
Rabelais inaugura un modo di ridere improntato all’ambiguità e alla distruzione di ogni certezza e nel Rinascimento il riso assumerà connotazioni burlesche e grottesche. Sotto le sembianze dello humour acido, il riso corrode le fondamenta del potere e della società e trova terreno fertile nella satira politica del XIX secolo. Lo sapevate che ci sono ben 19 tipi di sorrisi? Una volta si diceva “Risus abundat in ore stultorum”. Ma ormai nessuno ci crede più dopo di avere letto di questa ricerca effettuata da uno studioso di psichiatria all’università della California. E per giunta la stessa ricerca ha appurato che le donne mediamente ridono più degli uomini. Sarebbe offensivo per le nostre signore tirarne le conseguenze ed affermare una cosa del genere. Ma vediamo come stanno le cose.

Ricordo di essermi già occupato in questa guida del riso e del sorriso, della differenza che intercorre tra le due manifestazioni. In tutti i paesi si ride e si sorride, ma credo che in nessuno come nel nostro lo si faccia come noi lo facciamo. Non mi riferisco al riso scrosciante che ti cade addosso come un secchio d’acqua all’improvviso, programmato ed ottenuto elettronicamente, come è il caso di “striscia la notizia”, ma allo scoppio inatteso ed irregolare, individuale e poi imitato da chi lo segue, che ti sorprende e ti fa sobbalzare per quanto hai appena sentito o visto. Alla risata fatta usando tutte le vocali. Ognuna di queste ha una sua risonanza, una propria psicologia, un diverso obiettivo.

Fate voi stessi la prova. La vocale A propone la risata grassa, abbondante, ridondante, debordante ed eccessiva. La fa in genere la persona di grossa stazza fisica, bene in carne. La sua vocale inonda l’ambiente, ti sorprende e riesce anche a trascinarti. Chi invece usa la vocale E non sorride, ride sogghignando, non partecipa, deride, quanto mai scettico e sospettoso, quasi felice per quanto vede e sente. Il suo è un riso-sorriso pieno di ambiguità. La lettera I invece designa una ilarità crescente, coinvolgente perchè quasi sempre sembra voler imitare il raglio dell’animale che raglia come un asino. Questo è un riso quasi isterico, idrico, tutto nasale, tipicamente femminile. La vocale O poi condivide con la A tutta l’apertura possibile verso gli altri con la differenza che mentre la prima è arrotondata dalle labbra che danno cavità sonora al fiato che viene emesso dai polmoni, la seconda gode di tutta l’apertura possibile, a pieni polmoni, senza freni o controlli. L’ultima vocale U poi è quella più raffinata, trattenuta, quasi fatta con vergogna, senso di contegno chiaramente sostenuto, un riso distanziato, di classe nel senso classista e razzista del termine.

Ecco, questa è la vasta gamma nella quale il riso ed il sorriso si manifestano sul volto degli esseri umani. Questa manifestazione dei sentimenti la dovete ora adattare, per differenziarla, agli uomini ed alle donne. Questa ricerca dalla quale ho preso spunto per la stesura di questo post si riferisce al modo con il quale le donne ridono e sorridono. Hanno accertato che noi italiani ridiamo in media 50 volte al giorno. Gli uomini 45 volte, le donne 59 volte. I numeri sembra abbastanza elevati a dire il vero. Conosco uomini e donne da anni e che raramente ho visto ridere e neanche sorridere. Chissà da cosa dipende. La ricerca ha appurato che molti esseri umani, sia uomini che donne, fanno fatica a ridere non solo ad ovvi casi mentali e di carattere ma anche a causa di labbra troppo sottili, poco voluttuose e sensuali e non sono a proprio agio quando ridono.

Lo studio, condotto nel mese di gennaio in Europa (10.000 intervistati, tra uomini e donne dai 21 ai 51 anni, 2000 in ogni Paese, in Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Italia) ha rivelato che il 6% delle persone intervistate in Italia non è soddisfatto del proprio sorriso, e che questo trend aumenta con l’età. Paul Ekman, professore di psicologia al Dipartimento di psichiatria dell’Università della California, e pioniere negli studi delle emozioni e delle espressioni facciali, ha individuato ben 19 tipi di sorrisi. Non ha usato la metodologia vocalica a cui ho fatto riferimento prima. Ha accertato che uno solo è davvero autentico: quello che prevede non solo le estremità della bocca rivolte verso l’alto, ma anche occhi che si stringono in maniera che gli angoli producano delle piccole rughe, mentre anche le guance si sollevano verso l’alto.

Sull’indagine sono intervenuti commentando anche scienziati ed esperti italiani i quali hanno espresso la propria opinione professionale coinvolgendosi non solo con le loro conoscenze ma anche con la loro esperienza lavorativa specifica. Insomma. Giudizi di merito non privi di interessi immediati. “Il sorriso - afferma la Dottoressa Chantal Sciuto, Responsabile Area Dermatologica del Villa Borghese Institute di Roma - è un’arma fondamentale nella corsa al successo. E la paura dell’insuccesso si nota chiaramente proprio a livello delle mascelle: più il dubbio si installa e più il sorriso si irrigidisce”.

“Sorridere è prima di tutto un meccanismo cerebrale - prosegue il Dottor Emanuele Bartoletti, Segretario generale SIME (Società Italiana di Medicina Estetica) - Tutto inizia con un’eccitazione della parte anteriore dell’ipotalamo, la ghiandola situata alla base del cervello. Un segnale neuronale arriva al sistema limbico, sede delle emozioni: il tono muscolare si rilascia e appaiono le reazioni facciali tipiche della contentezza. Se si stimola invece la parte posteriore dell’ipotalamo sono le reazioni di insoddisfazione e tristezza che si manifestano”.
“Migliorare il proprio sorriso è importante - continua Bartoletti - Permette di sentirsi più sensuali, fa aumentare la stima di se stessi e fa sentire la persona più a proprio agio anche nel lavoro. Tra i desideri di bellezza più sentiti c’è quello di un sorriso perfetto, cioè labbra piene e ben disegnate, sensuali, ma non ‘visibilmente ritoccate’. Il 60% delle donne tra i 20 e i 40 anni chiede al chirurgo plastico un filler capace di dare più volume alle labbra. Non labbra ‘a canotto’ o ‘a papera’ ma morbide anche al semplice tatto”. “Le labbra - aggiunge Sciuto - possono essere costituzionalmente sottili, o assottigliarsi col tempo che passa”.

E sentite a quali conclusioni sono arrivati. Per migliorare il sorriso hanno inventato anche qualcosa che aiuta a ridere. Un nuovo “filler”. Non sapete cos’è? Grave. Se volete ridere come non avete mai riso prima dovete applicare questa crema. Per questo è ora disponibile un nuovo filler, ‘Juvederm Ultra Smile’, il primo a base di acido ialuronico, una sostanza che si trova naturalmente nell’organismo, associato alla lidocaina, un anestetico che permette il massimo comfort di trattamento in una zona sensibile e ricca di terminazioni nervose come le labbra.
Perbacco! Questa sì che è una importante novità ed una grande conquista scientifica. Uomini e donne dal sorriso moscio, dal volto incazzato, dalle labbra pendenti, dagli occhi incavati e cavernosi da oggi in avanti potrete sorridere meglio ridendo di tutto e tutti senza vergognarvi dei vostri problemi e della vostra infelicità esistenziale facendovi una bella spalmata di questo acido nelle vostre zone sensibili. Per arrivare alla media raggiunta dalle donne gli uomini dovranno mettercela tutta, intendo la crema. Spalmandola per bene anche nelle parti più sensibili, là dove le cinque vocali non possono arrivare.

galloway








