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La banca della memoria

"Io mi ricordo" è la frase che caratterizza gli esseri umani e li distingue dagli animali. E' vero che anche questi ultimi hanno alcune caratteristiche che li porta a ricordare, ma è soltanto l'uomo a farlo in maniera tanto forte da fare una "storia". Molti di noi probabilmente ricordano con piacere se stessi da bambini, accoccolati sulle gambe di un nonno, assorti, attenti a non perdere una parola delle storie che ci venivano raccontate. Queste, col passare degli anni, vengono comprese e ricordate come esperienze di vita vera, vissuta. Tante storie, appunto, che concorrono a formare la Storia degli uomini.

Il grande scrittore spagnolo Ortega y Gasset ha scritto da qualche parte “Originale o plagiario, l’uomo è il romanziere di se stesso”. Ognuno di noi scrive il “romanzo” di se stesso, giorno dopo giorno, per tutti i giorni della sua vita. Una vita fatta di tante piccole storie, tutte vissute in maniera originale o copiate dagli altri. Ma forse non sono neanche originali nè copiate. Sono sia l’una che l’atra cosa. Diventano tali tramite i ricordi, “ombre troppo lunghe del nostro breve corpo” come ebbe a scrivere il Poeta Vincenzo Cardarelli. Non potremo mai dire con certezza dove, come o quando inizia davvero una storia. Se è davvero scritta da noi, dove davvero finisce e comincia quella che ci è stata fornita dagli altri o copiata, in maniera inconsapevole o voluta, trovata nel presente, venuta dal passato, vissuta per costruire il futuro.

I ricordi, queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati da un vento funebre.

In effetti man mano che procediamo ci illudiamo di creare, inventare, costruire, ma non ci rendiamo conto che, col passare dei giorni, lasciamo uno strascico di morte. Perchè le storie nascono e muoiono. Parola forte la morte, ma decisiva per chiamare le cose col loro vero nome. Tutto inizia e tutto finisce. Storie che cominciano, altre che si concludono. Inevitabilmente, inesorabilmente. Con noi, senza di noi, contro di noi. Restano soltanto i ricordi che non sono altro che fantasmi di un percorso attraverso le macerie della vita. Visione pessimistica e crudele che soltanto la vera poesia ed il vero poeta sanno descrivere senza ipocrisie ed infingimenti. Vittorie e sconfitte, tempeste e bonacce, assenze e presenze si alternano lungo il percorso che sembra senza scopo e senza senso.

E tu non sei più che un ricordo.
Sei trapassata nella mia memoria.
Ora sì, posso dire che
che m’appartieni
e qualche cosa fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.

La memoria della persona e dell’evento è fragile ed evanescente. Al di là della realtà, perchè non esiste più. E’ un “oltre”, realtà forse plagiata, forse originale, chissà, eppure solo ora sembra appartenerci. Ora che non è più possibile tornare indietro. A dire il vero non è mai possibile tornare indietro. Una volta che la storia è stata scritta, i fantasmi cominciano ad apparire e nessuna cosa potrà farli scomparire. Eppure, il momento di quella “storia” fu afferrato, fu scritto, perchè le cose accaddero nel tempo. Quello stesso tempo era stato fermato in un istante, che potè trasformarsi in eternità. La parola chiave per la sintesi di tutto fu l’amore che è oltre lo spazio e il tempo.

Tutto finì, così rapito!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo che l’amore
brucia la vita e fa volare il tempo.

La “storia” fu così ordita e completa. Ma non potè essere che triste perchè quello stesso amore che aveva dato vita e fatto volare il tempo mise fine alla “storia”. Ma io non voglio concludere questo post condividendo la grande tristezza di Vincenzo Cardarelli. Mi piace illudermi che il trapasso della memoria rimane nel ricordo di chi resta a ricordare con amore la storia vissuta da romanziere plagiario o originale. E’ quello che si è proposto un sito che ha fatto della memoria il suo punto forte. Ed anche il suo punto di partenza. Il sito si chiama “Memoro” . La Memoria parlata e scritta, in video e audio, è il suo punto di partenza. Una memoria fermata nello spazio e nel tempo, che diventa “storia” personale e collettiva. Catturata prima che scompaia per trasmetterla a chi resta e vuole ascoltarla. Il video è il mezzo scelto: è il “medium” che più si presta a trasmettere una storia che deve essere anche un messaggio “puro”. La voce, i volti, le espressioni fanno parte imprescindibile di una persona e dei suoi racconti.

Internet con la sua Rete è lo strumento scelto per trasmettere i video, permette una fruibilità del tutto elastica per quanto riguarda la disponibilità dei contenuti e le modalità di accesso. Garantisce inoltre a chiunque la possibilità di contribuire alla creazione dei contenuti nuovi e presenta una facilità di creazione di percorsi tematici. Non ultimo, Internet è intrisecamente il medium dei giovani, ovvero di coloro che più di tutti devono diventare i destinatari della memoria e i custodi dell’esperienza. Memoro - la Banca della Memoria è un progetto “no profit” dedicato alla raccolta in parte autoprodotta e i parte spontanea delle esperienze e dei racconti di vita delle persone nate prima del 1940, sotto forma di “racconti” di 10 minuti. Questo processo non è fine a se stesso, ma strutturale alla divulgazione gratuita dei contenuti raccolti. Ecco un modo nuovo e moderno per dire “io mi ricordo” al di là dello spazio e del tempo. Ora c’è anche un libro e un DVD.

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