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Il potere del gossip

Ma quanti sono i poteri qui da noi, e forse non solo da noi, ma in tutto il mondo civilizzato? Nella mia discreta ignoranza ho sempre conosciuto tre, quelli classici: potere legislativo, potere esecutivo, potere giudiziario. Il primo è nelle mani del parlamento che fa le leggi. Il secondo in quelle del governo che le fa eseguire. Il terzo appartiene ai giudici che le amministrano in nome del popolo. Con la diffusione della stampa si è cominciato a parlare di quarto potere. L'invenzione della televisione ha fatto affermare il quinto potere. Ed ora siamo arrivati al sesto potere: quello del gossip.


A dire il vero il sesto posto è conteso anche da altri organismi anch’essi astratti e chiamati in vario modo. Mi riferisco alla Tecnologia e per essa a Internet. Organismi astratti fino ad un certo punto, in quanto basti pensare a quanta tecnologia entra nella casa di tutti noi e noi ne facciamo tutti parte. Ma questa stessa tecnologia sembra addirittura “contenere” questa altra entità che si contende la sesta posizione in questa classifica che scala e porta verso il potere. Mi riferisco al “Gossip”, un termine quanto mai di moda.

Innanzitutto va detto che è un termine anglosassone e che deriva dall’antico inglese “godsibb”, “god” dio e “sibb” padrino/a. Nel 16° secolo la parola assunse il significato di una persona, per lo più una donna, che si diverte a sparlare, a diffondere notizie false, una chiacchierona. Nel 19° secolo il termine per estensione linguistica venne traferito da chi parlava alla conversazione portata avanti da questo genere di persone. Da qui il verbo “to gossip” che viene usato per la prima volta da Shakespeare: “to gossip” col significato “somiglianza di spirito e di attitudine” (“to make oneself at home like a gossip—that is, a kindred spirit or a fast friend”).

Ne ha fatta di strada la parola fino ad oggi ed infatti la si interpreta in modi diversi anche a seconda di chi la usa e dove la si fa. Quando si parla di una persona che non è presente nella conversazione e si parla di qualcosa che la riguarda si dice che si fa gossip. In genere quanto viene detto non ha fondamento di verità e lo si dice soltanto per creare una immagine negativa del soggetto di cui si parla. Il procedimento è particolarmente utilizzato per personaggi pubblici e per argomenti che riguardano la loro famiglia, le abitudini, le conoscenze.
Il procedimento è quanto mai semplice ed è quello che riguarda una persona sulla quale si riferisce qualcosa detto da qualcun altro sul suo conto. Chi lo dice non viene ritenuto responsabile di quanto detto, che può anche essere detto senza vera malizia o cattiveria ma solo per lo sfizio, per così dirlo.

Il gossip può anche essere non del tutto negativo in quanto può essere usato per creare attesa di un evento positivo da attribuirsi ad una persona. Ma la tendenza dominante del gossip è speculativa, pura congettura, senza alcuna presentazione di fatti che possano provare ciò che viene detto. Tutti in un modo od un altro facciamo gossip. Nel mondo degli affari, a scuola, in fabbrica, in chiesa, tra vicini, sui giornali, alla TV, in politica. Con l’avvento della tecnologia il gossip entra in un meccanismo quanto mai sofisticato, diventa programmato, ad orologeria.

Pensiamo alle tante facce con le quali la moderna tecnologia può presentarsi a chi vive di comunicazione. Nel mondo contemporaneo tutto fa comunicazione il che significa la parola viaggia in tutti i modi possibili da una parte all’altra, da una persona all’altra. In ogni settore delle relazioni umane la parola resta decisiva per gli equilibri tra le varie parti della società. Una parola in più o una parola in meno possono alterare equilibri precari, compromettere finte stabilità, provocare pericolosi fraintendimenti.

Ma l’azione più micidiale la si fa usando l’arma del gossip inserendola nella varie, diverse e complicate sezioni della convivenza civile e nella sfera personale di ogni singola persona. Voi pensate soltanto a quali e quante sono queste aree personali, pubbliche o private. Il sesso, la religione, l’economia, la politica, la giustizia, la stampa, la TV, la morale, le scienze, le arti … Mescolate il tutto selezionando gli opportuni argomenti scelti in un contenitore come in uno shaker e ne fate una bomba mediatica. Nessuno potrà sfuggire agli effetti devastanti. Tutti si sentiranno abilitati a scagliare il primo spruzzo, la prima pietra, e lapidare un avversario, un finto amico, un concorrente. Il gossip una volta lanciato fa terra bruciata intorno a sè facendo ardere chi si trova al suo centro. Per descrivere l’azione devastante del gossip è stata data l’immagine del ventilatore davanti al quale viene posto un vaso da notte con i suoi escrementi. Non è una forzatura ma l’immagine è questa.

Sere fa su, in un programma televisivo in prima serata, una manciata di autorevoli esponenti della società contempranea si sono confrontati sull’argomento. Non a caso erano giornalisti, politici, esperti di comunicazione, “gossippari” che si autocelebravano su quanto sta accadendo nel nostro Paese: politica, sesso, religione, stampa, famiglia, danaro, cinema, fotografia …. Discettavano su quando si può fare gossip, cosa sia, come possa essere usato e se rende. Insomma una miscela devastante con la quale prima o poi temo che la nostra società sarà destinata ad esplodere … implodendo. Si salvi chi può!

Commenti dei lettori

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  • selvaggia62

    09 Mar 2010 - 22:13 - #1
    0 punti
    Up Down

    Volevo solo complimentarmi con i giornalisti del settimanale DIVA & DONNA per l’aria fritta che hanno venduto nella pagina del loro giornale, riguardo alla presunta love story tra Carlo Conti e Roberta Morise. Il mio Carlo, alla puntata dell’Eredità del 7.2.2010 ha smentito tutto e ora non vi resta che masticare amaro. Pensate bene a quello che scrivete prima di rovinare la vita delle persone.

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