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Recensire la scrittura

E' facile dimenticare quanto sia importante leggere, parlare e scrivere di libri. Parlarne o sparlarne, recensire o stroncare è un'arte che non tutti conoscono o sanno usare con discrezione. Si legge, si parla e si scrive di un libro a cuor leggero, come magari si parla e si gusta o ci si disgusta di una pizza. E invece bisogna sempre pensare che leggere e scrivere di libri presuppone una abilità non sempre facile a trovarsi. Ma per sapere fare questo è importante conoscere bene di cosa si legge, si parla o si scrive: il libro.

Per questa ragione una recensione deve essere ben pensata prima che ben scritta. Scritta per chi? innanzitutto. Chi recensisce deve chiedersi a chi sta scrivendo, deve pensare se chi legge ha mai sentito parlare non solo dell’autore ma anche dell’argomento del libro e ogni altra utile notizia che aiuti alla conoscenza del contesto in cui il libro vive. Tenendo questo bene a mente è una buona idea quindi enunciare una breve sintesi dell’argomento di cui il libro si occupa. Non basta copiare la presentazione dell’editore. Queste sono scritte da chi lavora per chi stampa e vende, il cui unico fine è fare soldi, che sia buono o cattivo il libro interessa relativamente. Non sono rari i casi di libri indegni che hanno avuto un successo clamoroso. Chi scrive questi lanci editoriali lo fa per interesse. Invece chi scrive una recensione indipendente lo fa molto spesso per passione, come un semplice lettore, un attento bibliofilo, oppure un possessivo bibliomane. L’idea è sempre la stessa: comunicare con gli altri la propria esperienza di lettura e di scrittura.

Una volta date le principali informazioni sul libro e sull’autore è bene cominciare a dire ciò che si pensa del contenuto. Essere onesti con se stessi e poi con l’immaginario lettore non sempre è facile. Ciò che ci piace può non piacere agli altri e l’inverso. Esprimere la propria opinione è un diritto tenendo ben presente però la possibile obiezione che ci potrà sempre essere. Un buon punto di partenza possono essere proprio gli aspetti positivi del libro enunciando i protagonisti e gli antagonisti insieme ai loro collaterali.

Sono credibili? Com’è l’ambiente? E’ riconoscibile? La trama è ben elaborata oppure è saltellante, ambigua, oscura? La storia come evolve? In linea retta oppure con uscite laterali? Queste sono troppe o poche? Funzionano o confondono il lettore? Ci sono sorprese? Sono credibili? Ci cono descrizioni di luoghi, persone? Come fanno sentire il lettore? E i dialoghi? Scorrono facili? Si intrecciano bene con il narrato? Ci sono interferenze personali dell’autore?

Il lettore viene facilmente coinvolto? I personaggi si avvertono vivi o restano finti? Ci si sente coinvolti emotivamente? Si ha voglia di ridere, piangere o essere tristi? Il libro è facile o difficile da leggere? La lingua com’è? la lingua come si presenta? La lettura avverte le parole oppure la mente del lettore riesce ad andare oltre ed entrare nella narrazione?

E’ bene riportare citazioni e spiegazioni dirette. Un’altra zona molto importante del libro è la prima pagina. Si dice che sia la prima pagina di un libro a far venderlo bene. E’ una buona idea quella di leggerla per intera quando si è ancora in libreria prima di acquistarlo. Se si riesce a girare pagina allora vuol dire che il libro tira. Ovviamente molto dipende dal tipo di libro: se è un romanzo, un saggio, un classico, un moderno, una commedia, con o senza illustrazioni.

E’ bene operare dei confronti con altri libri simili, delle stesso genere e dello stesso autore. Insomma, essere onesti con quanto si pensa e perché lo si raccomanda oppure è da evitare. E sopratutto tenere presente il fatto che chi lo ha scritto ci ha messo la sua fatica oltre il suo pensiero e le sue speranze. E’ vero che chi lo ha pubblicato vuole soltanto venderlo, bello o brutto che sia. Ma chi ne parla e ne scrive, ha tutto il diritto di parlarne e scriverne come crede e con onestà, sopratutto se lo ha pagato!

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