Conoscete il "transurfing"?

Ho scoperto che una delle parole più in voga oggi è il prefisso "trans". A dire il vero sono letteralmente migliaia le parole che contengono un prefisso del genere. Appartengono al mondo della geografia, della scienza e della tecnologia, della TV, dello sport e via di questo passo. Discende dal latino "attraverso" "oltre" "sul lato opposto".

Tutto sembra andare da una parte all’altra, transitare, andare oltre, attraversare, senza mai arrivare da qualche parte. In fondo tutta la vita, a ben pensarci, è un continuo transitare. Appariamo e scompariamo tutti sulla faccia di questa terra. Arriviamo non si sa bene dove. Transitiamo per un pò di tempo, per poi atterrare da qualche parte, non si sa bene dove.

L’ultima parola apparsa sulla scena di questo mondo sempre più impazzito ed imprevedibile non è quella che voi malignamente avete pensato: transgender. Riguarda invece una tecnica potente in grado di fornire gli strumenti necessari per gestire nientedimeno che il destino di tutti noi, a nostro piacimento. Non viene promesso, però, alcun miracolo. Ci aspetta qualche entità ignota che possiede una magia molto stupefacente. La cosa ha avuto origine in Russia qualche anno fa, esattamente nel 2003 ed è stata battezzata in Rete, in Internet, in vari forum per poi passare nelle librerie dove è il termine ha assunto la forma di un libro. Tre per la precisione, i quali sono subito diventati dei best sellers. Mi riferisco al “transurfing”. Lo stesso successo si è poi rapidamente diffuso in Germania, in Cecoslovacchia ed altri paesi. Ora è … transitato in Italia con il primo volume intitolato “Lo spazio delle varianti”.

Secondo il Transurfing, il modo migliore di vivere è quello che prende spunto dal surf, la disciplina sportiva. Il nome è attecchito anche riferito al Web e sta appunto a significare “navigare”. L’idea del transurfing è venuta a Vadim Zeland, una figura di studioso avvolta ancora nel mistero. Si hanno poche informazioni di lui. Si sa che è un esperto di fisica quantistica, ha dedicato parte della sua vita alla tecnologia informatica, fino a quando non ha incontrato il Transurfing. Nell’unica intervista rilasciata alla stampa, Zeland dichiara di non essere assolutamente un maestro spirituale votato al proselitismo, ma solo una persona fortunata che ha reso disponibile a tutti un approccio testato personalmente. “Se solo avessi conosciuto il Transurfing venticinque anni fa – ammette – la mia vita sarebbe stata completamente diversa, più facile e corretta. Ma in questo caso non avrei potuto scrivere questi libri.”

Grazie a uno stile affascinante e coinvolgente, Zeland conduce il lettore in un percorso attraverso le più comuni vicende del vivere quotidiano, svelando un modo completamente nuovo di affrontarle. Il mondo che ci circonda, per sua natura vario e multiforme, è inscritto all’interno dello spazio delle varianti, la struttura metafisica che contiene tutti i possibili risvolti di un evento, passato, presente e futuro. Le varianti che si sono realizzate, a scapito di altre, sono le manifestazioni della realtà così come ci si presenta, ma dato che le varianti sono infinite, teoricamente non c’è nessun limite alle possibili svolte che un evento può prendere. Come comportarsi quindi all’interno di questo mondo dalle infinite possibilità?

Il transurfer è colui che scivola senza sforzo tra le onde del quotidiano e cavalca la vita con leggerezza, senza sprofondarvi dentro. Libero da legami di dipendenza e consapevole di ogni cosa che fa, il transurfer non attribuisce mai troppa importanza agli eventi, che in questo modo perdono la loro connotazione positiva o negativa e non hanno più il potere di influire sulla sua esistenza. Attento a non disperdere la propria energia lottando inutilmente contro i pendoli – strutture mentali vincolanti che si rafforzano in modo proporzionale alla risonanza che le persone danno loro – il transurfer preferisce essere spettatore attivo invece che attore, assumendo in questo modo una prospettiva più distante, rilassata e obiettiva.

Metafora perfetta del Transurfing è il principio alla base dell’: aikido. In quest’ antica disciplina chi viene preso di mira non si oppone all’attacco, ma accompagna l’avversario nei suoi movimenti, sfruttandone la forza a proprio vantaggio. Nel Transurfing non c’è posto per l’opposizione diretta alla realtà, ma solo per un sapiente utilizzo dell’energia nella direzione a noi più favorevole. Lo Spazio delle Varianti, il primo volume della trilogia, è disponibile nelle librerie italiane da pochi giorni. Nell’arco del 2010 saranno pubblicati i successivi due volumi: Il fruscio delle stelle del mattino e Avanti nel passato. In Russia, i libri di Vadim Zeland hanno venduto oltre 1 milione di copie. Se volete un assaggio di questo libro lo potete leggere gratuitamente a questo link messo gentilmente e disposizione dell’Editore italiano Macroedizioni.

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