le cacce che di alimentarle, che coloro che erano più scettici al riguardo della stregoneria di rado abbandonavano tale credenza in nome della ragione e del materialismo, e soprattutto che, benché il fenomeno stregoneria così come lo conobbe il secolo XVI sia ormai finito pezzi importanti del mondo delle streghe sopravvivono ancora oggi.

Se la storiografia fosse un territorio, la stregoneria sarebbe uno dei luoghi più frequentati. In più di un secolo di intensa e accurata ricerca storica, i testi, gli articoli e i saggi usciti e dedicati all’argomento sono stati tanti davvero. La bibliografia riportata da un recente libro sull’argomento ammonta, per i soli titoli citati sotto le categorie Monografie, Raccolte di Saggi e Articoli sulla Stregoneria, a quasi 400 titoli. Scorrendo la lista, è facile osservare come gli aspetti del fenomeno «stregoneria» già indagati dagli studiosi siano molto ampi e molto vari: le cacce alle streghe; il rapporto con l’eresia; gli apparati giuridici di repressione della stregoneria; le strutture antropologiche sottostanti le credenze nella stregoneria; il ruolo dei generi sessuali nella genesi delle accuse di stregoneria; la demonologia; la relazione tra magia e stregoneria e così via. L’elenco potrebbe continuare molto a lungo. Dunque non solo la bibliografia su quest’argomento è realmente ampia, ma la stregoneria è stata indagata in una tale varietà di prospettive, che pochi fenomeni storici possono vantare una simile attenzione da parte degli studiosi. Stando così le cose, vi è il rischio che ogni nuovo testo su questo tema che pretenda la pubblicazione possa sembrare superfluo; e il meno che si possa esigere è che esso debba giustificare se stesso. Perché, dunque, un nuovo libro sulla stregoneria?

Per sorprendente che possa sembrare a un lettore colto, ma non specialista (tale, insomma, da non leggere professionalmente libri sulla stregoneria), l’esistenza di questa cospicua massa bibliografica non ha impedito, né, verosimilmente, impedirà in futuro, la circolazione di immagini inadeguate della stregoneria — inadeguate e tuttavia ancora piuttosto diffuse. Ce ne dà un esempio un testo uscito di recente, dove la critica letteraria messicana Esther Cohen dipinge la stregoneria rinascimentale come un sapere popolare innocente improntato a una visione magica del mondo. Questo sapere popolare, di cui la strega è la garante e la rappresentante al livello delle classi basse, è antichissimo e profondamente legato ai cicli della natura e alle trasformazioni di quest’ultima, e viene così descritto:

Nel Rinascimento, la strega sembra come il guardiano dell’innocenza di un mondo già perduto nella preistoria del pensiero religioso e, in un futuro prossimo, del pensiero scientifico. Il suo laboratorio è una collezione di rifiuti, nella tradizione di un sapere popolare diffuso e apprezzato, un modo di conoscere e modificare il mondo a partire dalla magia, dove non soltanto íl simile produce íl simile, ma dove la magia opera anche per estensione e per contagio.

Questo semplice e puro sapere verrà brutalmente cancellato in nome di una nuova cultura umanistica, e più tardi scientifica, che, cosciente della propria ambiguità in quanto ancora ospitava in sé alcuni residui magici, tentò di eliminare la versione «popolare» di quella cultura magica: «Quel mondo umanista si fondò su una magia popolare profondamente radicata che, per ciò stesso, si cercò di ridurre al silenzio in nome della nuova scienza e della nascita di un mondo nuovo».

Dunque la persecuzione della stregoneria fu il tentativo cosciente di obliterare un sapere che la ragione umanistica (che poi, secondo la Cohen, sostanzierà la rivoluzione scientifica), in base alla propria irresistibile dialettica interna, dichiarerà demoniaco, cominciando a immaginare e a produrre le streghe, in una vicenda che conduce inevitabilmente ai roghi finali. Non a caso, commentando le tesi della Cohen, Enzo Traverso, nella postfazione al libro di lei, richiama apertamente la «dialettica dell’Illuminismo» e «il legame che ha sempre índissociabilmente intrecciato, nel processo di civilizzazione, progresso e violenza, cultura e barbarie; un legame che trasforma il progresso tecnico e scientifico in regressione umana e sociale».

È proprio così? Fu il Rinascimento a inventare la figura della strega (che nelle epoche precedenti era l’incolpevole portatrice di un sapere naturale e magico) a causa di un progresso del pensiero che si avviava a diventare tecnica e scienza, e quindi brutalità e repressione verso tutto ciò che espungeva da sé?…..

PAOLO LOMBARDI: “Streghe, spettri, lupi mannari. L’«arte maledetta» in Europa tra Cinquecento e Seicento” UTET, 2008

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