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I sogni del bibliomane

I miei sogni sono sempre tormentati e non riesco a capire il perché. O forse le ragioni ci sono ed io le ignoro. E' ovvio che ci devono essere molte cose dietro questo fatto. Per tale ragione ho deciso, prima di chiedere alla cara ed esperta guida dei sogni Marni di interpretarmeli, di leggere un classico del settore. Un libro che considera i sogni essere la rivelazione dell'inconscio della mente e della sua grande capacità di intelligenza. Mi riferisco a "L'interpretazione dei sogni" di Sigmund Freud, un libro che ha ormai un secolo di vita.

“Die Traumdeutung”, è il titolo in tedesco, venne pubblicato quando Sigmund Freud aveva passato i quaranta anni di età. Ci vollero altri dieci anni perché il libro ed il suo contenuto fossero conosciuti. La prima edizione vendette solamente 600 copie e ci vollero otto anni per esaurirle. Nel 1913 l’opera venne tradotta e pubblicata in inglese. Il libro è tutto sommato una semi-autobiografica indagine nel mondo della borghesia viennese del tardo 19° secolo. Abbondano le descrizioni e le analisi di sogni di pazienti con considerazioni dell’autore su argomenti di mitologia, arte e letteratura. Il libro tentava per la prima volta un approccio medico scientifico ad un argomento che fino ad allora aveva sfidato una vera e concreta analisi. Così facendo creò una scienza del tutto nuova: quella che riguardava lo studio dell’ inconscio.

Sui sogni prima di Freud molti avevano già scritto in abbondanza e per questa ragione egli inizia il libro facendo una lunga analisi dell’argomento, risalendo fino ad Aristotele. Egli affermò che nonostante tanti scrittori si fossero occupati di sogni mancava un vero e proprio studio scientifico. Dalla concezione dei sogni come “ispirazione divina”, gli esseri umani erano pervenuti alla conclusione che gli stessi fossero una “eccitazione sensoriale”. Ma tutto ciò, secondo Freud, non spiegava cosa significasse davvero “sognare”. Gli stimoli sensoriali non spiegavano tutto. Essi potevano benissimo non influire sui sogni durante il sonno. Gli stimoli non riuscivano a dare la dimensione etica o morale dei sogni. Freud riuscì ad interpretare oltre mille sogni di pazienti e queste furono alcune sue conclusioni:

- i sogni possono ricevere impressioni dai giorni trascorsi ma anche dare accesso a ricordi lontani nell’infanzia

- la mente inconscia non si concentra sugli eventi principali ma registra fatti secondari o non percepiti in quanto la memoria dei sogni seleziona in maniera diversa da quella sveglia

- i sogni per quanto assurdi ed irregolari hanno un motivo spesso unificante tanto da mettere in condizione diverse persone di farne una “storia”

- i sogni sono sempre espressione del proprio io

- i sogni possono avere vari livelli di significato, le idee possono essere condensate in una sola immagine

- quasi tutti i sogni sono “appagamenti desiderati”, vale a dire essi rivelano una motivazione profonda o un desiderio da appagare che risale fino ai tempi della fanciullezza

I sogni per Freud sono quindi l’arena, per così dire, in cui l’inconscio si esprime. Essi rappresentano l’appagamento di desideri. Egli si chiede anche perchè questi desideri non sono ben articolati, rappresentati tra strani simboli ed immagini. La ragione va forse trovata nel fatto che molti di questi desideri sono desideri repressi e possono emergere in superficie soltanto se travestiti. Un sogno può spesso apparire il contrario di quello che si desidera in quanto possiamo metterci sulla difensiva e desideriamo nascondere i nostri desideri. L’unico modo per farli emergere è farli venire fuori distorti. Un fenomeno che lui stesso chiamò “distorsione dei sogni”. Una specie di censura per far passare il messaggio comunque camuffato. Egli affermò anche a questo proposito che questa è la ragione per la quale i sogni svaniscono così rapidamente. Il conscio, che governa la vita da svegli, vuole ridurre l’impatto dell’inconscio.

Freud scrisse che ci sono state tre grosse umiliazioni nella storia dell’umanità: la scoperta di Galileo che la terra non era al centro dell’universo; la scoperta di Darwin che gli esseri umani non sono al centro della creazione; e la sua stessa scoperta cioè che noi noi non abbiamo il controllo sulla nostra mente. Se ne deduce che questo era un attacco alla teoria del “libero arbitrio” e che la psicoanalisi poteva portare alla dannazione. Gli fu risposto che la sua teoria non aveva nulla di scientifico.

E che dire poi del sesso? L’osservazione dei suoi pazienti lo portò a credere che le neurosi nascono da desideri sessuali repressi e che i sogni sono espressioni di questi sentimenti. Nel libro discute anche l’ “Edipo Re” di Sofocle per sostenere la sua idea di una tendenza universale cioè quella che un bambino è sessualmente attratto da uno dei genitori e vuole scalzare l’altro. Il famoso “complesso di Edipo”. Narrò a questo scopo un fatto significativo della sua infanzia. Prima di andare a letto una sera egli infranse una regola fondamentale dei suoi genitori: se la fece addosso nella stanza dei genitori. Suo padre lo rimproverò mormorando: “Non sarà nulla di buono”.

Questa osservazione-valutazione deve averlo ferito a morte. Freud riferisce scene ricorrenti nei suoi sogni sin nell’età adulta, di solito quando stava lottando per raggiungere un qualche scopo preciso. In uno di questi sogni, ad esempio, gli successe di vedere suo padre urinare di fronte a lui. Era come se, a suo dire, egli volesse dire a suo padre: “Vedi, qualcosa di buono l’ho fatto”. Il rivale di sua madre negli affetti era stato messo al posto giusto, insieme alla vergognosa immagine di un piscio improprio. Nella cosmologia di Freud, la civiltà a mala pena tiene nascosto i propri istinti ed il sesso è per lui è uno dei più potenti. I sogni pertanto sono per lui molto di più di semplici occorrenze notturne. Essi rivelano le nostre motivazioni inconsce e sono una chiave per comprendere la natura umana.

A distanza di quasi oltre un secolo le considerazioni di Freud sui sogni sono in gran parte diventate irrilevanti. Nessun psicologo o psichiatra chiede ai pazienti che tipo di sogni fanno o che genere di trascorsi hanno avuto in relazione agli stessi. La moderna psicologia cognitiva oggi tende ad usare ben altri metodi o sistemi per studiare i mutamenti della mente. Eppure bisogna dare atto a Freud della validità del suo metodo di base che è quello dell’uso della terapia della parola, dell’ascolto e dell’analisi dei contenuti della mente del paziente, e del fatto che una persona può essere attaccata dalla componente irrazionale che è presente in ogni essere umano. Studi recenti hanno confermato la grande intuizione di Freud, quella che porta a pensare che i sogni siano certamente una elevata funzione mentale legata alla motivazione. Cosa resta allora delle teorie di Freud e come ha aiutato questo povero bibliomane a comprendere la realtà dei suoi sogni? Mi è stato confermato il fatto che esiste una grande area della mia mente, come quella di tutti, e che va sotto il nome di inconscio, che resta una “terra incognita” e che comunque posso esplorare per mezzo della psicologia. Non altro. I miei “sogni” restano un mistero. Mi consolo con Shakespeare: “Siamo fatti di quella materia di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita è circondata da un sonno.” (La tempesta)

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