Questo sito contribuisce alla audience di

Io mi ricordo ...

Ci sono vari modi per ricordare: una scrittura, una immagine, un fiore, un profumo, un oggetto, un luogo... Tutto può servire affinché la memoria del presente non diventi passato e non scompaia nel mistero del tempo. In fondo, che cos'è il tempo? Non basteranno mai tutti gli orologi del mondo a descriverlo o fermarlo. Eppure tutti cerchiamo di afferrarlo, coglierne l'attimo e tenercelo per sempre. Impresa solo in apparenza vana perché, a ben vedere, tutta la storia degli uomini tende a fare questo, anche se in vari modi.

Basta dare uno sguardo alle innumerevoli biblioteche sparse nel mondo, alle infinite librerie in forma di libri o in forma di oggetti che ogni uomo colleziona in casa propria. Ai musei, alle gallerie e a tanti altri luoghi creati nel corso dei secoli per raccogliere, custodire, collezionare memorie e ricordi. La moderna tecnologia diventa ogni giorno sempre più sofisticata e crea nuove prospettive con i suoi aggeggi che spesso al primo apparire sembrano diabolici ma che poi si scopre sono felici tentativi, a volte anche di successo, inventati per allungare la memoria umana. Aggeggi che “sanno” leggere, vedere, registrare, riprodurre, gestire e manipolare a piacimento tutto ciò che concerne l’attività dell’uomo, nelle sue varie manifestazioni. E quindi anche fermare, riprodurre e gestire i ricordi.

Tutti ci ricordiamo con piacere i giorni dell’infanzia, il tempo trascorso con nonni, parenti, amici, a casa, a scuola, al mare o ai monti, d’inverno o d’estate. Giorni diventati storie che hanno poi concorso a formarci, a creare esperienze personali, uniche ed irripetibili, ma anche collettive, di gruppo, comunitarie, familiari. Esperienze che dovevano servire a costruire una vita, affrontare delle prove, realizzare un progetto lungo i percorsi dell’esistenza. Usanze e valori trovavano la loro giusta collocazione in contesti diversi ed appropriati che meritavano di essere conservati e tramandati. Ognuno li avrebbe conservato nelle propria mente e nel proprio cuore trasferendoli poi ad altri, siano essi figli, nipoti, amici e parenti.

Ma sono immagini, sensazioni e sentimenti pronti a scomparire se non li fermiamo per conservarli e comunicarli a chi non li conosce. Ecco allora che la moderna tecnologia ci aiuta in questo tentativo. Quei ricordi non scompariranno se li faremo riemergere facendoli narrare a chi li ha vissuti. Avere la possibilità di raccontarli in prima persona per mezzo della webcam di cui ormai ogni computer è dotato. Alla parola scritta si affianca così la parola detta, parlata e vissuta condividendola con gli altri. E ciò che si propone con successo un sito che ben presto ha assunto un carattere internazionale: Memoro. Tutti hanno così la possibilità di trasmettere un messaggio personalizzato: voci, volti, espressioni fanno parte della storia di una persona e riproducono attraverso le sue parole un mondo altrimenti irrangiugibile.

“Internet, lo strumento scelto per trasmettere i video, permette una fruibilità del tutto elastica per quanto riguarda la disponibilità dei contenuti e le modalità di accesso. Garantisce inoltre a chiunque la possibilità di contribuire alla creazione dei contenuti nuovi e presenta una facilità di creazione di percorsi tematici. Non ultimo, Internet è intrisecamente il media dei giovani, ovvero di coloro che più di tutti devono diventare i destinatari della memoria e i custodi dell’esperienza. Memoro - la Banca della Memoria è un progetto “no profit” dedicato alla raccolta in parte autoprodotta e i nparte spontanea delle esperienze e dei racconti di vita delle persone nate prima del 1940, sotto forma di “racconti” di 10 minuti.”

Così si esprimono gli ideatori. Un processo che non è fine a se stesso ma che vuole fare una vera e propria opera di divulgazione anche per temi. Una vera e propria Banca della Memoria, un progetto no profit che ha una sua specifica dignità nel grande e continuo fermento di vita che ha la Rete. Memoro – la Banca della Memoria è un progetto no profit nato a Torino, in Italia, nell’Agosto 2007. Il primo sito web è stato lanciato il 15/06/08. Dal settembre 2009 il progetto è gestito in Italia dalla Associazione Banca della Memoria ONLUS.

Memoro - la Banca della Memoria non è altro che una raccolta classificata di contenuti memoriali. Quello che la rende speciale sono i contenuti stessi. La raccolta delle testimonianze avviene in due modi distinti: la raccolta “redazionale” e l’afflusso spontaneo tramite caricamento degli utenti. La redazione interviene visionando tutti i filmati, lavorandoli (eventuali montaggi o inserimento sottotitoli) e completandoli di “attributi” necessari alla classificazione, relativi sia all’autore che al contenuto stesso. In questo modo è possibile per gli utenti fruitori seguire percorsi tematici. Alcuni percorsi di particolare interesse sono già suggeriti dalla redazione stessa nella sezione percorsi.

L’iniziativa ha avuto un grande successo anche a livello internazionale e nelle varie lingue, estendendosi fino al Giappone. Ne è venuto fuori anche un libro. Non è un libro nel senso tradizionale del termine, ma un DVD con una scelta di interventi di vario tipo. La parola scritta è stata sostituita dalle immagini che ci parlano direttamente e ci coinvolgono. Per il momento la partecipazione è riservata a chi è nato in una data anteriore al 1940. E’ con il tempo, infatti, che si raccolgono le esperienze, si cementano i ricordi e la voglia di trasmetterli a chi viene dopo di noi.

Il libro-DVD è il racconto di una storia emotiva del secolo scorso. I giochi dei bambini di una volta, la paura dei bombardamenti, l’emozione di un viaggio di nozze in 500. La storia sono i cadaveri per le strade di Caltanissetta visti da un bambino una mattina di guerra, è il canto Lili Marlene dei tedeschi accampati una notte in Lucania. Sono i ricordi di Andrea Camilleri: l’arrivo dei pescherecci a Porto Empedocle, le luci di Sfax in Tunisia, i fatti di sangue narrati dai cantastorie e una lettera che inviò a Mussolini e la risposta che ottenne. E ancora, Franca Valeri rievoca il varietà nel primo dopoguerra.

E poi Mario Monicelli, Enzo Bearzot, Oscar Luigi Scalfaro. Ma è nelle parole della gente comune che il passato si fa più vivido. E il Novecento sfila davanti: case di ringhiera nella Torino operaia, case d’appuntamento in Emilia, la vita a Trastevere negli anni Cinquanta, piccole storie di bombardamenti, fame, amore e liberazione. Il libro riflette sulla trasformazione della storia al tempo di Internet e sull’impatto del digitale sulla memoria personale e collettiva.

Quanto prima questo bibliomane si cimenterà a raccontare anche lui qualcosa del suo passato. Ci sono tutte le condizioni per farlo. Sarà allora in quel momento che alla parola scritta che ha usato sin da quando ha imparato a leggere e scrivere, farà seguire la parola-parlata e vista.

Ultimi interventi

Vedi tutti