Questo sito contribuisce alla audience di

La coscienza cosmica del bibliomane

Se avete un'età intorno ai 35 anni, se amate le scritture e la meditazione, se siete in buona salute fisica, se amate la solitudine e non siete ansiosi di sposarvi, se in linea generale piacete e siete piaciuti, se avete poco interesse nel danaro, se siete convinti che esiste una unità ben precisa nella realtà dell'universo, se credete nella vita eterna, se pensate che sia possibile essere felici, se le sensazioni di peccato, morte e paura non vi sfiorano, allora possedete alcune importanti caratteristiche per acquisire una "coscienza cosmica". Detto in altre parole potete accedere all' "illuminazione".

Il vostro bibliomane ha scoperto un libro che per mezzo dell’esperienza “cosmica” e quindi dell’ “illuminazione” si può entrare a fare parte di quel grandioso progetto che è l’evoluzione umana. Richard Maurice Bucke è l’autore. Egli nacque nel 1837 a Norfolk, in Inghilterra, settimo figlio di una famiglia che poi si trasferì nella regione dell’Ontario in Canada. Suo padre rinunciò alla tonaca di ministro della Chiesa di Inghilterra per dedicarsi all’agricoltura. Richard alla morte dei genitori viaggiò per tutti gli Stati Uniti facendo i mestieri più disparati: giardiniere, battelliere, conducente di treni, cercatore d’oro. Mentre cercava l’argento tra i ghiacci della regione di Salt Lake City si congelò una gamba e se la dovette fare amputare. Dopo di avere ereditato una discreta somma di denaro aprì una scuola di medicina e, ritornato in Inghilterra, divenne uno psichiatra, dirigendo poi due manicomi. Diventò anche professore in disordini mentali alla Western University in Canada. Fu eletto presidente dell’Associazione Americana di Medicina e Psicologia. Nel 1894, all’età quindi di 57 anni, cominciò la stesura del libro “La Coscienza Cosmica” presentandolo alla conferenza annuale dell’associazione. Un anno dopo morì scivolando su una lastra di ghiaccio davanti casa.

Richard fu un apprezzato medico psichiatra che non disdegnava parlare e discutere di poesia e di letteratura. Era solito trascorrere intere serate con gli amici a recitare poesie di Whitman, Wordsworth, Shelley, Keats e Browing. Durante un trasferimento in Inghilterra, mentre viaggiava sul suo calesse recitando poesie di Whitman, ebbe come una illuminazione, un flash che poi successivamente definì come “coscienza cosmica”. In quel momento si rese conto che il cosmo non è fatto di materia inerte ma è del tutto attivo. Gli esseri umani hanno un’anima che è immortale. L’universo è fatto in maniera che tutte le cose si muovono verso il bene, verso una certezza di felicità per tutti, verso l’amore che è il principio basilare dell’universo stesso. In quel preciso momento Bucke si rese conto di avere imparato molto di più di quanto avesse appreso in tanti anni di studio. Ma quello era soltanto un avviso di “illuminazione”. Si rese conto che c’erano stati diversi altri nella storia che avevano avuto la possibilità di godere di questa “coscienza”, figure come Gesù, Maometto, Buddha. Ispiratori di grandi religioni, essi avevano offerto una nuova e diversa comprensione dell’essere uomini. Faceva parte della condizione umana evolvere per crescere in coscienza non solo personale ma universale. Queste figure avevano acquisito quella consapevolezza che non era disponibile agli altri ma ai quali l’avrebbero poi dovuto trasmettere.

Ma in che cosa consiste questa “coscienza cosmica”? Bucke distingue tre livelli di “coscienza”. Quella semplice non è altro che la consapevolezza che gran parte degli animali hanno nel loro corpo e nell’ambiente che li circonda. L’animale è, per così dire, immerso nella sua coscienza, come un pesce nel mare. In quanto pesce non può nemmeno immaginare di “uscire” da questa condizione nemmeno per un momento per rendersene conto. L’ “autocoscienza” invece è una condizione unica riservata agli esseri umani. Ci dà una consapevolezza molto diversa del nostro essere: siamo in grado di pensare il fatto che noi pensiamo. L’ “auto coscienza”, insieme al possesso di una lingua, fa l’uomo “homo sapiens”. La “coscienza cosmica”, terzo livello di coscienza, colloca gli esseri umani sugli altri esseri. Bucke la descrive come una condizione di acuta consapevolezza della vera vita ed ordine dell’universo in cui una persona esperimenta la sua unicità con Dio o con l’energia universale. La consapevolezza intellettuale, o l’apprendimento della verità, porta con sè una straordinaria gioiosità perché vengono sublimate tutte le mispercezioni della normale consapevolezza. Se la gente si rende conto che la natura dell’universo è l’amore e che noi tutti siamo parte di forza vitale eterna, non potrà mai più confrontarsi con il dubbio o la paura.

Bucke nel suo libro elenca diverse figure storiche che hanno avuto l’illuminazione della coscienza cosmica: Gesù, Buddha, Maometto, San Paolo, Francesco Bacone, San Giovanni della Croce, Plotino, Dante Alighieri, Balzac, Walt Whitman. Il libro, ovviamente, non è un testo perfetto. Mancano figure importanti come San Francesco, Santa Teresa d’Avila ed altri. D’altra parte va detto che il libro non intendeva avere una scientificità vera e propria. Resta, comunque, una esperienza mistica molto forte, anche se alcuni possono ritenerla ingenua. Ha un fine ed uno scopo nobili, un’alternativa legata dall’auto coscienza. E’ confortante sapere che ci sono persone che tendono a vivere in uno stato di gioia e felicità permanenti, fermenti di spiritualità che albergano in corpi fisici. Un libro che ogni bibliomane farebbe bene a non mancare di leggere. Un modo sicuro per acquisire una “coscienza cosmica”.

Ultimi interventi

Vedi tutti