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Il settimanale del Tempo

Sapete perchè il settimanale internazionale in lingua inglese TIME ha la copertina con una cornice rossa? Questa striscia sta a simboleggiare in maniera piuttosto arrogante che tutto ciò che vale la pena leggere è contenuto in quella cornice. Ogni altra informazione lasciata fuori di essa non serve. Questa idea vale da ben 87 anni e questo libro lo dimostra.

Non so da quanti anni leggo e sono abbonato a TIME. Il settimanale mi ha seguito in tutti gli anni della mia formazione linguistica e letteraria a partire dalla seconda metà del secolo scorso. Nell’arco di tempo di 87 anni il giornale ha attraversato innumerevoli trasformazioni come è naturale che fosse per un settimanale che nasce americano e diventa l’unico organo di informazione veramente internazionale. Ogni giorno della settimana alla redazione di TIME le notizie diventano informazione e conoscenza separando tutto ciò che è triviale da ciò che cruciale. Questa è l’idea che ha sempre caratterizzato la rivista ed i suoi giornalisti.

L’editore Rizzoli ha appena pubblicato un bellissimo libro in formato grande con un titolo abbastanza ambizioso: “La storia illustrata della rivista più influente del mondo”. Gli autori sono due giornalisti che sembrano specializzati nella scrittura di libri sulla vita e la storia di giornali e riviste internazionali. Il libro, oltre alla storia di TIME, offre la possibilità di leggere anche la storia degli ultimi 87 anni della nostra vita. La missione che si è data la rivista continua ad avere un senso specialmente oggi che il mondo della comunicazione sta attarversando trasformazioni quanto mai radicali e decisive. La concisione e la brevità devono necessariamente coniugarsi con la velocità e la profondità della stessa comunicazione. Il proliferare dei mezzi rende di giorno in giorno sempre più necessario da parte di noi lettori focalizzare i nodi specifici dei nostri interessi senza però con questo perdere l’importante punto di vista globale di tutto ciò che merita di essere conosciuto, dalla politica alla tecnologia, dall’arte alla religione.

Un punto di partenza originario molto importante per TIME fu quello avere un proprio punto di vista. E a dire il vero si sono viste parecchie stagioni quando TIME è stato un giornale di parte nel senso che ha sposato punti di vista ed idee. Ancora oggi, chi la dirige afferma di volere avere idee precise ma che abbiano un senso, che siano una sfida a pensare e riconsiderare opinioni ed idee in apparenza scontate sia nel mondo degli affari che della politica e della cultura. Nel mondo della moderna tecnologia è certo che la rivista ha più lettori che partecipano alla sua vita di quanto ne abbia avuto in passato. I lettori di oggi, e non solo di TIME, non si limitano più ormai a leggere le pagine stampate del settimanale, ma anche a partecipare attivamente a discussioni e commmenti online. Oltre quaranta milioni di utenti lettori nel mondo interagiscono con la redazione ogni settimana, di cui 25 milioni sono lettori e 18 milioni visitatori unici mensili dell’ edizione online. Il recente lancio dell’applicazione iPad caratterizza ancora la sua tendenza in senso tecnologico di condivisione e partecipazione alla giostra informativa globale.

Henry Luce, uno dei fondatori della rivista, disse che divenne giornalista “per essere quanto più vicino possibile al cuore del mondo”. Questa resta la vera missione di TIME e dovrebbe essere anche quella dei lettore di oggi. Ognuno di noi dovrebbe sedere in prima fila per comprendere ed assistere allo spettacolo che giorno dopo giorno il mondo ci offre. Non solo le risposte alle antiche domande che in inglese iniziano con le lettere WH- (who-what-when-why-where) ma anche il “Come” alla ricerca del giusto ed appropriato contesto. Quello che molti chiamano il “senso”.

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