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La donna ha 99 anni

Sono 99 anni che si festeggia la Giornata della Donna. E' da sempre, comunque, che la donna sta al centro dell'universo. Ogni tanto si dice che il nostro è un mondo maschilista, che sono gli uomini a detenere il potere, che le donne sono sempre in uno stato di soggezione, che bisogna fare molto ancora per le pari opportunità, che molte donne sono ancora escluse da alcune carriere, che le quote rosa devono essere difese e via di questo passo.

Io non credo che le donne siano mai state in una condizione di inferiorità. La storia sta là a dimostrarlo. Non voglio ricordare tutte quelle donne che hanno fatto strage di uomini non solo a letto ma anche nella vita degli affari e del comando. C’è qualcuna che si è addirittura guadagnato il soprannome di “iena col reggiseno”. Ne parlerò in un altro post quando introdurranno la Festa degli Uomini. Desidero in questa occasione fare un pò di storia di questa festa tutta al femminile e di come tutto ebbe inizio.

Nel 1869 il membro del Parlamento inglese John Stuart Mill, eminente uomo politico, oltre che filosofo, storico e scrittore, fu la prima persona di quel parlamento a dichiararsi a favore del voto alle donne. Il 19 settembre del 1893 la Nuova Zelanda divenne la prima nazione al mondo a dare il voto alle donne. Negli altri paesi le donne dovettero ancora attendere qualche anno.

Nel 1910 venne convocata una seconda conferenza delle donne lavoratrici che si tenne a Copenhagen. Una donna di nome Clara Zetkin, capo dell’ufficio delle donne del partito socialdemocratico tedesco in Germania, lanciò l’idea di una giornata dedicata al movimento internazionale femminile. Propose che ogni anno in ogni paese fosse celebrato una Giornata della Donna. La conferenza vide la partecipazione di oltre cento donne proveneinti da 17 paesi in rappresentanza di sindacati, partiti socialisti, circoli femminili ed anche delle prime tre donne elette al parlamanto finlandese. Venne accolta la proposta di Zetkin con l’approvazione unanime. E così nacque la Giornata della Donna nel mondo.

L’anno successivo ebbe luogo la prima vera giornata lanciata da Clara Zatkin il 19 marzo e non l’8. La data venne scelta per ricordare la Rivoluzione del 1848 giorno in cui il re di Prussia riconobbe per la prima volta la forza dell’esercito armato popolare e cedette alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le tante promesse che egli fece ci fu quella che poi mancò di tenere fede di introdurre le donne al voto.

Vennero fatti progetti per la dimostrazione del Primo Giorno della Donna e la cosa si diffuse rapidamente. Nella settimana prima della manifestazione comparvero anche due giornali: “Il Voto per le donne” in Germania e “Il giorno delle donne” in Austria. Vennero scritti vari articoli sul ruolo femminile nella vita quotidiana e sociale oltre che politica. Veniva messo in evidenza la necessità oltre che l’urgenza della presenza delle donne nel parlamento.

La prima giornate internazionale del 1911 fu un vero successo. Vennero organizzate riunioni ovunque, sia in grandi città che piccoli paesi di provincia. Gli uomini restarono a casa con i bambini per una volta e le mogli, di solito prigioniere in casa, parteciparono alle riunioni. Durante la grande dimostrazione alla quale presero parte circa trentamila donne, la polizia decise di rimuovere alcune insegne e così scoppiarono dei tafferugli. Alcuni deputati socialisti presenti alla manifestazione riuscirono ad evitare che la situazione peggiorasse.

Nel 1913 la Giornata della Donna venne spostata all’8 marzo e questa data è rimasta a livello mondiale. Le Nazioni Unite nel 1975 riconobbero la data in maniera ufficiale e quindi accettata da tutti i governi che ci fanno parte. La giornata è giorno festivo in Cina, Armenia, Russia, Azerbaijan, Belarus, Bulgaria, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Macedonia, Moldova, Mongolia, Tajikistan, Ukraine, Uzbekistan e Vietnam. Come si vede le donne contano e come! La loro presenza nella storia non è un mito ma un fatto. E’ bene che esse continuino ad affermare la loro presenza nel mondo. Ma farebbero bene anche a pensare che i loro compagni non intendono essere messi in disparte in nome di una eguaglianza che non potrà mai esistere. Anche se … anche se mia medre diceva che a questo mondo tutto è possibile, tranne che l’uomo incinto. Bene! a me sembra di aver letto da qualche parte che un uomo aspetta un bambino. Ho letto male forse? …

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