Scrivere per SuperEva

Sono ormai più di dieci anni che scrivo per internet e circa sei per le Guide di SuperEva. Col passare del tempo mi accorgo che la mia scrittura è cambiata nel corso degli anni. Non che prima non scrivessi, anzi. Si può dire che ho fatto della scrittura tutta la mia ragione d'essere sia professionale che umana. Ognuno di noi, in un modo od un altro, vive e convive con la scrittura sin da quando si comincia a leggere. Un tempo si diceva: leggere, scrivere e far di conto.

Oggi guardo la mia nipotina che a cinque anni e pochi mesi comincia a cimentarsi con la scrittura in carattere stampatello. Ma già sa usare il cellulare e la tastiera del PC. Scrive per comunicare, iniziare un contatto, cercare una risposta o un riscontro. E’ abilissima a fare i giochi di grafica, usare i colori, trovare percorsi, intuire obiettivi, provare note, ascoltare voci, suoni e melodie. Il mouse lo manovra con delicatezza e competenza senza dubbio molto più agevolmente di quanto non faccia con la penna. Tutto ciò lascia pensare che la sua scrittura sarà del tutto diversa da quella di suo nonno. E’ bene, allora, ricordare a me stesso e a chi legge alcuni punti fondamentali per farsi leggere in Rete, in questo post che inserisco nella categoria “biblioscrittura” ma che riflette anche altri articoli sul genere che ho avuto modo di trattare altre volte e che va sotto il nome di “scrittura elettronica”.

1. Ricordati a chi stai scrivendo

Bisognerebbe sempre tenere a mente a chi si scrive, il tipo di lettore, i suoi interessi, la sua cultura. Uno stile semplice, diretto e senza fronzoli mantiene alta l’attenzione di chi legge. Evitare i paroloni o quanto meno chiarirli linkando la parola alla dovuta spiegazione e approfondimento. Il lettore superficiale scorrerà le righe andando alla ricerca di ciò di cui ha bisogno. Chi vuole saperne di più, e non si limita a viaggiare in superficie, potrà cliccare sui link ed approfondire. Dalle parole semplici di superficie a quelle complesse di profondità.

2. Cerca di essere originale

In rete si trova di tutto e per tutti. La tentazione di copiare è forte ma non sempre paga. E’ l’originalità che attira il lettore-navigatore. Pensare da soli è sempre una cosa originale anche se confrontarsi è il segreto per convincere. Il “copia ed incolla” è una operazione che danneggia chi lo fa e anche chi lo riceve. Se copiare si deve lo si faccia anche “ri-creando”, trasformando, modulando il pensiero altrui, adattandolo alle proprie necessità ed ai propri obiettivi di scrittura. E’ bene ricordare anche nulla è originale a questo mondo e che, come dice Qoehlet “non c’è nulla di nuovo sotto il sole”.

3. Editare

In lingua inglese la parola è “edit” , dal latino “edere”, “far venire fuori”, il che dice tutto. Ogni scrittura è un “far venire fuori” qualcosa da comunicare a chi legge e non solo. Ma anche e spesso a se stessi prima che agli altri. Per questa ragione è necessario controllare, rivedere, correggere, riscrivere ripensando. Non solo alla forma ma anche al contenuto. Ogni qualvolta si scrive assumiamo uno stile diverso. La varietà è l’essenza della scrittura. Ricordare sempre che quando cominciamo a scrivere sappiamo quasi sempre cosa vogliamo dire ma non sapremo mai con certezza quello che “verrà fuori”. Editare significa anche corredare di immagini il testo che si scrive. La parola della scrittura virtuale contemporanea si realizza in immagini. La giusta dose di immagini concorre a creare equilibrio e stabilità in ciò che si scrive.

4. Attenzione ad usare la parola “io”

Personalizzare ciò che si scrive crea una intimità con chi legge che può caratterizzare una scrittura. Usare l’io significa permettere a chi legge di condividere con chi scrive i propri pensieri, sottoporre proposte, avanzare giudizi, sollevare discussioni. Il successo dei siti sociali si basa appunto su questa idea di condivisione. Ma non sempre il lettore accetta questa “intrusione” in ciò che si legge. Spesso è più utile essere impersonali, si mette a proprio agio il lettore coinvolgendolo in pensieri che può anche non condividere ma sentire suoi. Tutto dipende, ancora una volta, dal contesto.

5. Attenzione alla lunghezza dei testi

Un articolo troppo lungo può essere sbagliato allo stesso modo in cui lo è uno troppo corto. Nel primo tipo c’è il rischio che ci siano troppe informazioni nelle quali il lettore può cadere e sentirsi annegare. Il secondo, troppo breve, gli dà subito la sensazione che non contiene le giuste informazioni che cerca. Le 500/600 parole costituiscono il limite massimo che sarebbe opportuno non superare. E’ ovvio che questa lunghezza dipende dalla profondità del contenuto, dal soggetto che lo presenta e dal tipo di pubblico a cui si rivolge.


6. Frequentare i forum

Uno dei modi migliori per gestire la propria scrittura sul Web è quello di frequentare i forum relativi agli argomenti sui quali si decide di scrivere. Il sottoscritto, come Guida di Bibliomania, che fa parte del gruppo Blogo avrebbe la possibilità e la fortuna di confrontarsi con centinaia di altre guide suoi colleghi i quali si occupano degli argomenti più disparati. Ho detto “avrebbe” ma in effetti non ha in quanto non abbiamo un apposito forum per condividere esperienze, opinioni e idee. In passato c’era un luogo del genere ma non ebbe molta fortuna. Come non molta fortuna hanno avuto le comunicazioni nelle cosidette “liste” nè tanto meno lo spazio ufficiale delle Guide SuperEva su Facebook. Languono le intenzioni di confronto sia da parte delle guide che dei tutor che sono addetti ai controlli, alla formazione ed alla moderazione del tutto ma non sembra disposti molto al dialogo e al confronto creativo.

Questi sono solo alcuni dei punti fondamentali sui quali mi piacerebbe discutere con gli altri colleghi Guide e con chi avrò il piacere di avere come lettore di questo post. Come sempre linkerò questo “pezzo” al mio spazio su Facebook e sicuramente avrò la possibilità di conversare con amici che amano la lettura e la scrittura. Quasi certamente nessuna Guida riterrà opportuno farlo, nè tanto meno i Tutor i quali sono in tutt’altre feccende affaccendati. Peccato! Non sanno che per imparare a scrivere sul Web e migliorare la propria presenza in Rete bisogna confrontarsi condividendo con gli altri tutto quanto si è deciso di fare in maniera virtuale.

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