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L'eterna estate di Capri

Un viaggio, via Costa d’Amalfi, verso Capri è l’esperienza più inebriante che si possa fare. Questo bibliomane ha deciso di vestire i panni di un turista letterario e concedersi questa traversata all’inizio dell’estate, prima che cominci la grande baraonda estiva che ogni anno si scatena lungo la “divina” Costiera. L’occasione di un ritorno all’isola magica è stata condivisa con la sua metà per conciliare mare e terra, corpo e spirito, natura e cultura. Poco più di due ore di viaggio sulle vie del mare, verso Capri, per andare incontro all’estate.

Scrivere di Capri è una delle cose più difficili. E’ come parlare di un sogno, un miraggio, un mito. L’isola che dopo di averla visitata, quando stai per lasciarla, scopri che non c’è. Sembra un paradosso ma è così. Appena vi sbarchi sei inghiottito dal suo vortice fatto di bellezza sognante ed irreale, dal turbinare delle sue folle di visitatori, dal richiamo dei suoi negozi di fiaba, dall’ammaliante profumo dei suoi giardini, gli odori ed i sapori dei suoi ristoranti, dal canto delle sue mille sirene tramutate in uccelli. Non hai nemmeno un attimo per fermarti a godere di questo spettacolo che il tempo è trascorso e la nave del ritorno è pronta a salpare per portarti via. Alla luce del tramonto, tra le schiumose, bianche, pure onde che la poppa della nave solleva, la vedi scomparire all’orizzonte. Ti restano le immagini di quella rapida visita nella mente. All’improvviso ti accorgi che non esiste e che se vuoi farla riapparire devi ritornarci. Altrimenti sarà per te come l’isola che non c’è.

Questa è la magia di Capri. Un fascino che nel corso dei millenni ha soggiogato uomini e donne semplici o letterati, di tutte le razze e lingue. Facendo riferimento soltanto all’epoca moderna, a partire dalla seconda metà del 19° secolo l’isola divenne un luogo privilegiato per tutti gli artisti, scrittori e persone di successo europei. Ad esempio il pittore John Singer Sargent (1856 – 1925) era un americano che si innamorò dell’isola. Dipinse oltre 900 quadri ad olio e 2000 acquerelli ed innumerevoli altri lavori di vario genere. Famosi quelli che fece a Rosina Ferrara (1861–1934), una ragazza caprese che divenne la sua musa ispiratrice. Di straordinaria, selvaggia bellezza locale mediterranea, Rosina catturò l’attenzione di innumerevoli artisti del tempo posando per loro. Tra questi merita di essere ricordato anche George Randolph Barse che divenne suo marito.

Un libro che inondò il mondo con il fascino e la malia di Capri fu “Entdeckung der Blauen Grotte auf der Insel Capri” (La scoperta della Grotta azzurra sull’isola di Capri) dello scrittore tedesco August Koposch il quale descrisse la sua permanenza e come scoprì la “Grotta Azzurra”. D’allora questa bellezza naturale è divenuta meta irrinunciabile ed emblematica, anche se spesso la visita diventa problematica. Non a caso la grotta era già ben nota sin dai tempi dei romani come lo prova la presenza di alcune statue nel luogo ed anche un posto di sbarco ed imbarco, oltre all’esistenza di un tunnel sotterraneo. Gli abitanti del luogo chiamavano la grotta “Gradola”. Il nome cadde in disuso perchè lo si riteneva legato ad un luogo popolato da streghe e mostri. La fortunata coincidenza di condizioni geologiche e speleologiche ha creato in questa grotta un doppio incanto. La luce del sole filtra attraverso una cavità sottomarina e riluce attraverso l’acqua creando un riflesso azzurro che illumina la caverna. Entrare nella Grotta non è sempre facile sia per le condizione del mare che per la grande massa di turisti che non vogliono perdersi l’occasione di fare visita a questo luogo. Quando la natura è tranquilla sembra l’anticamera del paradiso, ma quando il mare è inferocito l’anticamera dell’inferno.

Luogo per artisti, scrittori e poeti Capri è stata a lungo anche un posto sicuro e di avanguardia per chi delle arti ha inteso cogliere la sensibilità polivalente dei sessi. Gruppi di uomini e donne, con particolari qualità e sensibilità, propensi a vivere una vita tendente alla creativtà e condivisione artistica e relazionale. I poeti tedeschi August von Platen-Hallermunde e Jacques d’Adelswärd-Fersen di note tendenze omosessuali cercarono conciliare nel loro pensiero le opposte predisposizioni sessuali scrivendo “romanzi a chiave”. Quest’ultimo nel 1910 scrisse il romanzo a chiave “Et le feu s’èteignit sur le mer” nel 1919 suscitando un putiferio. Nel libro egli si divertì a sparlare un po’ di tutti, rendendo peraltro facilmente riconoscibili gli isolani e i residenti stranieri. Altri scrittori di tendenza cosidetta gay furono Roger Peyrefitte, Norman Douglas e Compton Mackenzie.

Capri è anche l’ambiente per il romanzo breve di Somerset Maugham “Il mangiatore di loto”. Nella storia il protagonista di Boston viene a Capri in vacanza e rimane tanto incantato dai luoghi che decide di lasciare il suo lavoro e trascorrere il resto della sua vita nell’isola. Il musicista francese Claude Debussy trasse ispirazione per la composizione dei suoi impressionistici “Preludi” “Le colline di Anacapri” composti nel 1910. Continuando questa rapida carrellata nella galleria di lettere e artisti legati a Capri ed alle sue malìe di ispirazione artistica non si può non ricordare Edwin Cerio autore di “Aria di Capri” 1928 un libro che contiene un certo numero di saggi storici e biografici sull’isola. Edwin Cerio fu un raffinato intellettuale, vivace polemista, scrittore, naturalista, ma soprattutto progettista di alcune delle più interessanti dimore capresi negli anni tra le due guerre. La lista di saggi contenuti nel libro ci offre la possibilità di ricordare anche altri nomi importanti di scrittori come l’inglese lo svedese Axel Munthe e l’italiano Curzio Malaparte di cui mi occuperò dettagliatamente in altri post. Nella lunga lista delle firme illustri di Capri non potevano le scrittrici come Elizabeth Moor, autrice di “An Impossible Woman: The Memoirs of Dottoressa Moor” uscito nel 1975. La Moor lavorò sull’isola dal 1926 fino agli anni settanta. Shirley Hazzard scrisse un “memoir” su Graham Greene. Merita di essere ricordato anche un romanzo eponimo “Kapri” del 1939, ma scritto con la K, del romanziere lettone Janis Jaunsudrabins in cui descrive l’isola come una specie di prigione per gli europei che sfuggono alle loro responsabilità scappando nell’isola per evitare responsabilità ed una vita normale.

L’elenco di artisti e scrittori dell’età moderna, affascinati dall’isola delle sirene, è certamente incompleto e superficiale. Vale solamente come assaggio per chi vuole conoscere i segreti messaggi che questa isola misteriosa continua a lanciare da millenni a chi la visita, chi decide di ritornarci e chi viene per rimanerci. Un’isola che ha affascinato re ed imperatori, principi e generali, poeti e sognatori, oppure famosi cantanti e attori come Frank Sinatra il quale su Capri ci scrisse anche una canzone:

`twas on the isle of capri that I found her
Beneath the shade of an old walnut tree
Oh, I can still see the flow’rs bloomin’ round her
Where we met on the isle of capri

She was as sweet as a rose at the dawning
But somehow fate hadn’t meant her for me
And though I sailed with the tide in the morning
Still my heart’s on the isle of capri

Summertime was nearly over
Blue italian sky above
I said lady, I’m a rover,
Can you spare a sweet word o’love?

She whispered softly it’s best not to linger
And then as I kissed her hand I could see
She wore a lovely meatball on her finger
’twas goodbye at the villa capri

Summertime was nearly over
Blue italian sky above
I said lady, I’m a rover,
Can you spare a fine word o’love?

She whispered softly it’s best not to linger
And then as I kissed her hand I could see
She wore a plain golden ring on her finger
’twas goodbye on the isle of capri
’twas goodbye on the isle of capri
’twas goodbye on the isle of capri

Ma i personaggi che hanno amato Capri non si contano. Aumentano di giorno in giorno e vanno ad aggiungersi nel lungo elenco di chi ama questa isola perchè è “un’isola che non c’è”…

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