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Le due sorelle: la psicologia e la narrativa

La psicologia e la narrativa sono sorelle nel campo della comunicazione umana così come furono fratelli William ed Henry James. Il primo è considerato uno dei padri della moderna psicologia, il secondo uno dei maestri del romanzo moderno. Dei due si è detto che William, lo psicologo, era un romanziere che scriveva di psicologia, Henry, il romanziere, uno psicologo che scriveva romanzi. Questo per dire che per scrivere romanzi bisogna conoscere bene i principi della psicologia umana.


In questo post intendo parlare di un libro che William James scrisse sui “Principi di Psicologia” impiegandoci oltre 12 anni. Due volumi di scrittura fiume, riassunti per fortuna in una versione abbreviata che ho avuto modo di leggere> anche se in maniera non accademica. William James è considerato uno dei massimi filosofi americani, padre della moderna psicologia. Prima che questa assurgesse a scienza era studiata all’interno dell’area specifica alla filosofia. Era considerata la scienza della vita mentale, vale a dire della mente dentro un particolare corpo esistente nel tempo e nello spazio, con i propri pensieri, sensazioni e relazioni col mondo circostante. I pensieri provenienti dal “profondo” erano oggetto di studio della metafisica e della filosofia. James considerò questa nuova scienza come “naturale” nel senso che richiedeva lo studio dei sentimenti, sensazioni, cognizioni, ragionamento e decisioni secondo determinate dinamiche e aspetti, così come si può studiare la costruzione di una casa osservando i mattoni e le pietre. Egli decise di analizzare i fenomeni della psicologia piuttosto che teorizzarli facendola così diventare una scienza.

Egli disse che se si osservano bene gli esseri umani si scopre che da un punto di vista esteriore essi non sono altro che un bandolo di abitudini. Queste si scaricano nei centri nervosi determinando dei percorsi che poi vengono sensibilizzati. Una volta che questi percorsi si sono creati è possibile farci passare le scariche nervose. Mentre le abitudini degli animali sono automatiche, quelle degli esseri umani sono consapevoli nel senso che interagiscono con l’uomo. Di qui la necessità di conoscere bene il sistema nervoso e farselo amico. Tutta la sua comprensione della psicologia James la poggiava sull’io che è presente in ognuno di noi ed è separato dagli altri da un muro, una parete, il cranio che contiene il cervello. Il mondo è così diviso a metà, ognuno di noi ne occupa una parte, l’altra, il resto del mondo, sono gli altri. Ma la psicologia vuole anche dare risposte alla gente sui perché noi pensiamo in un determinato modo.

Il confronto tra noi e gli altri ci porta a vedere la realtà in maniera diversa ed anche contrastante. Del resto noi stessi non siamo mai sempre uguali, la nostra coscienza è mutevole, soggetta a cambiamenti interni ed esterni. Gli uomini non possono avere mai gli stessi pensieri anche se viviamo nell’illusione che tutto sia sempre lo stesso. Lo stesso pensiero, come abbiamo visto, non è mai lo stesso perché è come un fiume, un treno che scorre, una catena che si dipana mentre si realizza e si manifesta. Compito della psicologia non è quello di spiegare come questo accade, bensì far comprendere la sua essenza che è legata all’esistenza, al vivere che è, appunto, un continuo divenire. Come può realizzarsi l’io di tutti e di ognuno in un contesto del genere? James escogitò una semplice formula: l’autostima di ogni essere umano va divisa tra l’aspirazione al successo e la valutazione delle pretese.

Se le “cose” della psicologia stanno così e se non c’è dubbio che gran parte della gente che diventa un personaggio all’interno di un romanzo, un racconto, insomma in quella che comunemente chiamiamo “narrativa”, William e Henry hanno condiviso le due parti del mondo e della loro testa che contrappone ogni essere umano. Henry James costruiva persone e personaggi per i suoi romanzi, tracciando figure indimenticabili, William James cercava di conoscerne i segreti meccanismi, tutto in nome delle due sorelle che essi avevano in comune: la narrativa e la psicologia.

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