Magia della neve d'inverno

Le parole possono diventare immagini così come le immagini riescono a fare a meno delle parole. Avete mai osservato una fotografia e mentre la guardavate avete pensato che non c'era bisogno di parole per descrivere ciò la stessa vi trasmetteva? Spesso si dice che una immagine vale cento parole. Ma è anche vero che una sola parola può far nascere mille immagini nella mente di chi legge. Sono molti gli esempi di poeti che in poche parole riescono a far sorgere nella mente del lettore immagini impreviste ed imprevedibili.


“M’illumino d’immenso” di Giuseppe Ungaretti è uno dei più famosi esempi di poesia imagista che sia mai stata creata. Forse è anche la più breve tra tutte le poesie mai scritte al mondo. Un’altra altrettanto famosa è quella che Ezra Pound scrisse un giorno all’uscita della metropolitana di Parigi “The apparition of these faces in the crowd; / Petals on a wet, black bough”. Pochissime parole che suscitano emozioni. Si sa che le emozioni sono sequenze di immagini, apparizioni improvvise, vere e proprie epifànie della mente. E non hanno bisogno di parole per essere descritte. Anzi, le parole difficilmente descrivono una emozione. Possono trasmetterla, ma non definirla. Questo fa la vera poesia. Questo fa il vero poeta. Crea emozioni con le parole e le trasforma in immagini. Leggiamo questa breve poesia, riprodotta qui sopra in autografo, del poeta americano Robert Frost che ha per ambiente l’inverno:

Dust of Snow

The way a crow
Shook down on me
The dust of snow
From a hemlock tree

Has given my heart
A change of mood
And saved some part
Of a day I had rued.

Polvere di Neve

Il modo in cui un corvo
ha fatto cadere su di me
la polvere di neve
da un abete

ha dato al mio cuore
un cambiamento di umore
ed ha salvato alcune parti
di un giorno di cui mi ero lamentato.

“Polvere di neve” è chiaramente una immagine in movimento. Fiocchi che cadono in libertà su di un paesaggio ben definito. Ma anche “polvere” portata dal vento e dispersa, mentre quella della neve si liquefa nel nulla. Sono aspetti positivi o negativi? A chi o a cosa si riferisce questa scena? Alla vita del poeta che si è come improvvisamente fermata in quei fiocchi accumulati sui rami di un abete, un albero affatto bene augurante.

All’improvviso il battito delle ali di un corvo, animale a cui non a caso piace vivere tra quei rami, scuote quella polvere e la fa ricadere sulle sue spalle. Da questa realtà quanto mai negativa si ricavano elementi opposti in quanto il poeta si sente come riportato a nuova vita, nuove opportunità, come ad un risveglio improvviso ed un ritorno a nuova vita.

Non ci sono aggettivi, metafore, similitudini. Soltanto parole chiave che creano immagini precise: il colore del corvo, il nero sul bianco della neve, i rami secchi e oscuri dell’albero, il silenzio mortale tutt’intorno, il gelo della vita fermata, l’improvviso sfrusciare dell’uccello, la caduta della polvere, il silenzio intorno rotto dal volo improvviso del corvo, la vita che si riaccende, il cuore che riprende a battere, un nuovo giorno da vivere. Magia della neve d’inverno.

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