Questo sito contribuisce alla audience di

E' arrivato il vook!

La bibliomania è una patologia che non attacca ormai più i semplici lettori di libri ossessionati in un modo od un altro dai libri. Questa mania antica di collezionare, raccogliere, vendere, comprare libri antichi o moderni, scriverli, stamparli, per poi leggerli o non leggerli, ormai prende tutti coloro i quali ruotano intorno a questo oggetto strepitoso che è il libro. Dalle incisioni sulle pietre ai rotoli ed ai papiri, dalle pareti di Pompei alla stele di Rosetta, dalla pressa di Gutenberg al libro elettronico, di strada il libro ne ha fatta. E il cammino non sembra ancora vedere il punto di arrivo.


Tra i tanti aggeggi che quotidianamente vengono inventati e che tentano di togliere il libro dalle mani dei lettori, quanto meno spodestarlo, privandolo del suo potere di attrazione, è appena arrivato il “Vook” evoluzione naturale di due forme di comunicazione unite al collante che è Internet. Sono appena usciti, infatti, negli USA, i primi esemplari di questi ultimi nati nel campo dell’editoria. Pubblicati dall’editore Simon&Schuster, in collaborazione con la società di Silicon Valley Vook.com, ad un prezzo stracciato di 6.99 dollari per la versione online, e 4.99 per la versione iPhone e iPod Touch.

Quella fantasia che aveva già descritto Sebastiano Vassalli nel suo romanzo 3012, cioè delle “pillole” di lettura, vale a dire “speciali microcircuiti che ognuno può inserire nel proprio terminale videofonico per poi leggere le parole sullo schermo di casa o per ascoltarle pronunciate dalla stessa voce, è realtà. “Pillole-libro”, insomma, che “costano due o tre dinari, si vendono a migliaia o addirittura quando l’opera è particolarmente interessante, in milioni di copie, resistono al fuoco ed all’umidità e si lasciano ammassare in spazi ridotti”. Ecco a questo punto siamo con il “Vook” l’ennesimo neologismo destinato ad entrare nel nostro vocabolario degli antiquati libri fatti di carta stampata. L’ultimo sistema inventato, l’ennesima risorsa per convincere la gente, specialmente chi non legge, a leggere.

Le case editrici, sempre interessate alla quantità di libri che vogliono vendere piuttosto che alla qualità, escogitano tutti i modi per raccogliere nuovi introiti. Il Vook è diverso dai vari lettori multimediali tipo Kindle. Non si tratta di fare una lettura elettronica di un testo cartaceo. E’ qualcosa d’altro. Ad esempio il Vook proposto come una Guida alle proprietà cosmetiche della frutta e della verdura, è “movimentato”, per così dire, da brevi video-clip con dimostrazioni sui sistemi per fare in casa creme a base di mango e di avocado. Oppure il romanzo rosa “Promises” di Jude Deveraux, ambientato nell’800 in una piantagione di cotone della South Carolina, è corredato da immagini di corse nei campi e fugaci baci rubati. L’autrice si dichiara soddisfatta e spera di poter aggiungere anche la musica e magari dei profumi.

L’idea del Vook è stata ovviamente condannata in molti ambienti dell’aristocrazia letteraria e culturale americana. Chissà cosa diranno gli ambienti europei quando arriverà qui da noi. «Sono uno scrittore e in quanto tale non permetterò mai che ai miei testi vengano affiancati dei video», ha detto qualcuno senza capire che ormai chi scrive deve assoggetarsi alle regole del mercato, che sono quelle economiche. Se non lo fa, può anche tenersi il manoscritto nel cassetto. L’industria editoriale ha compreso di dover prendere delle iniziative radicali per assicurare la propria sopravvivenza nell’era internet.

Il Vook sembra essere un concetto completamente nuovo. In attesa di osservare la reazione del pubblico, le case editrici stanno sperimentando altre iniziative editoriali digitali. La divisione di libri per ragazzi della Harper Collins consente ai giovani lettori dei thriller della serie “The Amanda Project” di partecipare a forum online per discutere la trama, fare suggerimenti e proporre nuovi personaggi. La società Webook invece consente ai lettori di offrire commenti allo scrittore durante la stesura del libro. Io, da modesto bibliomane, penso che il libro tradizionale non potrà mai essere cancellato dalla testa degli uomini. Sarà sempre di più affiancato da strumenti e gadget che faciliteranno la fruibilità di quanto è stato scritto sulle pagine di carta. Saranno immagini, suoni, colori, odori e magari anche sapori, l’importante è che continueremo a pensare, scrivere e leggere. Assicurandoci che gli editori continuino a fare soldi altrimenti nessuno ci guadagnerà. Non so se mi sono spiegato.

Ultimi interventi

Vedi tutti