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Chi è Web dipendente?

Milioni di persone nel mondo soffrono di un particolare tipo di patologia che sembra moderna ma che a ben vedere è una sofferenza antica, quanto antico e moderno è l'uomo. Questa malattia, perchè di una vera e propria malattia si tratta, è una condizione mentale che va sotto il nome di "dipendenza". E' chiaro che nessun essere umano è di per sè "indipendente" in quanto ognuno di noi "dipende" dagli altri o, quanto meno da qualcuno e da qualcosa. Resta comunque il fatto che questo tipo di legame, se troppo stretto e condizionante, assume la forma e l'azione di una vera e propria "dipendenza".

Gli studiosi coinvolti in questo tipo di studi sono numerosi in quanto molte sono le situazioni in cui le dipendenze possono manifestarsi. Fattori biologici, psicologici, sociali, neurologici fino a quelli meteorologici possono creare delle situazioni di tensione tra vari soggetti visti nel loro continuo interagire esistenziale. E’ possibile comunque riportare questa patologia a due grandi categorie di comodo, per cercare di capire come stanno le cose. Ci sono dipendenze dovute a sostanze ed altre dovute a comportamenti. Nella prima categoria ricadono centinaia di possibilità. Nella seconda, quella riservata alle dipendenze per comportamenti, ricade la condizione che qui mi interessa. In quanto bibliomane, potrei dire che anche la mania dei libri può essere indice di una certa dipendenza. Un bibliomane davvero “dipendente” lo si può trovare, e quindi osservare, in una qualunque grande libreria.


Badate bene, ho detto libreria, non biblioteca. Non a caso, infatti, chi va in biblioteca lo fa perchè ricerca, studia, confronta. Quasi mai è un “dipendente” dai libri. Vi dipende perchè il suo è un lavoro, i libri sono uno strumento di cui non può fare a meno. Lui li apre, li legge, li confronta, li elabora. Un “dipendente” da libri, invece, lo vedrei come qualcuno che “viaggia” in ogni libro che gli cade tra le mani: romanzi, saggi, poesie. Cadendoci dentro, evidentemente è preda di possibile follia ed alienazione. Insomma, diventerebbe rapidamente un soggetto da manicomio, perchè “legato”dai vari contenuti che di solito si trovano nei libri. Un biblio-dipendente di questa natura lo vedrei come un collezionista piuttosto che un lettore. E ce ne sono molti in giro. Come anche di bibliofili/bibliomani storicamente accertati. Un biblio-dipendente integrale lo immaginerei come un ospite permanente di una casa di cura piuttosto che di una biblioteca o libreria. Gli argomenti che possono trovare spazio nei libri sono davvero infiniti. Ogni libro, in fondo, tratta di un argomento che intanto vive perchè si alimenta di altri sotto-argomenti e così tanti piccoli pezzi formano il mosaico della narrativa.


Se la passione per i libri può far nascere un lettore, la mania per essi può dar vita ad un blbiomane che spesso viene chiamato anche biblio-folle. Per quanto riguarda il Web nasce la Webfilia, un termine che non ha attecchito molto a dire il vero. Questo soggetto particolare può benissimo diventare Webomane fino a diventare un vero e proprio Web-dipendente. In questo caso allora abbiamo una dipendenza da comportamento. Un patologia che mentre, come abbiamo visto, per i libri non ha una grave conseguenza, per quanto concerne il Web questa conseguenza ce l’ha ed è anche grave. L’Associazione Americana di Psichiatria di recente ha pubblicato i criteri per accertare questo tipo di dipendenza. La loro rivista è considerata la “bibbia” del settore e quindi ciò che dice non può essere preso sottogamba. Va detto quindi subito che questa “Web-dipendenza” dipende non da sostanze particolari, erbe, polveri o piante, bensì sostanze immateriali, direi virtuali, che possono essere trovate in rete. Queste sostanze determinano comportamenti finalizzati all’acquisizione di qualcosa che si desidera disperatamente o che non si possiede. Messa così la cosa, si comprende che si può desiderare di tutto perchè manchiamo di molte cose. Il problema è che un desiderio eccessivo, che diventa ossessivo, modifica i comportamenti. Ed ecco allora che il Web diventa un posto dove si può trovare di tutto: sesso, gioco, cibo, mercato, politica, cinema, arte, letteratura, insomma la vita in tutte le sue facce.


Ogni faccia può avere il suo aspetto comportamentale che resta sempre lagato alla responsabilità ed alla libertà del soggetto. Resta da stabilire però se questa dipendenza da web di cui parla la rivista sia dovuta a fattori di comportamento errato nei confronti dello strumento web in quanto tale oppure nei confronti degli argomenti che il soggetto ricerca con quello strumento. Se uno diventa ossessionato dalle scommesse online bisogna capire se è la dipendenza dalle scommesse o dal mezzo a prevalere. Come ben si sa ogni nuova tecnologia si sviluppa più rapidamente di ogni ricerca su se stessa. Ne consegue che la ricerca viene effettuata facendo confronti con qualcosa che c’era prima e che era in uso. Ne consegue che tutti i comportamenti che scaturiscono da internet come abitudini comportamentali non hanno un riferimento nel passato e vengono continuamente sorpassati da altre innovazioni tecnologiche senza precisi riferimenti. Una ricerca risulta essere superata quando esce in quanto l’oggetto della stessa ormai è stato superato.

Qual è allora la morale da trarre da questa storia di Web-dipendenza? Sembra che si possa dire che dipendenze di questo tipo debbano essere studiate in un arco di tempo piuttosto lungo sempre in relazione all’impiego dello strumento al quale la dipendenza viene riferita. Soltanto quando la Rete diventerà uno strumento istituzionalizzato con una connessione per tutti allora si potranno identificare quali sono le vere dipendenze. Voglio dire quando useremo il nostro pc con le sue connessioni così come usiamo oggi da tempo la lavatrice, la lavastoviglie, la radio, la TV ed ogni altro elettrodomestico che la tecnologia ci ha messo a disposizione, allora potremo stabilire effettivamente l’uso che facciamo dello strumento. Quando in questo stesso strumento in divenire che è il Web si stebilizzeranno tutti gli altri strumenti che su di esso sembrano convergere sia in video che in audio, in memoria residente, virtuale o reale, in modo da permettere a chiunque di accedere, connettersi ed avere il controllo di ciò che la Rete offre e ad essa possiamo dare, solamente allora potremo stabilire e definire con certezza quali sono le vere dipendenze. Potremo soltanto allora scoprire che queste che noi oggi chiamiamo “dipendenze” sono soltanto “servizi” a nostra disposizione. Gli usi saranno servizi, gli abusi daranno dipendenze.

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