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Il cervello delle donne

La passione di questa guida per la bibliomania è continuamente alimentata dalla quantità di libri che ha accumulato nella sua vita. Libri che conserva, colleziona e si sforza di aggiornare anche in maniera virtuale, in questo spazio che cura da diversi anni ormai ed altrove. Non sono solo libri suoi ma anche libri appartenenti alla famiglia. In particolare alla sua compagna con la quale ha condiviso gran parte della sue esperienze di vita e di cultura. Va detto però che non molto spesso nel corso di tanti anni abbiamo condiviso allo stesso modo i piaceri che possono provenire dalla lettura di un libro.


Questo fatto mi ha portato a pensare che il cervello delle donne sia molto diverso da quello dell’uomo. Per questa ragione mi ha incuriosito una notizia apparsa sulla stampa qualche settimana fa circa la pubblicazione da parte di una psichiatra americana di un libro sul cervello degli uomini. In esso la studiosa Louann Brizendine afferma che il cervello dei maschi è fatto per pensare al sesso molto più spesso di quello delle donne a causa di un mix ormonale e dell’influenza della cultura sulla crescita. Secondo lei il maschio è per “default” un pò “guardone”, il suo cervello per sua natura è più occupato dal sesso. Non ho ancora avuto modo di leggere questo libro ma mi ha incuriosito conoscere qualcosa sul funzionamento del cervello delle donne. Guarda caso, la stessa psichiatra scrittrice ha pubblicato qualche anno fa un altro libro sul “suo” cervello, intendo quello a cui appartiene la sua categoria umana: quello delle donne. L’ho cercato e me lo sono letto anche pensando al cervello di mia moglie, compagna in questa patologia che è la bibliomania. Mi limiterò qui a parlare soltanto di questo libro riservandomi di fare la stessa cosa non appena avrò letto quello sul cervello di noi uomini.

Mi ha colpito in questo studio un brano per il modo in cui la scrittrice cerca di sintetizzare le sue impressioni sulla differenza di approccio che le donne e gli uomini hanno nei confronti del sesso. Lo riporto integralmente in inglese per non privare il lettore del gusto e della coloritura che chi scrive riesce a sintetizzare delle differenze in poche frasi:

“Just as women have an eight-lane superhighway for processing emotion while men have a small country road, men have a Chicago’s O’Hare Airport as a hub for processing thoughts about sex whereas women have the airfield nearby that lands small and private planes. That probably explains why eight-five percent of twenty to thirty year old males think about sex every fifty two seconds and women think about it once a day or up to every three or four seconds and woman think about it once a day or up to every three or four hours on their most fertile days. This makes for interesting interactions between the sexes”.

Non sono mai stato all’aeroporto di Chicago ma posso comprendere l’immagine che la psichiatra usa per stabilire il traffico di pensieri che passano per la mente degli uomini circa il sesso. Statisticamente ogni 52 secondi noi maschietti pensiamo a quella “cosa”, mentre la nostra metà del cielo soltanto una volta al giorno. Una cosa davvero spiazzante per i maschietti, anche se mi resta la curiosità di sapere come la esimia psichiatra abbia accertato una cosa del genere. Sicuramente avrà trascorso molto del suo tempo di ricerca tra l’aeroporto di Chicago e la camera da letto … Sia come sia resta il fatto certo che gli uomini e le donne fanno l’esperienza del mondo in maniera molto diversa a causa dei propri ormoni sessuali. Ma visto che parliamo di cervello vediamo come effettivamente stanno le cose “in loco”. Brizendine nel suo libro fa notare il fatto che il cervello degli uomini è più grande del 9% di quello delle loro compagne. Ecco perchè nel passato si parlava di superiorità maschile. In effetti il numero delle cellule cerebrali è identico anche se le cellule delle donne sono messe in maniera molto più ristretta. Nell’area dedicata all’udito e alla parola il cervello femminile contiene 11 % in più di quello degli uomini. E questo è un fatto su cui non si discute. Come pure è un fatto che l’ippocampo femminile è molto più grande di quello maschile. Il che vuol dire più memoria.

All’età di otto settimane sia il feto maschile che quello femminile hanno lo stesso aspetto. Ma poco dopo quello maschile viene inondato di testosterone il quale elimina le cellule della comunicazione e fa crescere quelle del sesso e dell’aggressività. Dal punto di vista biochimico, dopo la prima parte della gravidanza, la differenza tra i due feti è marcata e alla nascita diventerà sostanziale. Ad esempio quando viene alla luce una bambina è portata subito a distinguere volti e voci, a stabilire un contatto visivo e a parlare molto prima del maschietto. I circuiti della parola sono molto meglio sviluppati del suo collega maschio e questo lo si può verificare sin nell’età adulta. Se non sempre, aggiungo io, da maschio … La Brizendine del resto afferma che le donne sono in grado di produrre una media di 20.000 parole al giorno al confronto della sole 7000 degli uomini. Un primato!

Man mano che il tempo passa, in pubertà, la ragazzina cambia modo di pensare e comportamento a seconda del livello degli estrogeni, del progesterone, del cortisolo nel cervello. Gli altri importanti ormoni femminili sono la oxytocina e la dopamina. Questa realtà chimica trasferisce nel cervello femminile il piacere di chiacchierare, scambiarsi segreti, pettegolezzi, sperimentare nuovi gusti e idee. Insomma si sviluppa il senso della comunicazione e della presenza. In questi anni giovanili e fino alla maturità gli effetti ormonali si fanno sentire in maniera forte e portano i due cervelli, quello maschile e quello femminile, in due diverse direzioni. Quello maschile va verso l’autonomia e l’indipendenza, quello femminile verso la socialità e gli affetti.

L’autrice di questo interessante libro che, tolte le molte sezioni dedicate alle appendici e alle note, non supera le 200 pagine, è convinta che la differenza tra il cervello maschile e quello femminile sia essenzialmente ormonale e quindi biologica. Il testosterone nei maschi fa dei maschi uomini molto competitivi ed impegnati. Mentre gli estrogeni nel cervello femminile indirizzano le donne ai legami socializzanti ed emotivi. Esse sentono sempre forte la necessità di esternare e comunicare e sono sempre meno portate all’isolamento ed alla riflessione. E’ importante, perciò, a suo parere, conoscere come le forze fisiologiche e genetiche del cervello funzionano. Le donne possono intervenire su questo loro comportamento usando terapie di estrogeni in forma di pillole in maniera da rimpiazzare gli ormoni e avere maggior controllo sulla loro esperienza della realtà di ogni giorno. Non è un caso che l’autrice propone in appendice varie terapie ormonali che fanno al caso in esame. Ella è convinta che le donne potranno così operare intervenendo direttamente sul loro modo di vivere e gestire il proprio cervello così come hanno fatto con la pillola contracettiva.

Quali sono le conclusioni da tirare dopo di avere ultimata la lettura di questo libro? Tra il marito e la moglie di un bibliomane è meglio non mettere più ormoni sessuali di quanto non ne abbia già messo madre natura… Buona lettura!

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