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Di che pandemia siete?

Un bibliomane che si rispetti si occupa ovviamente di libri. Ogni tipo di libro. Se no che bibliomane è, non vi pare? Gli argomenti, come i libri, non mancano davvero. Anzi, si può comodamente dire che ogni argomento è un libro, così come ogni uomo è un libro. Se ci fate caso, tutti i giorni siamo sommersi da notizie di ogni genere, diffuse in tutti i modi. C'è solo l'imbarazzo della scelta, su come riceverle, leggerle e farne tesoro. In questi giorni la notizia che corre veloce sulla bocca di tutti, è il caso di dirlo e di segnalarlo, anche in maniera pericolosa, è quella che riguarda la parola pandemia.

Pan (tutto) e Demos (popolo-comune) sono le radici di questa voce che fa rima con epidemia. Quest’ultima si differenzia dalla sorella pandemia per avere come prefisso epì (sopra). Ma, a quanto mi sembra di capire, si equivalgono perchè sia l’una che l’altra fregano la gente. A dire il vero ci sarebbe un altro termine, (la terza sorella!), che ha in comune la parola “demos” che come ho detto significa “comune-popolo”. Scusate il casino linguistico ma ho tutta l’intenzione di scrivere un post che alleggerisca la tensione creatasi in questi giorni. Dicevo di un terzo termine che è appunto: endemia. In questo caso abbiamo il prefisso “in” che sta, come si intuisce, per “dentro”.

Facciamo allora luce completa sul significato dopo di avere chiesto aiuto alla sempre provvidenziale etimologia. I tre termini fanno riferimento alla diffusione di una malattia tra la popolazione: per endemia si intende una malattia contagiosa costantemente presente in un determinato territorio o popolazione (per esempio la malaria nelle regioni tropicali) e il cui numero di casi non sia soggetto a grosse variazioni temporali. Per epidemia si intende invece una malattia con una diffusione delimitata nello spazio e nel tempo, che colpisce un numero di individui nettamente superiore a quanto ci si sarebbe atteso in quel periodo di tempo e in quella zona; può originarsi da un improvviso e insolito sviluppo di una malattia endemica, o dalla diffusione di una malattia infettiva importata da un altro territorio. Quando un’epidemia presenta un’ampissima diffusione e si propaga contemporaneamente in diversi Paesi e continenti di parla di pandemia: è il caso dell’attuale influenza A.


E così abbiamo il quadro completo da una angolazione strettamente linguistica. A questo punto la vostra guida-bibliomane dovrebbe fermarsi perchè non possiede gli strumenti di conoscenza necessari per procedere. In altre parole, non sono un medico, uno scienziato e nemmeno un infermiere. Anzi, ora che mi ricordo, infermiere lo sono stato in gioventù. Infatti, nell’altro secolo e nell’altro millennio , negli anni sessanta per la precisione, quando presi la decisione di studiare la lingua inglese. Me ne andai in Inghilterra a studiare la lingua del posto. Per mantenermi dovetti trovarmi un lavoro e così diventai infermiere in un ospedale a nord di Londra. Un infermiere speciale, però, in quanto mi occupavo di malati mentali.

E’ vero, feci un corso di studio per sei mesi. Divenni “student nurse”, facevo qualche puntura, qualche lavaggio, terapie fisiche e mentali. Ma non di più. Non sono mai entrato in un laboratorio, non ho mai conosciuto microbi, batteri, virus e altri soggetti scientifici simili. Per questa ragione non posso dire di sapere distinguere un microbo da un batterio e se vedo un virus magari lo scambio per una farfalla. Detto questo ho detto tutto. E vi confesso che adesso non so dove andare a parare con questo post. So, comunque, una cosa e cioè che tra endemia, epidemia e pandemia ho la sensazione che ci stanno prendendo in giro. Mi spiego.

Ho fatto un pò di ricerca sul Web aiutandomi anche con la conoscenza delle lingue. Ho scoperto che non solo gli articoli ma anche i libri su questo tema abbondano. Ne escono decine alla settimana in tutte le lingue e, a quanto sembra, si vendono anche. Non è solo la sete di conoscenza a farli diffondere, bensì anche quella della sopravvivenza. Infuria il fai da te. Il che se da una parte è un bene perchè c’è piena libertà di conoscenza e informazione e non si affollano gli ospedali, dall’altra parte può essere pericoloso perchè il medico di famiglia non va mai e poi mai by-passato.

Questa estate mentre ero a Londra sui giornali c’erano titoli cubitali su questa influenza pandemica. Si leggeva di gruppi di turisti e studenti che cancellavano prenotazioni, gente che girava con la mascherina, si ipotizzavano chiusure di frontiere e sbarramenti ai “check-points”. Io e mia moglie temavamo quasi di non poter più rientrare in patria. La British Airways avrebbe potuto non accettarci a bordo, a Napoli ci avrebbero rispediti indietro a Londra. Ricevemmo anche delle telefonate da amici che avevano in programma un viaggio di studio in Inghilterra e avevano cancellato. Per fortuna eccoci qui sani e vegeti a parlare ancora di questa vera e propria epidemia di panico che continua ad infuriare ormai da diversi mesi.

Ciò detto ho appreso, anche assistendo ad accesi dibattiti in TV, che molti sentono puzza di bruciato in questo affare delle tre parole sorelle di cui ho parlato innanzi. Il bruciato diffonde virus che nessuna mascherina può fermare. E’ un virus che si annida nella mente di chi sospetta che c’entra non solo la salute della gente ma anche il profumo dei soldi. I latini, lo ricordo bene, solevano dire, da quei realisti che erano “pecunia non olet”. E qui mi sa tanto che l’internazionale della “pecunia” c’entra e come! Tra i tanti documenti che ho pescato in rete ve ne segnalo soltanto due in argomento. Uno parla apertamente di “elementi demenziali della messinscena virale planetaria”. Un altro è un libro che dice tutto sui rischi della vaccinazione. Ma vi assicuro che la bibliografia a livello mondiale è quanto mai ricca. C’è una forte dose di scetticismo in giro. Il che non significa affatto sottovalutare i rischi che le tre sorelle possono diffondere. Questo è il senso di questo post: non aumentare la psicosi, la paura, il panico.

I pericoli sono quelli di sempre, nè più e nè meno. Una volta con i polli, poi i maiali, poi le mucche, i piccioni. Non ricordo se ci sono stati dentro anche i tacchini e altri animali terrestri o volatili. Spero che ne siano fuori i conigli, gli agnellini, le anitre. Per quanto concerne i pesci ricordo che ci fu un tempo in cui si parlò del mercurio nei loro corpi acquatici, in particolare nello stoccafisso e nel baccalà. Vuol dire che confermerò la mia decisione e diventate vegetariano. Perbacco! ora mi ricordo. Anche la frutta e la verdura sono a rischio. Non ho mica dimenticato Chernobyl. Ricordate quando ci dissero che eravamo tutti minacciati da quelle micidiali polveri che viaggiavano per i cieli e che potevano arrivare da quella che era l’Unione Sovietica fino alla parti nostre? Oddio, quello fu davvero un disastro che fece vittime innocenti che ancora oggi da molte parti soffrono. Ma, come sempre, fu un disastro annunciato nel senso che gli uomini disavventure del genere se le cercano.

In questo ultimo caso delle “tre sorelle” ancora una volta è possibile che gli uomini, con tutta la loro malafede e cattiveria che li distinguono, possano approfittare degli altri compagni di viaggio su questa terra non solo per trarne vantaggio economico, ma addirittura per eliminarli fisicamente. Il male non si diffonde solamente a causa di un virus, un microbo o un batterio, ma anche perchè si diffonde paura, panico e condizionamenti di ogni tipo, per fini perversi che non hanno nulla a che fare con la salute della gente.

Qui si tratta di capire quanto incidono gli interessi economici e commerciali dei grandi gruppi internazionali produttori di farmaci e vaccini di vario tipo. Diffondere panico e paura è un’arte antica che più di una volta nella storia dell’umanità ha generato grosse fortune per chi sa speculare sulla pelle di chi sta male. Ma a lungo andare ha anche causato grandi sofferenze all’intera umanità, la quale come si sa è composta da una maggioranza fatta di così detti “poveri cristi”. Perciò stiamo in guardia, e attenti a non cadere in questa trappola che tutti credono sia “mortale” ma che invece è possibile sia soltanto un ennesimo “bidone mediatico” sulla nostra pelle.

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Marni

    Marni

    13 Nov 2009 - 14:49 - #1
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    CAro Antonio, condivido la tua tesi… profumo di soldi che viaggia nell’aria come un virus. altro che pandemia….questa è la vera pandemia..e la salute così come la guerra è l’affare più lucroso cui assolutamente non si rinuncia..
    marni

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