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La Montagna incantata

Thomas Mann , premio Nobel 1929 per la letteratura, goethiano e decadente, è il rappresentante illustre di una età che aspirò a comporre nell'intelligenza e nello stile, il dissidio tra le dure esigenze della chiarezza morale e i fervori di una fantasia sottile e perigliosa.

“La Montagna incantata” è un libro che venne pubblicato nel 1924, riassume le contraddizioni di un tempo cui toccò di conseguire una vitalità difficile o rischiosa nell’assidua frequentazione della propria malattia e del proprio disfacimento. La “Montagna incantata” é, infatti, un sanatorio, in Svizzera, dove una folla casualmente e insieme fatalmente aggregata coltiva la propria lenta morte, e in quell’aria quasi priva di attriti della realtà celebra i propri fanatismi e furori ideologici e anche le proprie stoltezze.

Che questa situazione irreale, non vitale, possa diventare illuminante, che nei riti della malattia scopra un senso della vita, un rapporto col destino, questo é il tema di questo romanzo difficile: così come per i suoi personaggi, l’imperativo morale, al quale solo pochi e frammentariamente si adeguano, è quello della collaborazione tra la morte e la vita. Al link un brano del romanzo.

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