Questo sito contribuisce alla audience di

5. Acqua

Liquido trasparente, privo di colore e di sapore. Per la sua abbondanza sulla superficie terrestre fu considerata dagli antichi uno dei quattro elementi costitutivi dell’universo. Bene primario dell’uomo. La memoria delle origini. L’uomo venne dal mare. Tre quarti del globo sono ricoperti di acqua. Acqua di cielo, di mare, di terra. Questa è acqua di terra ...


Acqua che sale, scende, sorge, lava, inonda, purifica, leviga, riluce, brilla, travolge, trasforma, tracima, abbatte. Si mescola al terreno, si impasta, cola, scorre verso il centro, viscida, nera, grigia, si raccoglie nei canali, negli anfratti. Sfonda e confonde. Rompe e corrompe. Lungo il suo percorso raccoglie, rotea, inonda spazi, riempie vuoti. Sale e scende. Non è più un bene. E’ il male. La palude. Ma non è ferma. Non è stabile. Scende dalla montagna a velocità folle, travolgente. Potente nella sua ferocia. Primitiva, insensibile, disumana. Acre nel suo odore di marcio umido. Impasto fatto di terra, terreno, carogne di animali, corpi di uomini finiti, travolti ed annientati in un attimo, cancellati dalla memoria, scomparsi, come se non fossero mai vissuti.

Quella notte la montagna esplose nell’interno del ventre di Alvano. L’acqua di dentro volle ricongiungersi con l’acqua di fuori. Quella che veniva giù dal cielo, un cielo denso di fosche nubi. Per giorni inondò la valle verso il mare. Una catena di monti, cintura naturale impregnata di acqua che lottava con se stessa per liberarsi, per vivere, come presa da un brivido di morte e di distruzione. L’acqua che è vita, salute, luce, ora impazzita e disperata, incontrollata ed incontrollabile. Alvano aveva potuto così scaricare la sua ira sulle colpe dei suoi abitanti. La sua maledizione si era avverata. L’ippogrifo era stato punito. Il fiume era straripato, gli argini travolti, i campi inondati, gli animali annegati, i raccolti distrutti. All’improvviso, si levò il vento. (continua)

Ultimi interventi

Vedi tutti