
Rubo questa bella citazione, con il relativo testo qui sotto riprodotto in corsivo, da un libro che mi accompagna nei giorni della vita e nella vita di tutti i giorni: “Breviario Laico” di Gianfranco Ravasi. La parole chiave sono: riflettere, giocare, leggere, gentilezza, sapere, felicità, sognare, stelle, amare, vivere, musica, anima. Insomma c’è di tutto per definire una vita. Tutte le parole ruotano intorno al concetto di “tempo”. Questo è tempo d’estate ed è bene che ogni lettore tradizionale o elettronico sappia come utilizzare questo “tempo”.
“Non ho tempo”: è ormai la risposta più comune che ci è spesso opposta da persone indaffaratissime, ma anche da chi ha poco da fare (anzi, sopratutto da questi ultimi). Eppure c’è tanta gente che non sa come “ammazzare” o “ingannare” il tempo. Questo, però, non significa che sappia vivere il tempo. Alle soglie dei primi cicli di ferie ho voluto, allora, proporre questa serie di appelli che ho letto in un riquadro di una rivista americana, sotto il titolo abbastanza generico di “Sapienza irlandese”. L’invito è appunto quello a “ritrovare il tempo”.
Ossia essere capaci di demilitare, in mezzo al flusso frenetico delle cose oppure nell’inerzia di chi lascia scorrere le ore senza contenuto, una sorta di oasi per riflettere, per leggere, per dire una parola calorosa e saporosa all’altro, per stabilire legami d’amore e di amicizia, per gustare la serenità e la pace, per ascoltare la musica. E, perchè no?, anche per giocare, sognare, canterellare. Sembrano cose ovvie e fin banali; eppure ne stiamo perdendo il senso e il piacere, divenendo sbrigativi e arcigni. C’è un bell’aforisma giudaico che dice: “Ogni istante può essere la piccola porta attravreso la quale può entrare il Messia”. E il Messia talvolta è rivestito col manto della semplicità e può avere il volto di un uomo che ha bisogno del suo tempo.

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