
La famosa ed autorevole rivista internazionale americana National Geographic ha recentemente tracciato un viaggio in Costa d’Amalfi confermando, se ce ne fosse bisogno, la unicità di questo ambiente. Il piccolo comune di Tramonti è formato da 13 villaggi diversi e distanti tra di loro, disseminati in una vallata che dal monte Chiunzi scende da una parte verso il mare di Maiori e dall’altra conduce a Ravello. Il Comune fa parte dei Monti Lattari, un antico promontorio naturale che si distende armoniosamente nel mare Tirreno, tra il golfo di Sorrento e quello di Castellammare di Stabia.

Novella, Paterno e Pucara sono appunto tre dei villaggi. Si trovano a pochi minuti prima di arrivare sul lungomare di Maiori. Come tutti i villaggi che costituiscono Tramonti anche Novella, Paterno e Pucara insistono su una chiesa. Piccole comunità costruite nel corso dei secoli intorno a edicole votive dedicate a santi e profeti diventate poi luoghi di culto che riecheggiano una fede antica e mai rinnegata da parte di queste popolazioni. Nel villaggio di Novella c’è la chiesa dedicata a San Bartolomeo Apostolo. Quella di Paterno è intitolata a Sant’Elia, mentre quella di Pucara, recentemente restaurata e riaperta al culto, è intitolata a Sant’Erasmo. Poche centinaia di anime le frequentano un pò perchè negli ultimi anni il comune di Tramonti ha visto progressivamente diminuire la sua popolazione a causa dell’emigrazione dei giovani andati altrove in cerca di lavoro. Un pò anche a causa della forte diminuizione demografica. A questo si aggiunga la dimunizione di presenze sacerdotali sul territorio il che ha portato alla chiusura di molte chiese in diversi villaggi.
In questi tre villaggi la continuità del servizio pastorale è stato assicurato da un prete presente sul territorio da circa quarant’anni. Un prete che con il suo lavoro silenzioso ha diviso il suo tempo tra le tre parrocchie, tra mille difficoltà, ma sempre con passione, amore e dedizione, come le tre piccole comunità di fedeli possono testimoniare. Ebbene, nei giorni scorsi un drammatico incidente è venuto a turbare la vita tranquilla di queste comunità di fede. Il parroco don Emilio D’Antuono, mentre svolgeva la sua consueta attività pastorale nella chiesa di Pucara, si è infortunato gravemente ed è stato portato in ospedale. Dovrà subire un importante intervento chirurgico e non potrà più svolgere il suo apostolato nei tre villaggi. La conseguenza immediata è la mancanza di servizio e la possibile chiusura delle chiese.

Un episodio di questo genere, triste ed anche grave allo stesso tempo, mi porta a fare alcune considerazioni. Ci dà modo di parlare anche di un libro intitolato “Preti” uscito di recente e che è una sorta di “viaggio fra gli uomini del sacro”. Lo dice del resto lo stesso sottotitolo. Tra i numerosi capitoli dedicati all’opera che svolgono i preti, un libro scritto da Vittorino Andreoli, psichiatra di fama internazionale, ce n’è uno dedicato ai preti di campagna.

Sembra scritto appositamente per don Emilio, parroco della Chiesa di San Bartolomeo Apostolo nella frazione di Novella, della Chiesa di Sant’Erasmo nella frazione di Pucara, e della Chiesa di Sant’Elia nella frazione di Paterno, tutte del Comune di Tramonti in Costa d’Amalfi. Una realtà agricola e contadina di lunga tradizione umana, sociale e culturale. Un vero e proprio “capitale” da conoscere per conservare. L’autore di questo libro fa una vera e propria anatomia della figura del prete. Passa al setaccio la sua personalità, analizza i suoi bisogni, i suoi piaceri celati o evidenti, i suoi scrupoli ed i suoi dubbi, il suo conflitto tra l’essere e l’avere. Non manca l’esame dell’ambiente fisico e relazionale nel quale il prete si trova ad operare.
Ed esiste una vera e propria tipologia di prete: a partire dal tempio, la ricerca di Andreoli incontra il prete di strada, quello di campagna, il prete del dolore, del cimitero, il prete di carta, intellettuale, televisivo, esorcista, quello del carcere, della scuola, fino ad arrivare a quello dello scandalo allargato al tema quanto mai attuale e difficile quale quello della pedofilia e del sesso. Un cammino ed un percorso quanto mai difficili che la chiara, esperta ed impersonale penna dello psichiatra ha deciso di fare. Da dichiarato non credente Vittorino Andreoli trova nel prete un suo possibile compagno di lavoro. Egli dichiara infatti che “la psichiatria ha affinità col prete. Entrambi si occupano di anime: le ascoltano, le curano e, in qualche modo, ne condividono il dolore”. Egli dice “La Chiesa vuole che i suoi sacerdoti siano santi, io da psichiatra vorrei che fossero sereni e, almeno alcune volte felici”.
A conclusione di questo post non mi resta che augurare che Don Emilio torni presto ed in salute al suo lavoro di prete e di “psichiatra” di anime semplici e genuine quali quelle che merita un prete di montagna tra i monti e le valli di Tramonti, una delle tredici perle della Costa d’Amalfi, Patrimonio dell’Umanità

galloway








