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Al cervello piacciono i libri elettronici?

Qualche mese fa il New York Times si è posta la domanda: “Al cervello piacciono i libri elettronici”? Tutta la mia vita l’ho trascorsa tra i libri. Sin da piccolo, nella tipografia paterna, i libri li ho visti nascere, lettera dopo lettera, quando le parole si componevano a mano nel tipometro, con i caratteri mobili. Era lungo il percorso che le pagine dovevano fare prima che diventassero libri da aprire, leggere e sfogliare, per diventare non solo strumenti di conoscenza o fonti di informazione, ma anche amici da visitare, accogliere, collezionare, incontrare. Il libro di oggi non è più quello di un tempo. Anche la lettura non è più quella di un tempo.

I libri sono stati scritti sui materiali più strani ed incredibili: da pezzi di ossi a strisce di bronzo, dalle pietre al bambù, su seta, fino ad arrivare alla carta dei libri tradizionali. Ma oggi, con le moderne tecnologie, internet e computer, i libri vivono non più di carta stampata. Sono diventati “digitali”. Che cos’è che piace di più oggi: leggere un libro tradizionale oppure navigare nelle pagine di Internet? Non tutti sembrano avere una risposta uniforme. Secondo molti esperti del settore la lettura digitale avrà la meglio sulla lettura cartacea. Questo tipo di lettura include la lettura di notizie, di blogs, di messaggi del tipo di quelli che si lanciano su Twitter, Facebook, nei testi delle chat, e di quelli elettronici sia in forma di libri che di riviste, le immagini corredate da testo ed anche musica, insomma tutto un modo di leggere che va ben oltre la semplice, tradizionale lettura cartacea. Questa lettura è molto più rapida, stimolante, e anche facile da usare. Cercare un buon libro da leggere per intero presuppone un lavoro che non tutti sono disposti a fare: trovare una libreria, entrare, scegliere la lettura, oppure ordinare lo stesso online ed aspettare che arrivi.

La lettura digitale online invece è molto più semplice. Basta digitare titolo, autore e qualche altra utile informazione ed ecco che il testo è servito. Molte volte è gratuito e lo si può discutere in gruppi o forum adatti. In qualsiasi momento della lettura digitale la struttura multimediale che si ha sottomano, vale a dire il computer, offre la possibilità di fare approfondimenti, uscite laterali, operare collegamenti, sia in video che in audio, conservare, stampare e trasmettere. In breve, il testo può essere “gestito” e quindi trasformato ed adattato ai bisogni ed i gusti del lettore. Potete fare una cosa del genere col libro tradizionale? Si prevede che nei prossimi 5/10 anni la lettura dei libri tradizionali andrà inesorabilmente a diminuire. I lettori sceglieranno la lettura sullo schermo, che appare meno stancante oltre che meno costosa. La resistenza del libro tradizionale si manifesterà sotto forma di protezione del copyright. Infatti molti editori che detengono i diritti non avranno interesse a mettere online i loro libri avendo la possibilità di lucrare di più nell’edizione cartacea tradizionale. Può accadere così che il libro di cui si ha bisogno non sia accessibile online. Di converso, però, gli stessi editori se vogliono incrementare la vendita cartacea non possono permettersi di non essere presenti online in versione digitale, magari in versione ridotta. Il gap generazionale gioca a favore del libro tradizionale in quanto la popolazione di una certa età fa più fatica ad adattarsi alle nuove tecnologie e nelle aree depresse ed isolate i computer ed i servizi ad esso collegati sono ancora poco conosciuti. Un’altra resistenza alla lettura elettronica è quella che questa lettura porterebbe alla distrazione per la presenza di link audio, video ed immagini, elementi ed opzioni che possono distrarre e far perdere il focus sul testo che porta il lettore unicamente alla visione della pagina ricevendo l’impressione errata di averla letta.

Non c’è dubbio che quando si ha tra le mani un libro tradizionale, prodotto graficamente in maniera gradevole, lo si può soppesare con calma, sfogliarne le pagine, dall’inizio alla fine e viceversa, soffermarsi sulle immagini, sbirciare alle note. Tutto è come la rappresentazione di un rito che prepara alla lettura pregustandone il contenuto nell’attesa. E’ anche vero che molto spesso quel libro non viene più ripreso tra le mani e finisce intonso sugli scaffali. Ma è vero pure che la sua sola presenza può sempre dare vita all’ immaginazione del suo lettore possessore che può aprirlo in qualsiasi momento ed entrarci. La lettura online d’altra parte concorre alla diffusione della conoscenza in maniera interattiva nel senso che che lettura e scrittura interagiscono contemporaneamente, dando vita a pensieri nuovi ed inaspettati in chi legge. Se le cose stanno così si può dire, allora, che ci saranno cose che piacciono o non piacciono. Sarà sempre il lettore a decidere “cosa” scegliere e “come” regolarsi. E’ certo che la lettura tradizionale non potrà fare a meno della lettura elettronica, allo steso modo di come quest’ultima non potrà sostituire la prima. Saranno due momenti creativi dei quali il lettore del futuro non potrà fare a meno.

Joseph Brodsky una volta ha detto che il libro rappresenta la quintessenza della tecnologia moderna, un mezzo con il quale l’uomo viaggia nello spazio della sua esperienza, alla velocità della pagina che egli stesso gira. Ma ora che la pagina appare sullo schermo evanescente e surreale del computer, in “bits & bytes”, possiamo anche pensare che il libro sia destinato a scomparire. Cosa ci resterà allora tra le mani? Potrà mai soddisfarci questa “conoscenza” che assume la forma di “sapere digitale” e che si intrufola sempre più insistentemente nella nostra vita? Sono due forme diverse di conoscenza/sapere che a molti sembrano non poter convivere. Lo schermo è molto diverso dalla pagina del libro. Esso è il mediatore tra le nostre più segrete e nascoste pulsioni comunicative che albergano nel nostro intimo e che ci spingono all’esterno verso tutte quelle forme con le quali la vita si manifesta: scrittura, gioco, teatro, condivisione, scoperta…

Molti esperti ritengono che questa nuova cultura digitale segnerà il futuro ed il progresso dell’umanità perchè si svilupperanno forme sofisticate di letture che sostituiranno la solitaria, tradizionale ed isolata lettura individuale. Il libro tradizionale forse sarà soltanto il ricordo di una tecnologia che abbiamo superato. Ma come sarà l’uomo dello “schermo”? Potrà mai essere come l’uomo del “libro”? Ogni tecnologia esprime la sua cultura e la propria capacità di trasformarsi. Noi tutti sappiamo cosa siamo stati da quando Gutenberg sostituì la manualità del pensiero scritto con quello a caratteri mobili. Stando così le cose, con la grande mobilità della moderna tecnologia delle comunicazioni non è possibile ancora dire come saremo, non dico tra qualche secolo, ma soltanto tra pochi decenni.

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