Una primavera impressionista

Delle quattro stagioni la primavera è certamente la stagione che ha ispirato di più artisti, poeti, scrittori e musicisti. In particolare, in occasione di questa ennesima primavera che ho la fortuna di godere, desidero celebrare il modo in cui alcuni artisti impressionisti americani e francesi hanno celebrato questa stagione della rinascita. Gli impressionisti amavano dipingere all'aria aperta cercando di fermare sulle loro tele gli scenari della natura. Armati di tutto punto di pennelli, colori e attrezzature varie lasciavano il loro studio dopo un lungo inverno e andavano incontro alla natura. I mesi di marzo, aprile e maggio erano i loro preferiti. Ad essi la primavera si presentava in tutte le sue sfumature.

Alfred Sisley fu un pittore di paesaggi dal tocco gentile e delicato e stile variato. Mentre studiava arte nel 1860 incontrò i futuri impressionisti Frederic Bazille, Claude Monet e Pierre-Auguste Renoir. Monet in particolare lo influenzò nelle sue opere fatte all’aperto e nell’uso dei toni leggeri sulla tela. In opere come “Le Petits Près au Printemps” e “The Small Meadow in Spring” del 1880 la stagione della primavera è brillante e nuova. Si sente quasi che l’autore spinge via l’inverno. I rami nudi degli alberi si levano verso il cielo che è di un azzurro profondo e suggeriscono al poeta Rainer Maria Rilke la sua poesia:

Sonetto ad Orfeo


Ritorna primavera. Ed è la terra
come un bimbo che sa le poesie -
oh tante tante… E per la gran fatica
dell’imparare, ha il premio.

Fu severo il maestro - e il bianco amammo
sulla barba del vecchio.
Adesso i nomi del verde e del blu
a lei possiamo chiederli. Lei sa.

Terra in vacanza, felice, coi bimbi
gioca, ora. Terra gioiosa, vogliamo
prenderti. Il più gaio riuscirà.

Il molto che il maestro le insegnava
in radici compresso, in lunghi rami
pesanti - adesso lei lo canta.

Frühling

Frühling ist wiedergekommen. Die Erde
ist wie ein Kind, daß Gedichte weiß,
viele, o viele . . . . Für die Beschwerde
langen Lernens bekommt sie den Preis.

Streng war ihr Lehrer. Wir mochten das Weiße
an dem Barte des alten Manns.
Nun, wie das Grüne, das Blaue heiße,
dürfen wir fragen: sie kanns, sie kanns!

Erde, die Frei hat, du glückliche, spiele
nun mit den Kindern. Wir wollen dich fangen,
fröhliche Erde. Dem Frohsten gelingts.

O, was der Lehrer sie lehrte, das Viele,
und was gedruckt steht in Wurzeln und langen
schwierigen Stämmen: sie singts, singts!

Claude Monet dipinse “Tempo di primavera” nel 1872. La tela riproduce sua moglie che legge all’aperto. Il colore della sua gonna contrasta e quello della pelle contrasta con quello dell’erba creando un bellissimo effetto. Come anche i raggi di sole che giocano sulla gonna. Inoltre Camille ha un atteggiamento simile a quello di un fiore in posa. L’uso abile del verde che egli fa rende la scena suggestiva e piacevole come è la primavera. Negli anni intorno al 1870 Argenteuil, un sobborgo di Parigi sulla Senna a nord della città, vide la convergenza di un gran numero di pittori artisti impressionisti. Monet in questa opera colloca sua moglie nel giardino di Maison Aubry dove essi abitavano al tempo. Fu un periodo di grande produttività per oltre sette anni. Camille è completamente presa nella lettura. Ricorda molti altri quadri di pittura inglese del 18 secolo di donne intente a leggere.

Camille Pissarro, un altro impressionista, spesso dipinse scene dei boulevard di Parigi. Famoso è quello di Montmatre “Primavera” del 1897, un quadro denso di vita ed energia come appunto è la primavera. Lontane sembrano le piogge, scomparsi i venti. Nuove foglie appaiono sugli alberi e molta gente nelle strade va in cerca di nuove atmosfere. Insieme a Cezanne, Monet, Renoir e Bazille discusse le nuove idee con Eduard Manet al Cafè Guerbois vicino allo studio di Manet, Pissarro divenne ben presto noto per la sua tecnica a tutto campo. Quando gli impressionisti divennero una forza nel mondo dell’arte Camille Pissarro ne fu l’esponente più impegnato a favore dei nuovi artisti e della nuova tecnica. Non per nulla fu il sostenitore di giovani come Paul Gaugin e Georges Seurat. Quando ebbe luogo l’ultima mostra impressionista Pissarro si trovò a sperimentare nuove tecniche che i critici chiamarono neo-impressionismo. ma lui rimase sempre uno sperimentatore, aperto alle nuove influenze e sopratutto sostenitore di giovani.

Gli impressionisti americani pur ispirandosi a quelli europei e francesi in particolare crearono un proprio stile e modo di leggere la realtà. Essi tesero a focalizzare la loro attenzione sulla natura in un periodo in cui il loro paese stava velocemente urbanizzandosi. La natura della Nuova Inghilterra offriva ad essi molte occasioni di ritrovarsi in ambienti naturali lontani dalla furia cittadina di fine secolo. Quando l’impressionista americano Childe Hassam non potè sfuggire alla metropoli che stava diventando New York egli riuscì a creare lo stesso un’atmosfera rurale ed idilliaca dipingendo il bellissimo quadro Washington Arch, Spring (1890). Donne elegantementi vestite passeggiano muovendosi con leggerezza mentre una carrozza è ferma in attesa ed uno spazzini svolge il suo lavoro. Il realismo sembra brutale ma in effetti il contrasto risulta addolcito dalla nuova stagione, la primavera, che sembra permettere tutto.

Concludo questa rapidissima carrellata sulla primavera così come è stata vista da una mia personale scelta di artisti e di gusti con un quadro che ha un suo fascino particolare perchè la sua storia è particolare. Il quadro è del 1906 e l’autore lo dipinse cercando di ripagare i suoi debiti nei confronti di una Miss Florence di Old Lyme che lo ospitava. Una notte di maggio, al chiaro di luna, la sagoma di una donna in abito lungo di fronte ad una casa che ha il sapore di una casa di gran classe. Le colonne dell’ingresso brillano alla luce lunare, le ombre degli alberi si riflettono sul sul suolo e sembrano quasi muoversi. Quando il pittore offrì il quadro alla sua creditrice questa rifiutò dicendogli di portarlo a New York ad una mostra e avrebbe guadagnato abbastanza per riscattare i suoi debiti. Cosa che fece e divenne un maestro in stile impressionista. “Dipingete ciò che vedete e dimenticate le teorie” soleva dire ai suoi studenti.

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